Docenti e ATA, si possono usare le 150 ore di permessi studio per preparare esami e tesi?
Per chi deve preparare un esame o lavorare alla tesi, le possibilità cambiano secondo il territorio. Il confronto tra Trento e Puglia chiarisce quali attività possono essere riconosciute e...

Si può chiedere un permesso delle 150 ore per restare a casa a preparare un esame o lavorare alla tesi? La distinzione da fare riguarda l’attività per la quale ci si assenta: frequentare una lezione, sostenere una prova e studiare individualmente non sono sempre coperti dalle stesse regole.
Il contratto nazionale della scuola riconosce i permessi per frequentare corsi finalizzati al conseguimento di titoli di studio e per i relativi tirocini ed esami.
La circolare della Funzione pubblica n. 12/2011 distingue invece queste attività dallo studio personale, escludendo che le ore possano essere utilizzate indistintamente per prepararsi. Per sapere se siano ammesse ulteriori possibilità occorre quindi leggere la disciplina territoriale applicabile.
Preparare gli esami: quando sono previste ore dedicate
Un esempio arriva dal sistema scolastico della Provincia autonoma di Trento. La disciplina pubblicata sul portale istituzionale Vivoscuola consente ai docenti, per alcune tipologie di corso, di destinare alla preparazione degli esami fino al 30% delle ore concesse.
La possibilità riguarda i percorsi individuati dalla disciplina provinciale, tra cui quelli per la specializzazione sul sostegno e la prima abilitazione all’insegnamento.
Negli altri casi lo studio personale resta escluso. Con 150 ore assegnate, il limite corrisponde a 45 ore; se il monte ore riconosciuto è inferiore, si riduce anche la quota utilizzabile.
Chi ne beneficia deve indicare queste ore nel piano di utilizzo e, al termine dell’anno scolastico, dichiarare di aver effettivamente sostenuto gli esami per i quali le ha richieste. È una previsione provinciale, da non estendere al personale in servizio negli altri territori.
Per la tesi conta anche dove si svolge la ricerca
Anche il lavoro sulla tesi richiede una verifica specifica. Il contratto integrativo della Puglia per il 2026–2028, all’articolo 6, comma 9, ammette permessi per attività di ricerca finalizzate alla tesi, entro il 20% delle ore concesse: al massimo 30 ore per chi dispone dell’intero contingente individuale.
La previsione contiene però precise condizioni. Il docente universitario deve dichiarare che la ricerca può essere svolta soltanto presso determinati laboratori o centri universitari e che non è possibile effettuarla fuori dall’orario di servizio. La semplice necessità di scrivere o rivedere i capitoli della tesi a casa non corrisponde, dunque, all’attività descritta dal contratto. Il testo definitivo è stato trasmesso dall’USR Puglia dopo la sottoscrizione del 16 gennaio 2026.
Prima di concordare l’assenza con la scuola, serve quindi individuare quale attività sia ammessa, quante ore possano essere utilizzate e come documentarle. Il riconoscimento delle 150 ore stabilisce il monte ore disponibile; il contratto territoriale e le relative istruzioni definiscono come impiegarlo.
di Leandro Castagna
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