Caldo nelle scuole, il CNDDU a Valditara: "Piano da 1,5 miliardi per adeguare gli edifici"
- La Redazione

- 10 minuti fa
- Tempo di lettura: 3 min
Oltre nove strutture su dieci sono ancora prive di climatizzazione. Il Coordinamento propone un programma triennale da 500 milioni di euro l’anno

l caldo nelle aule non può più essere considerato un semplice disagio stagionale. Per affrontare il problema, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani propone al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, un programma nazionale da 1,5 miliardi di euro per l’adattamento climatico degli edifici scolastici.
Più del 90% degli edifici senza climatizzazione
I dati riportati dal CNDDU mostrano una situazione ancora fortemente critica. "Nell’anno scolastico 2020/2021 risultavano dotati di impianti di condizionamento 1.593 edifici su 40.342 censiti, pari al 3,95%; nel 2024/2025 il dato è salito a 2.835 edifici su 39.351, pari al 7,20%. L’incremento è apprezzabile, ma oltre nove edifici scolastici su dieci risultano ancora privi di tali impianti". Una condizione che interessa oltre sette milioni di studenti e più di un milione di lavoratori. Ma la presenza di un condizionatore, precisa il Coordinamento, non è sufficiente a risolvere il problema. "Occorre considerare le condizioni effettive degli immobili, l’esposizione solare, l’isolamento termico, l’efficienza energetica e la capacità degli impianti elettrici. Una politica pubblica efficace non può pertanto coincidere con una distribuzione generalizzata di apparecchiature, ma deve intervenire sulle diverse cause della vulnerabilità termica degli edifici".
Un piano triennale da 1,5 miliardi
La proposta prevede una prima dotazione di 500 milioni di euro l’anno per tre anni, destinata alle scuole con le maggiori criticità climatiche ed energetiche.
"Riteniamo concretamente sostenibile prevedere, quale prima dotazione, un investimento pubblico nazionale di 1,5 miliardi di euro nel triennio, corrispondente a 500 milioni di euro annui, da destinare agli edifici che presentano le maggiori criticità microclimatiche ed energetiche".
"Non si tratterebbe di determinare anticipatamente il costo della climatizzazione dell’intero patrimonio scolastico, operazione tecnicamente poco attendibile senza una ricognizione edificio per edificio, ma di costituire una massa finanziaria iniziale certa con la quale avviare immediatamente gli interventi prioritari".
Le risorse dovrebbero essere assegnate agli enti proprietari in base alle reali condizioni degli edifici e integrate, dove possibile, con gli incentivi già disponibili per l’efficienza energetica.
Prima una ricognizione delle cuole
Il programma dovrebbe partire dall’integrazione dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica con dati sulle temperature, sull’esposizione degli ambienti, sull’isolamento, sui sistemi di raffrescamento e sulla capacità delle reti elettriche.
"La disponibilità di dati omogenei permetterebbe al Ministero e agli enti competenti di determinare le priorità secondo fabbisogni verificabili".
Gli interventi dovrebbero procedere gradualmente, partendo dagli edifici maggiormente esposti alle temperature elevate e dalle scuole nelle quali le attività proseguono durante i periodi più caldi.
Non soltanto condizionatori
Per il Coordinamento, climatizzazione e riqualificazione energetica devono essere inserite nella stessa strategia. "Installare sistemi di raffrescamento in strutture scarsamente isolate determinerebbe consumi elevati e trasferirebbe nel tempo una parte rilevante del costo dell’investimento sulla spesa corrente". Agli impianti di raffrescamento dovrebbero quindi affiancarsi, quando necessari, interventi su isolamento termico, schermature solari, infissi, reti elettriche e produzione di energia da fonti rinnovabili.
"Il confronto corretto non è soltanto tra spendere e non spendere, ma tra il costo programmato dell’intervento e quello derivante dal rinvio, dall’inefficienza energetica e dalla reiterazione di misure emergenziali".
La richiesta rivolta a Valditara
Il CNDDU chiede di trasformare un problema ormai prevedibile in una politica pubblica strutturale. "Al Ministro Valditara chiediamo, quindi, non un nuovo intervento emergenziale, ma una programmazione dotata di risorse certe, criteri tecnici e continuità temporale. La prevedibilità delle alte temperature deve tradursi in capacità amministrativa di prevenirne gli effetti".
"Un investimento iniziale di 1,5 miliardi nel triennio rappresenterebbe un primo passo concreto, sostenibile e verificabile per rendere progressivamente gli edifici scolastici più sicuri, energeticamente efficienti e adeguati alle condizioni climatiche nelle quali la scuola italiana è ormai chiamata a operare".
di La Redazione
Calendario PAGAMENTI INPS Settembre 2026: ADI, Assegno Unico, NASPI, SFL e pensioni. Ecco tutte le date di accredito
Supplenze 2026/27, rischio nomina errata: la domanda va ritirata. Ecco chi deve farlo
Bonus 2026: non perdere le misure ancora richiedibili prima della loro scadenza. Quali cambieranno con la nuova legge di Bilancio 2027? Tutte le info




.jpg)
.jpg)


















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)
















.jpg)
Commenti