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Classe A-46, “Investire nella cultura giuridica significa formare cittadini consapevoli”. Il CNDDU chiede più spazio per il diritto a scuola

Il Coordinamento richiama il ruolo delle discipline giuridico-economiche nella prevenzione della violenza, delle discriminazioni e dei comportamenti lesivi della dignità della persona e chiede...

La formazione giuridica può offrire agli studenti strumenti concreti per comprendere diritti, responsabilità e regole della convivenza. Partendo da questa considerazione, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) richiama l’attenzione sulla classe di concorso A-46 – Scienze giuridico-economiche.

“Una questione che non riguarda soltanto gli organici o la posizione professionale dei docenti, ma investe la qualità dell’offerta formativa e la capacità del sistema scolastico di rispondere ai cambiamenti che interessano le nuove generazioni.”

Il riferimento è anche ai fenomeni con cui gli studenti si confrontano quotidianamente, dentro e fuori dalla scuola.

“La crescente attenzione istituzionale e sociale verso la violenza giovanile, il bullismo e il cyberbullismo, le discriminazioni, l’aggressività nelle relazioni e i comportamenti lesivi della dignità della persona negli ambienti digitali impone una riflessione sugli strumenti educativi messi a disposizione degli studenti.”

Per il CNDDU, la risposta non può limitarsi agli interventi successivi all'emergere dei problemi.

“La prevenzione richiede un lavoro educativo continuativo sul significato della libertà, della responsabilità, del rispetto e dei diritti altrui.”

In questo quadro, il Coordinamento richiama anche il ruolo assunto dall'Educazione civica e dalla conoscenza della Costituzione, della legalità e della cittadinanza consapevole.

“Mentre aumenta la responsabilità delle istituzioni scolastiche nell’Educazione civica, nella cittadinanza digitale, nella promozione della legalità e nella prevenzione delle discriminazioni, in diverse realtà territoriali viene segnalata una contrazione degli spazi disponibili per la classe A-46.”

Il CNDDU precisa che il carattere interdisciplinare dell'Educazione civica non dovrebbe tradursi nella perdita di riconoscibilità delle competenze specifiche.


“La preparazione dei docenti A-46 costituisce una risorsa professionale che può contribuire in modo qualificato alla comprensione dei principi costituzionali e delle regole della convivenza democratica.”

Una competenza che, secondo il Coordinamento, assume particolare valore davanti a situazioni ormai comuni tra i più giovani, come la diffusione non autorizzata di immagini, le offese online, le violazioni della privacy e le discriminazioni.

“Insegnare il diritto non significa anticipare tecnicismi, ma fornire strumenti per interpretare la realtà.”

E il CNDDU porta alcuni esempi concreti: “Comprendere il principio di uguaglianza aiuta a riconoscere una discriminazione; conoscere il significato della responsabilità permette di valutare le conseguenze dei propri comportamenti; conoscere i propri diritti significa anche imparare a rispettare quelli degli altri.”

Da qui la richiesta di intervenire sulla presenza della classe A-46. Il Coordinamento si rivolge al Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e al Sottosegretario di Stato Paola Frassinetti, chiedendo un intervento accompagnato da dati ufficiali.

“La richiesta di valutare un concreto potenziamento della classe di concorso A-46, accompagnato da una ricognizione nazionale dell’andamento degli organici e del monte ore, così da accertare attraverso dati ufficiali l’effettiva evoluzione della presenza delle discipline giuridico-economiche nei diversi territori.”

Per il CNDDU, la questione va oltre la dimensione professionale della classe di concorso.

“Non si tratta di una richiesta esclusivamente settoriale. Potenziare la A-46 significa interrogarsi sullo spazio che la scuola italiana intende riconoscere alla conoscenza dei diritti, dei doveri, delle istituzioni e della responsabilità personale, proprio mentre alla stessa scuola viene richiesto un impegno crescente nella prevenzione della violenza, delle discriminazioni e dei comportamenti lesivi della dignità della persona.”

Il messaggio conclusivo guarda quindi alla formazione dei cittadini di domani: “Investire nella cultura giuridica significa investire nella formazione di cittadini capaci di comprendere non soltanto l’esistenza delle regole, ma la funzione che esse svolgono nella tutela della libertà, dell’uguaglianza e della dignità di ogni persona.”

di La Redazione


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