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Galiano ai giovani:"Non preoccupatevi se non vi sentite perfetti. Genitori e insegnanti devono educare al desiderio,al viaggio, all'essere vivi e al guardarsi allo specchio con occhi nuovi, del cuore"

Aggiornamento: 14 ott

Sono tanti i giovani che si guardano allo specchio e si vedono sbagliati, fuori posto, inferiori, alla ricerca spasmodica di un ideale di…

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“Una delle cose che possono complicare di più la vita scolastica di un ragazzo o di una ragazza è la cosiddetta ansia da perfezione: qualcosa di molto diverso dal perfezionismo, che è la cura maniacale dei dettagli che caratterizza alcuni grandi artisti, come per esempio Stanley Kubrick o Michelangelo. No, l’ansia da perfezione è una specie di ibrido fra perfezionismo e ansia da prestazione, una sorta di inganno che a volte i ragazzi mettono in piedi a proprio danno: quello che ho fatto fa schifo, perché non è perfetto.

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Quante volte li ho visti stracciare fogli, buttare via con rabbia testi, poesie, esercizi, solo perché da qualche parte c’era un piccolo errore, per poi convincersi di non essere capaci, di essere delle schiappe, e quindi passare direttamente dal piccolo errore alla rinuncia”, in tal modo lo scrittore ed insegnante italiano Enrico Galiano inizia la sua profonda riflessione sottolineando come spesso i ragazzi si lascino ingannare da un’idea di perfezione che non fa altro che renderli insicuri, spingendoli alla rinuncia proprio perché convinti di non essere capaci.

Quante volte, infatti, gli studenti mostrano un vero e proprio rifiuto nei confronti di una materia scolastica non perché siano davvero incapaci ma solo a causa di un approccio sbagliato o per paura del fallimento.

Dovremmo, pertanto, spiegare ai giovanissimi che la perfezione non esiste. Perfezione deriva dal verbo latino perficio, che significa “compiere, completare, finire, fare completamente”. Perfectum è il participio perfetto che vuol dire “fatto, compiuto, concluso”, nel senso proprio di “chiuso con”. “L’inganno della perfezione è tutto qui: noi vi aspiriamo molto spesso, ignorando quanto ‘perfetto’ sia sinonimo di ‘finito’ e quindi inerte, immobile, terminato. Il problema quindi non è tanto nell’impossibilità della perfezione, quanto nel fatto che essa sia perdita di vitalità: è immutabilità, vita che si ferma, che non corre più da nessuna parte, che non ha più nulla da cercare e quindi da desiderare”, così come ci spiega molto dettagliatamente Enrico Galiano.

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Sono tanti, infatti, i giovani che si guardano allo specchio e si vedono sbagliati, fuori posto, inferiori, alla ricerca spasmodica di un ideale di perfezione che non esiste.

Per tale motivo Enrico Galiano intende rivolgersi ad ognuno di loro, con grande forza e determinazione, esprimendo il suo pensiero in tal modo:

“Non preoccupatevi se a sedici anni andate male a scuola. Preoccupatevi se ci andate senza nemmeno sapere perché.

Non preoccupatevi se avete amici che sanno già che cosa faranno dopo, mentre voi no. Preoccupatevi quando è qualcun altro a decidere per voi.

Non preoccupatevi se siete gli unici della compagnia a non avere una ragazza o un ragazzo. Preoccupatevi se ce l’avete solo per non sentirvi soli o per poter postare selfie in cui fate finta di essere felici.

Non preoccupatevi se il domani vi fa paura. Preoccupatevi se non ve ne fa.


Non preoccupatevi se fate un sacco di errori: con gli amici, con i genitori, con tutti. Preoccupatevi se vi sembra di non farne mai.

Non preoccupatevi se non ci capite niente. Preoccupatevi se alla vostra età vi sembra di aver capito tutto. Anzi, preoccupatevi a qualsiasi età, se vi sembra di aver capito tutto.

Non preoccupatevi se ci sono momenti in cui vi sembra che tutto faccia schifo, voi compresi. Essere adolescenti vuol dire anche quella roba lì.

Non preoccupatevi se credete di essere gli unici ad avere questi pensieri, perché non è così. La maggior parte di quelli che vi sembrano forti, sicuri di sé, senza problemi, sempre felici, sono solo persone che hanno imparato a fingere meglio di voi. O, ancora più semplicemente, persone molto meno interessanti di voi.


Non preoccupatevi se vi sembra che l’adolescenza non sia tutta questa festa come vi dicono dovrebbe essere. Se, in giro, sentite gente che vi dice che l’adolescenza è l’età più bella della vita, che dovete solo pensare a godervela. Sappiate che mente.

Non preoccupatevi se non siete felici. Preoccupatevi se non siete mai tristi.

Non preoccupatevi se non vi sentite mai nel posto giusto. Preoccupatevi se non sapete riconoscere quando siete nel posto sbagliato.

Non preoccupatevi se non vi sentite liberi di dire ciò che volete. Preoccupatevi quando non avete più niente da dire.


E, infine, non preoccupatevi se non siete perfettamente quello che vorreste essere, perché la parola perfetto significa in realtà concluso, chiuso, finito.

Non preoccupatevi, quindi, se non vi sentite perfetti: perché se non siete perfetti significa, semplicemente, che non siete finiti. Se non siete perfetti significa che siete ancora vivi”.

Ecco allora l’importanza di stare accanto ai giovani, spiegando loro di non preoccuparsi di essere perfetti perché “noi non siamo arrivi, siamo viaggi; non siamo sazietà, siamo fame. Noi siamo desiderio”.

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di VALENTINA TROPEA

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