Disabilità, dal 2027 cambia la certificazione: cosa cambia per scuola, PEI e famiglie
La sperimentazione del nuovo sistema è stata estesa nel 2026 e terminerà il 31 dicembre. Dal 1° gennaio la riforma entrerà a regime in tutta Italia, ma i diritti già riconosciuti...

Il 1° gennaio 2027 il nuovo sistema per l’accertamento della condizione di disabilità sarà esteso a tutto il territorio nazionale. È una scadenza che interessa direttamente anche le scuole, perché dalla certificazione parte il percorso che porta all’inclusione scolastica e alla predisposizione del PEI.
La riforma nasce dal decreto legislativo 62/2024 e punta a riunire in un procedimento unico diversi accertamenti oggi separati. L’INPS diventa il soggetto unico responsabile della valutazione di base, con un sistema che non guarda soltanto alla condizione sanitaria, ma considera anche le limitazioni nell’attività e nella partecipazione della persona, secondo le classificazioni ICD e ICF.
La sperimentazione è arrivata a 60 territori
La prima fase è partita nel gennaio 2025, una seconda nel settembre dello stesso anno e dal 1° marzo 2026 altre 40 province sono entrate nella sperimentazione. Complessivamente il percorso sperimentale interessa oggi 60 territori, comprese, con le modalità previste, le Province autonome di Trento e Bolzano. Nelle zone interessate dalla nuova procedura, il percorso parte dal certificato medico introduttivo, trasmesso telematicamente all’INPS. Il documento dà direttamente avvio alla valutazione, senza la successiva domanda prevista dal vecchio sistema.
Nel resto d’Italia, invece, le precedenti procedure continuano ad applicarsi fino al 31 dicembre 2026.
Cosa cambia dal 1° gennaio 2027
Dall’inizio del prossimo anno la riforma dovrà entrare a regime sull’intero territorio nazionale. L’obiettivo è superare la frammentazione degli accertamenti e arrivare a una valutazione di base unica. Cambia anche il linguaggio utilizzato. Il decreto 62/2024 supera progressivamente la vecchia impostazione centrata sulla parola “handicap” e introduce una valutazione delle necessità di sostegno, considerate in relazione alla persona e alla sua partecipazione nei diversi contesti di vita.
Non tutto, però, è già concluso. Il termine per l’adozione del regolamento che dovrà aggiornare le definizioni, i criteri e le modalità di accertamento sulla base delle classificazioni ICD e ICF è stato prorogato al 30 novembre 2026.
Le vecchie certificazioni non vengono azzerate
L’arrivo del nuovo sistema non significa che dal 1° gennaio tutte le famiglie debbano ricominciare l’iter. Il decreto contiene un principio di non regressione e tutela i diritti già riconosciuti. Prestazioni, servizi e agevolazioni per i quali sia già stata accertata la spettanza entro il 31 dicembre 2026 vengono salvaguardati.
Per questo la transizione non produrrà da un giorno all’altro un unico tipo di documentazione in tutte le scuole. Continueranno a esserci studenti con certificazioni rilasciate secondo il sistema precedente e altri entrati nel nuovo procedimento.
Per la scuola resta centrale il GLO
Il cambiamento dell’accertamento sanitario non trasferisce però all’INPS la progettazione scolastica. La certificazione costituisce il presupposto per attivare il percorso di inclusione, ma il PEI continua a essere definito dal GLO, che conosce lo studente nel contesto della classe e costruisce la progettazione educativa e didattica insieme alla famiglia e alle altre figure coinvolte.
Anche la proposta delle ore di sostegno resta collegata al lavoro del GLO e al Profilo di funzionamento e alle effettive necessità dell’alunno nel contesto scolastico, non a una corrispondenza automatica tra una classificazione sanitaria e un determinato numero di ore.
È tra gli aspetti più importanti per il 2026/27: la documentazione sta cambiando, ma il compito della scuola resta quello di costruire il percorso partendo dallo studente e da ciò che gli serve realmente per apprendere e partecipare alla vita della classe.
di La Redazione
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