Maria Rita Parsi: "I bambini considerano i genitori degli dèi: li temono, ne invidiano l'apparente onnipotenza… Non fate loro del male. La loro anima è l'anima del mondo.”
Maria Rita Parsi riflette sulla fiducia dei bambini nei genitori, sulle ferite dell’infanzia e sull’importanza di rispettare i tempi della crescita...

“I bambini considerano i genitori degli dèi: li temono, ne invidiano l'apparente onnipotenza, ne sopportano ogni debolezza, li giustificano sempre. Non fate loro del male. La loro anima è l'anima del mondo.” Con queste parole la psicoterapeuta e scrittrice Maria Rita Parsi richiama una responsabilità che troppo spesso gli adulti dimenticano: per un figlio, il genitore non è mai una persona qualunque. È un punto di riferimento così importante che il bambino può arrivare a giustificarne anche le debolezze, pur di proteggere quel legame che sente vitale quanto l'aria che respira.
Da questa premessa nasce una riflessione più ampia sull'infanzia, intesa non come una semplice tappa di crescita, ma come un tempo sospeso, fatto di aspettative e di sogni che meritano di essere accolti con cura. “L'infanzia è attesa di eventi luminosi e lieti, eroici, santi e belli. Se l'infanzia di un bambino è stata buia, triste, grigia, spaventata, nessun drago, fantasma o mostro, all'improvviso sconfitto, nessuna luce, il bambino crescendo diventa adulto. Ma dentro di lui, quel bambino aspetta, murato nel semisonno dell'attesa.” Un'immagine potente, quella del bambino “murato”, che racconta quanto le esperienze vissute nei primi anni di vita restino incise, pronte a riaffiorare anche decenni dopo. Non sono semplici ricordi, ma tracce che condizionano il modo di stare al mondo, di amare, di reagire alle difficoltà.
Ogni genitore, ogni insegnante, ogni adulto che si prende cura di un bambino dovrebbe interrogarsi su questo: che tipo di attesa sto costruendo, oggi, nel cuore di chi mi guarda? L’esperta sottolinea quanto ogni gesto, anche il più piccolo, lasci un segno indelebile. “È facile colpire i bambini. Ogni colpo resta impresso, ogni azione è traccia d'anima. I bambini osservano e partecipano, agiscono e stanno a guardare. Sentono gelo e calore, si difendono e sono disarmati.”
Un bambino non è mai davvero inerte: osserva, elabora, si adatta. Ma questa capacità di adattamento non lo rende invulnerabile, anzi. La freddezza, le umiliazioni e la disattenzione ripetuta possono scavare un solco profondo.
Da qui l’appello di Parsi a rispettare i tempi della crescita: “Rispettate i nostri tempi. Consentiteci di crescere rispettando i ‘nostri tempi’, senza forzarci, senza obbligarci a fare dei passaggi imposti da esigenze vostre che non rispettano il nostro sviluppo psicofisico, la nostra competenza emotiva, il nostro cuore. Non proiettate le vostre esigenze, i vostri desideri, i vostri bisogni irrisolti su di noi.”
Un monito che vale per la scuola quanto per la famiglia: quante volte, in nome di un progresso da dimostrare o di un traguardo da raggiungere, si finisce per bruciare le tappe naturali della crescita, dimenticando che ogni bambino ha un proprio ritmo da rispettare? Sta a chi li accompagna non tradire questa fiducia, restituendo loro cura, presenza, rispetto.
E tu, lettore che ci segui, c’è qualcosa che avresti voluto far capire ai tuoi genitori quando eri bambino? Che cosa vorresti che un adulto sapesse ascoltare prima di giudicare?
Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontacelo nei commenti, anche in forma anonima.
di Leandro Castagna




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