Docente colpito con un pugno e una sedia da uno studente. Il prof. Vadalà: "L’avevo anche cercato di aiutare". Valditara: "Tolleranza zero verso ogni forma di aggressione"
Il professore stava decidendo quale voto assegnare quando è stato colpito. Dopo le cure in ospedale, a chi gli chiede se si aspetti le scuse dei genitori risponde…

Un pugno lo ha fatto cadere a terra, poi è stato colpito con una sedia mentre era ancora sul pavimento. Bruno Vadalà, 52 anni, docente di Meccanica all’istituto Carlo Grassi di Torino, ha riportato la frattura del naso e 30 giorni di prognosi dopo l’aggressione subita da uno studente durante un’interrogazione.
È accaduto il 28 ottobre all'Istituto Carlo Grassi di Torino. Il professore dopo l'aggressione è stato soccorso e trasportato all'ospedale San Giovanni Bosco. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Sull'episodio è intervenuto il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha contattato il dirigente scolastico per manifestare la propria vicinanza al docente e all'intera comunità scolastica. "Oggi ho sentito il dirigente dell'Istituto Grassi di Torino per esprimere la mia forte solidarietà al docente aggredito e la mia vicinanza a tutta la comunità scolastica. Sono profondamente addolorato e amareggiato per quanto accaduto".
Il ministro ha quindi ribadito la necessità di contrastare con fermezza gli episodi di violenza negli istituti scolastici. "La violenza nelle scuole è inaccettabile e va contrastata con la massima fermezza. Tolleranza zero verso ogni forma di aggressione", ha dichiarato Valditara.
Nel suo racconto il professore non individua un episodio che possa spiegare la violenza. "Non c’è una causa scatenante", afferma. Vadalà ha raccontato che stava valutando la prova dello studente quando è stato colpito. Durante l’interrogazione aveva cercato di incoraggiarlo a proseguire. "L’avevo anche cercato di aiutare", ha spiegato. Particolarmente significative anche le parole del docente, che, nonostante le ferite riportate, ha espresso preoccupazione per il futuro dello studente: "Più che le scuse a me dispiace per l'accaduto, perché evidentemente qualcosa non va, qualcosa non funziona", auspicando che il ragazzo venga aiutato a comprendere la gravità del proprio comportamento in modo che non si verifichi più.
di Katia Piemontese
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