Fondo MOF 2025/26, firmato il contratto: 847 milioni per docenti e ATA. Tutti gli importi
- La Redazione

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Il CCNI definisce la distribuzione delle risorse per il personale scolastico. La quota più consistente, pari a oltre 559 milioni di euro, finanzierà il Fondo delle istituzioni scolastiche. Risorse anche per ...

È stato firmato definitivamente il Contratto collettivo nazionale integrativo che stabilisce i criteri di ripartizione delle risorse del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2025/2026.
Il contratto mette a disposizione delle istituzioni scolastiche una somma complessiva di 847 milioni e 360mila euro, destinata a finanziare le attività aggiuntive svolte da docenti e personale ATA, la valorizzazione professionale, le funzioni strumentali, gli incarichi specifici e gli interventi rivolti alle scuole che operano nei territori maggiormente disagiati.
La sottoscrizione definitiva arriva dopo la certificazione della compatibilità economico-finanziaria da parte della Ragioneria generale dello Stato. Nel corso della verifica sono state richieste alcune modifiche tecniche, tra cui l’aggiornamento dei riferimenti normativi e la correzione dell’importo relativo all’incremento dell’indennità di direzione dei DSGA, rideterminato in 6.726.215,99 euro rispetto ai 6.727.166,39 euro inizialmente riportati.
Nel complesso, le risorse rimangono sostanzialmente invariate rispetto all’anno scolastico precedente, anche se il contratto introduce alcune modifiche nei criteri utilizzati per la loro distribuzione.
Come vengono ripartiti gli 847 milioni di euro
La parte più consistente del finanziamento, pari a 559.500.000,60 euro, è destinata al Fondo delle istituzioni scolastiche e alla formazione del personale.
Altri 130.761.200,40 euro finanzieranno la valorizzazione del personale scolastico. L’80% della somma sarà distribuito in proporzione al numero dei posti presenti nell’organico dell’autonomia di ciascuna scuola, mentre il restante 20% terrà conto della complessità organizzativa degli istituti.
Tra gli elementi considerati rientrano la presenza di alunni con disabilità e di studenti stranieri, il numero medio di alunni per classe e la collocazione delle scuole nelle aree montane o nelle piccole isole.
La ripartizione complessiva delle risorse è la seguente:
559.500.000,60 euro per il Fondo delle istituzioni scolastiche e la formazione;
17.150.000 euro per le attività complementari di educazione fisica;
45.240.000 euro per le funzioni strumentali;
34.620.000 euro per gli incarichi specifici del personale ATA;
30.027.199 euro per le ore eccedenti effettuate per sostituire i colleghi assenti;
130.761.200,40 euro per la valorizzazione del personale scolastico;
20 milioni di euro per la valorizzazione della professionalità docente, la continuità didattica e il servizio nelle zone caratterizzate da spopolamento, povertà socio-economica, disagio culturale e dispersione scolastica;
6 milioni di euro per Agenda Sud;
1.061.600 euro per l’indennità di disagio degli assistenti tecnici del primo ciclo;
3 milioni di euro per la continuità didattica nelle aree disagiate delle piccole isole.
Funzioni strumentali, incarichi ATA e ore eccedenti
Per le funzioni strumentali al Piano triennale dell’offerta formativa vengono confermati 45,24 milioni di euro. Le somme serviranno a retribuire gli incarichi affidati ai docenti per il coordinamento di settori strategici della scuola, tra cui inclusione, orientamento, gestione del PTOF e rapporti con il territorio.
Agli incarichi specifici del personale ATA sono destinati 34,62 milioni di euro. Si tratta delle attività aggiuntive e delle responsabilità connesse, ad esempio, all’assistenza degli alunni con disabilità, al primo soccorso e allo svolgimento di compiti che richiedono una particolare qualificazione.
Altri 30 milioni di euro circa finanzieranno le ore eccedenti effettuate dai docenti per sostituire i colleghi assenti.
Le attività complementari di educazione fisica riceveranno, invece, 17,15 milioni di euro. Le risorse potranno sostenere l’avviamento alla pratica sportiva nelle scuole secondarie e i progetti di alfabetizzazione motoria destinati agli alunni della scuola primaria.
Venti milioni per le scuole che operano nei territori più difficili
Una delle principali novità riguarda i criteri di distribuzione dei 20 milioni di euro destinati alle scuole caratterizzate da particolari condizioni di complessità socio economica e culturale.
Le risorse saranno assegnate alle istituzioni scolastiche che presentano un indicatore complesso pari o superiore al 44%. Nell’anno precedente la soglia era fissata al 47%: la sua riduzione consentirà, quindi, di ampliare il numero delle scuole che potranno beneficiare del finanziamento.
L’indicatore considera diversi fattori:
lo status sociale, economico e culturale delle famiglie;
il livello di dispersione scolastica;
la presenza di alunni stranieri;
il turn-over del personale registrato nell’ultimo triennio.
La distribuzione avverrà in proporzione al numero dei docenti, a tempo determinato e indeterminato, che hanno garantito la continuità didattica nell’ultimo triennio.
Agenda Sud e piccole isole
Per Agenda Sud vengono stanziati 6 milioni di euro. La metà delle risorse sarà utilizzata per valorizzare i docenti a tempo indeterminato che hanno assicurato la permanenza nella stessa scuola nel corso dell’ultimo triennio. I restanti 3 milioni serviranno a sostenere l’ampliamento dell’offerta formativa, anche attraverso la realizzazione di attività extracurricolari.
Altri 3 milioni di euro sono destinati alla continuità didattica nelle aree disagiate delle piccole isole.
All’interno di questa somma, 750mila euro saranno distribuiti alle scuole statali che possiedono plessi situati nelle piccole isole e saranno riservati al personale ATA, sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato.
La ripartizione avverrà in proporzione al numero degli studenti che frequentano i plessi interessati. Sarà poi la contrattazione integrativa di istituto a definire i criteri per l’attribuzione dei compensi individuali.
L’indennità spetterà a partire dall’effettivo inizio dell’attività lavorativa nella sede disagiata e sarà calcolata in proporzione ai giorni di servizio realmente prestati.
Indennità per assistenti tecnici e DSGA
Il contratto disciplina anche l’indennità di disagio riconosciuta agli assistenti tecnici del primo ciclo impiegati in più scuole o plessi.
Gli importi individuali potranno variare da 350 a 800 euro lordi dipendente, in base al numero delle sedi affidate. Ai fini dell’assegnazione del compenso, la contrattazione di istituto dovrà individuare anche un criterio che tenga conto della distanza media tra le diverse scuole nelle quali l’assistente tecnico è chiamato a prestare servizio.
Viene inoltre incrementata la parte variabile dell’indennità di direzione dei DSGA. Gli aumenti annuali sono differenziati in relazione alle caratteristiche e alla complessità dell’istituzione scolastica e possono variare da 715 a 1.342 euro lordi.
Restano confermati anche i finanziamenti per il bilinguismo in Friuli-Venezia Giulia e per i turni notturni e festivi svolti dal personale dei convitti e degli educandati.

Le eventuali risorse non utilizzate dalle singole scuole potranno essere destinate, attraverso la contrattazione integrativa di istituto, anche a finalità differenti rispetto a quelle originariamente previste.
di La Redazione
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