Gesù: "Date a Dio quel che è di Dio!" Il debito verso Dio è l’amore verso di Lui e verso il Prossimo
La domanda di Gesù entra nelle nostre scelte quotidiane. Che cosa significa restituire a Dio ciò che Gli appartiene, anche nel rapporto con gli altri?

Di Don Vincenzo Carnevale
Gesù vuole chiarire e sancire la corretta relazione tra realtà civili e sociali e scelte religiose di fede, insegnando e dichiarando che non può esserci separazione tra vita sociale e civile e quella di fede e di religione, né reciproca ostilità e contrapposizione. Allora, distinzione di ambiti e di responsabilità sì, mai, però, reciproche contrapposizioni ed ottuse divisioni.
Rendete a Dio, perciò, quello che è di Dio: Tutto! Il verbo usato è “restituite”, “ridate indietro” (e non semplicemente “date”). Che cosa dobbiamo “ridare indietro” a Dio? Praticamente tutto di noi, perché tutto ciò che siamo e tutto ciò che abbiamo, lo siamo perché l’abbiamo ricevuto in dono da Lui! Dobbiamo restituirGli e riconsegnarGli il Primato e la Priorità assoluta nella nostra vita, nella nostra storia e su tutto il creato!
Restituire a Dio quello che appartiene a Dio, ha certamente le sue implicazioni e conseguenze nella dimensione etica, anche, sulla politica! Bisogna restituire alla Politica la sua “anima”, rifondandola e riportandola alle esigenze di Dio, nel fedele servizio del bene comune e nella promozione costante della giustizia, della solidarietà e pace universale!
Soprattutto, Noi-Chiesa dobbiamo interrogarci ed esaminarci, con coraggio e senza ipocrisia, se Dio è la priorità assoluta nella nostra vita, è al primo posto nella nostra missione, nel Dialogo Interreligioso, nell’Impegno Ecumenico, nelle relazioni con i potenti della terra e con il mondo politico: Dio è al primo posto?
Dio e Cesare
La moneta di Cesare è un mezzo di scambio commerciale, la moneta di Dio è l’Uomo da amare e servire perché porta impressa indelebilmente la Sua Immagine. Nessun potere o realtà terrena, può prendere il posto di Dio-Amore, Onnipotente Signore.
Cristiani e le tasse
Evadere le tasse è un grave atto di mancanza di amore e di ingiustizia, soprattutto, nei confronti dei poveri, dei disoccupati, dei senza tetto, degli ammalati, dei deboli e delle persone più esposte a vulnerabilità ed ingiuste precarietà. Pagare le tasse, per un vero Cristiano, è un obbligo morale!
I Cristiani devono distinguersi per sensibilità sociale e amore di giustizia. Non si può essere cristiani e, al tempo stesso, sottrarsi al proprio tributo per il “Bene Comune”. Le tasse sono uno strumento per la Solidarietà, per mantenere i Diritti “Sociali” di ogni Persona, come l’istruzione, la salute, la cassa integrazione, le pensioni, la disoccupazione e tanti altri bisogni e necessità.
Certo che il corretto comportamento dei Contribuenti deve indurre lo Stato ad essere più giusto ed equo nell’imporre le tasse!
Le tasse sono un debito che abbiamo con la Comunità dei fratelli (lo Stato) ed è quello di contribuire a ristabilire e perseguire il bene di tutti! Ma esiste anche un debito verso Dio che è quello dell’amore verso di Lui e verso il Prossimo.
E tu, lettore che ci segui, quanto conta la fede nelle tue scelte quotidiane? In quali gesti concreti riconosci il servizio al bene comune? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento, anche in forma anonima.




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