Decreto sicurezza, multe fino a 2.000 euro ai genitori: quando scattano e cosa cambia per i minorenni (TESTO in GAZZETTA)
Le nuove disposizioni sono in vigore dal 23 ottobre. Previste conseguenze economiche per le famiglie, modifiche all’imputabilità dei ragazzi e misure contro le...

I genitori di un minorenne coinvolto in determinati episodi di violenza possono ricevere una sanzione da 500 a 1.000 euro, che sale fino a 2.000 euro se la condotta viene ripetuta. È una delle disposizioni del decreto-legge 22 ottobre 2026, n. 190, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 246 e in vigore dal 23 ottobre.
Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri il 20 ottobre dopo i disordini di Milano, interviene sia sulla responsabilità dei ragazzi sia sulle conseguenze per chi esercita la responsabilità genitoriale. Alle sanzioni possono aggiungersi somme richieste per riparare i danni provocati.
Quando rispondono i genitori
L’articolo 5 riguarda la partecipazione del minore ai fatti di reato espressamente richiamati dal decreto, tra cui devastazione e saccheggio, violenza organizzata nelle manifestazioni e danneggiamento commesso da un gruppo organizzato. La disposizione vale anche quando il ragazzo non è penalmente imputabile.
Chi esercita la responsabilità genitoriale può evitare la sanzione dimostrando di non aver potuto impedire il fatto avvenuto. Se il minore ripete la condotta, l’importo previsto passa da 500–1.000 a 1.000–2.000 euro. In questa seconda ipotesi, il prefetto può anche segnalare al tribunale per i minorenni l’opportunità di attivare progetti personalizzati di sostegno alla funzione educativa.
Al pagamento della sanzione può affiancarsi quello dei danni. Per i beni dello Stato, delle Regioni e degli enti locali, il prefetto può ordinare il risarcimento sulla base degli atti disponibili. Contro questa ingiunzione è possibile proporre opposizione al tribunale entro 40 giorni dalla notifica. Il decreto prevede inoltre strumenti per agevolare le richieste dei privati danneggiati.
Le nuove disposizioni per i ragazzi
Sul versante penale cambia l’accertamento dell’imputabilità nella fascia tra 14 e 18 anni: la capacità di intendere e di volere viene presunta, con la possibilità di fornire prova contraria. Restano da accertare i fatti e la responsabilità del singolo ragazzo.
Dai 14 anni può essere applicato anche l’avviso orale del questore accompagnato dal divieto di radunarsi con determinate persone. La misura richiede le condizioni indicate dalla norma, comprese precedenti misure o condanne nei cinque anni anteriori: può durare al massimo un anno e deve rispettare le esigenze di salute, famiglia, lavoro e studio del destinatario.
Per le violenze durante le manifestazioni viene introdotto l’articolo 420-bis del codice penale. La fattispecie riguarda chi, partecipando a un gruppo organizzato di almeno cinque persone, utilizza o lancia gli strumenti indicati dalla norma, creando un pericolo concreto per le persone e provocando anche danni alle cose. La pena prevista è da due a cinque anni di reclusione, con multa da 10.000 a 20.000 euro. Per chi organizza, promuove o istiga quelle condotte, anche attraverso strumenti digitali, la reclusione va da quattro a dodici anni.
Per rafforzare i controlli a Milano, il decreto dispone infine 500 militari aggiuntivi fino al 31 dicembre 2026, autorizzando una spesa di circa 4,9 milioni di euro.
di Leandro Castagna
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