Carta del docente ai precari, riconosciuti 2mila euro a una docente che ha presentato ricorso per le quattro supplenze annuali svolte tra il 2021 e il 2025
- La Redazione

- 24 apr
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Il Giudice del Lavoro accoglie il ricorso Anief: richiamate Corte di giustizia UE, Cassazione e Consiglio di Stato, confermato il diritto alla Carta del docente per i supplenti annuali.

"Ancora una volta le posizioni del Consiglio di Stato, della Corte di giustizia europea e della Cassazione risultano decisive in un ricorso a favore del precario che rivendica la Carta del docente: è accaduto, infatti, che il Giudice del Lavoro del Tribunale di Busto Arsizio (prima sezione Civile – Lavoro) ha dato piena ragione alle tesi espresse dai legali Anief, assegnando il risarcimento di 2.000 euro alla docente che ha presentato ricorso per le quattro supplenze annuali svolte in istituti comprensivi tra il 2021 e il 2025, tutte con scadenza 30 giugno, la prima delle quali con orario settimanale dimezzato.
Il giudice del lavoro del Tribunale lombardo ha innanzitutto ricordato che “sulle questioni oggetto del presente giudizio si sono già espressi la Corte di Giustizia Europea (con ordinanza della VI Sezione del 18 maggio 2022, resa nella causa c 450/2), e il Consiglio di Stato (sentenza 16.3.2022 n. 1842) con pronunce che hanno evidenziato la natura astrattamente discriminatoria delle disposizioni normative che escludono i docenti con contratto a termine dal beneficio”.
Il giudice del Tribunale di Busto Arsizio ha quindi detto di condividere “pienamente i principi già espressi, della Corte di Cassazione, con sentenza n. 29961 del 27 ottobre 2023”, la quale “ha ripercorso i dati normativi che fondano il diritto-dovere della formazione del docente che impone obblighi sia al docente che al datore di lavoro. In tale ambito si è inserita la carta docente che, per come strutturata, attiene al piano formativo e di aggiornamento “e non a quello delle dotazioni lavorative individuali”; tale piano formativo si sviluppa secondo la Corte su base annuale come deducibile da numerosi indici legislativi “per altro verso, la taratura di quell’importo di 500 euro in una misura “annua” e per “anno scolastico” evidenzia la connessione temporale tra tale sostegno alla formazione e la didattica”.
Nella sentenza di Busto Arsizio è stato inoltre riportato che “sulla base di queste considerazioni la Corte, rispondendo quindi ad una delle questioni oggetto di rinvio, ha fissato il seguente principio di diritto secondo cui “la Carta Docente di cui all’art. 1, comma 121, L. 107/2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31.8, ai sensi dell’art. 4, comma 1, L. n. 124 del 1999 o incarichi per docenza fino al termine delle attività didattiche”. Per poi aggiungere che “quanto alla natura della prestazione la Corte ha chiarito che trattasi di obbligazione di pagamento (desumibile dalle modalità di messa a disposizione dell’importo) seppur strettamente finalizzata all’obbligo di formazione nell’ambito di una prestazione didattica”.
Alla luce di questo, il Tribunale lombardo ha stabilito che “ricorrendo tutti i presupposti di legge, come interpretati dalla Corte di Giustizia e dalla Corte di Cassazione, va pertanto accertato il diritto del ricorrente ad ottenere la carta docenti per gli anni scolastici indicati. L’Amministrazione resistente deve pertanto essere condannata a mettere a disposizione della parte ricorrente la suddetta carta docente con accredito dell’importo relativo agli anni di lavoro a tempo determinato ovvero per complessivi euro 2.000,00, così che ne possa fruire nel rispetto dei vincoli di legge”.
“Per l’ennesima volta – ha commentato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – le espressioni favorevoli ai precari emesse, nel tempo, dal Consiglio di Stato, dalla Corte di Giustizia Europea e della Suprema Corte di Cassazione confermano che è giusto presentare ricorso gratuito attraverso i legali Anief specializzati in legislazione scolastica: le aule di giustizia, come a Busto Arsizio, non possono fare altro che dare seguito alle lecite richieste dei nostri legali, in difesa del docente ricorrente. Il quale, ha in questo modo la possibilità di recuperare fino a 3.500 euro più interessi di Carta del docente. Anche i precari con supplenza breve e tutti coloro, pure se entrati nel frattempo di ruolo, possono presentare ricorso e recuperare quanto loro sottratto, per colpa di una legge sbagliata, negli ultimi cinque anni”.
LE CONCLUSIONI DEL TRIBUNALE DEL LAVORO DI BUSTO ARSIZIO
P.Q.M.
definitivamente pronunziando tra le parti, così provvede:
- dichiara il diritto di parte ricorrente all’ottenimento della carta docente per gli anni scolastici da 2021/22 a 2024/25 per l’importo di euro 500,00 per ciascun anno;
- condanna il Ministero resistente a mettere a disposizione della parte ricorrente la carta docente, con accredito della somma complessiva di euro 2.000,00, quale contributo da destinare alla formazione professionale da fruirsi nei limiti di legge;
- condanna parte resistente al pagamento delle spese di lite in favore di parte ricorrente in complessivi euro 1.105,00 oltre spese generali e accessori di legge da distrarsi in favore dei procuratori antistatari.
di LA REDAZIONE




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