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Enti di ricerca, la FLC CGIL chiede fondi per stabilizzare i precari e aumentare le indennità: "È arrivato il momento del fare"

1 ora fa
Tempo di lettura: 2 min

Il sindacato sostiene gli emendamenti al Decreto Scuola per finanziare le assunzioni e valorizzare il personale. Annunciate nuove mobilitazioni sul precariato...

Risorse per stabilizzare i precari e interventi sulle retribuzioni e sulle carriere del personale degli enti pubblici di ricerca. Sono le priorità che la FLC CGIL rilancia durante l’esame parlamentare del Decreto Scuola, sostenendo gli emendamenti depositati da esponenti della maggioranza e dell’opposizione, tra i quali figurano proposte avanzate dallo stesso sindacato.


La richiesta al Ministero dell’Università e della Ricerca è di arrivare a impegni concreti, dopo un confronto che, secondo la Federazione, non ha ancora prodotto risposte sufficienti:

“Siamo quasi arrivati a fine legislatura: è bene che il Ministero dia risposte chiare alle nostre rivendicazioni e agisca di conseguenza affinché ci siano risorse adeguate destinate alla stabilizzazione delle professionalità formate attraverso l’investimento delle risorse degli ultimi anni e per la valorizzazione del personale”.

Le proposte per assunzioni e retribuzioni

Sul precariato, la FLC CGIL sostiene gli emendamenti che propongono di prorogare le procedure di stabilizzazione previste dalla riforma Madia per tutti gli enti di ricerca, accompagnandole con finanziamenti dedicati.


Il sindacato giudica insufficiente quanto ottenuto con il precedente Decreto PA: nel comunicato richiama l’estensione di un anno prevista per l’ISPRA, senza risorse aggiuntive.

Alla possibilità di assumere personale stabile si affianca la richiesta di valorizzare chi già lavora negli enti. Alcuni emendamenti destinerebbero il 50% delle risorse aggiuntive delle leggi di Bilancio 2022 e 2024, previste per il personale tecnico-amministrativo, all’incremento delle indennità fisse e ricorrenti. L’utilizzo delle somme sarebbe definito dalla contrattazione collettiva nazionale.

Altre proposte intervengono sul limite al salario accessorio e sui controlli dei contratti integrativi. Per ricercatori e tecnologi viene inoltre proposta una modifica all’articolo 52 del decreto legislativo 165/2001, per escluderli dal sistema delle tre aree professionali e facilitare, secondo il sindacato, la riforma dell’ordinamento della ricerca.

Questi interventi sono contenuti negli emendamenti presentati durante la conversione del DL 170/2026, raccolti nel fascicolo del disegno di legge al Senato.

Dal confronto con il Ministero alle mobilitazioni

La FLC CGIL collega le richieste legislative alle iniziative negli enti. Sul precariato è prevista un’assemblea del personale CNR venerdì 30 ottobre, mentre il sindacato sollecita dal MUR una proposta di articolato sul protocollo d’intesa discusso negli incontri degli ultimi anni.

Il confronto proseguirà anche sulla prossima manovra:

“La mobilitazione proseguirà in ogni caso per una legge di bilancio che stanzi risorse per gli enti di ricerca, per la stabilizzazione dei contratti a termine e per sostenere salari e carriere del personale. Anche per questo la FLC CGIL sostiene con forza l’iniziativa di sciopero generale del prossimo 20 novembre a cui invitiamo tutto il personale ad aderire!”.

di La Redazione



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