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Dipendenti pubblici, firmato il nuovo contratto: aumenti di 141 euro al mese e arretrati da 1.136 euro

37 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

La firma definitiva del CCNL Funzioni Locali 2025-2027 interessa oltre 403mila lavoratori. Previsti incrementi retributivi, nuove misure di welfare e disposizioni sull'intelligenza artificiale.

Il nuovo contratto dei dipendenti degli enti locali è stato firmato definitivamente il 28 ottobre 2026. L'accordo riguarda 403.617 lavoratori di Regioni, Comuni, Province, Camere di commercio e altri enti del comparto Funzioni Locali.

La sottoscrizione è avvenuta presso l'ARAN, dopo la certificazione della Corte dei conti, e conclude il percorso avviato con l'ipotesi di accordo del 21 luglio.


Il contratto collettivo nazionale riguarda il triennio 2025-2027 e prevede incrementi retributivi medi di 141 euro lordi mensili per tredici mensilità, pari al 5,7% del monte salari 2023. Gli arretrati medi maturati fino a ottobre sono stimati in 1.136 euro lordi. Si tratta di importi medi: le somme effettivamente riconosciute variano in relazione all'inquadramento professionale e alla posizione del dipendente.


Quando arrivano gli aumenti in busta paga

Con la firma definitiva, il contratto diventa pienamente efficace. Il presidente dell'ARAN, Antonio Naddeo, ha confermato che i nuovi importi saranno riconosciuti nelle prossime settimane. "Le lavoratrici e i lavoratori di Regioni, Comuni, Province e Camere di Commercio vedranno i nuovi importi in busta paga già nelle prossime settimane". La dichiarazione accompagna la conclusione di un percorso contrattuale che, secondo l'Agenzia, consente di riconoscere gli incrementi durante il periodo di vigenza del contratto. Il pagamento concreto dipenderà dalle operazioni di adeguamento dei sistemi stipendiali dei singoli enti.


La dichiarazione accompagna la conclusione di un percorso contrattuale che, secondo l'Agenzia, consente di riconoscere gli incrementi durante il periodo di vigenza del contratto. Il pagamento concreto dipenderà dalle operazioni di adeguamento dei sistemi stipendiali dei singoli enti.

Gli aumenti e gli arretrati

I dati economici comunicati dopo la firma definitiva permettono di individuare gli importi medi previsti.

Voce

Importo

Aumento medio mensile lordo

141 euro

Mensilità interessate

13

Incremento sul monte salari 2023

5,7%

Arretrati medi lordi

1.136 euro

Dipendenti interessati

403.617

Gli aumenti non sono identici per tutti i lavoratori. Le differenze dipendono dall'area di appartenenza, dalla posizione economica e dalle disposizioni contrattuali applicabili. Dal 1° luglio 2027 è inoltre previsto un ulteriore intervento economico attraverso l'incremento dell'indennità di comparto.

Le nuove disposizioni sull'intelligenza artificiale

Il rinnovo non riguarda soltanto gli stipendi. Tra le novità figurano disposizioni sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nelle amministrazioni pubbliche. Il presidente dell'ARAN ha sottolineato che, dopo la firma, spetterà agli enti applicare il contratto, a cominciare proprio dalle regole sull'innovazione tecnologica. L'obiettivo è accompagnare l'introduzione dei nuovi strumenti attraverso regole condivise, mantenendo centrale il ruolo del personale. Il contratto interviene inoltre sulle misure di welfare e tutela sociale e rafforza le risorse destinate alla contrattazione integrativa.

Le dichiarazioni delle Regioni

Anche la Conferenza delle Regioni ha espresso soddisfazione per la conclusione dell'accordo. Marco Alparone, presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità, ha definito la firma una tappa importante per il rafforzamento della pubblica amministrazione. "L'accordo rafforza il ruolo delle Regioni come amministrazioni moderne e attrattive, valorizzando il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori".

Il nuovo contratto apre ora la fase applicativa. Per oltre 403mila dipendenti pubblici, il passaggio più atteso riguarda l'adeguamento delle buste paga e il riconoscimento degli arretrati maturati.

di Katia Piemontese



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