Docenti in pensione a 63 anni con l’Ape Sociale: fino a 1.500 euro al mese, cosa prevede la nota del Ministero e perché solo infanzia e primaria rientrano tra i lavori gravosi
- La Redazione

- 8 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Ape Sociale fino a 1.500 euro al mese per andare in pensione a 63 anni. Ma nella scuola la misura riguarda solo una parte degli insegnanti...

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato la nota n. 5023 del 2 marzo con l’aggiornamento delle istruzioni operative sulla cessazione dal servizio dal 1° settembre 2026 per il personale del comparto Istruzione.
Con esattezza, l’articolo 1, comma 162, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha sancito la proroga dell’indennità APE SOCIALE fino al 31 dicembre 2026, posticipando di un anno la scadenza precedente.
La misura è un’indennità garantita dallo Stato ed erogata da INPS, che può arrivare fino a 1.500 euro lordi. In particolare viene riconosciuta ad alcune categorie di lavoratori come anticipo del trattamento pensionistico di vecchiaia.
Chi può accedere alla misura ?
Possono accedere all’Ape Sociale:
Disoccupati che hanno esaurito ogni forma di sussidio,
Caregiver che assistono un familiare con handicap grave da almeno sei mesi,
Lavoratori con invalidità accertata pari o superiore al 74%,
Addetti a mansioni gravose.
Tra le professioni riconosciute come gravose rientrano anche i docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.
Requisiti anagrafici:
L’età anagrafica minima per accedere alla misura è fissata a 63 anni e 5 mesi, mentre l’età contributiva deve essere pari ad almeno 30 anni per disoccupati, caregiver e invalidi e di 36 anni per chi ha svolto mansioni gravose.
Viste le informazioni principali, soffermiamoci solo sulla categoria dei docenti, risponde alla domanda:
Cosa occorre fare per accedere alla misura agevolata?
Per accedere all’APE sociale bisogna aver ben chiari due passaggi:
Richiedere all’INPS il riconoscimento dei requisiti: la data per completare la verifica e certificare tale diritto è fissata al 21 aprile 2026
Successivamente alla comunicazione positiva da parte di INPS, il docente può presentare la domanda di cessazione dal servizio alla propria scuola, in formato cartaceo, entro il 31 agosto 2026.
Restano comunque attive le istruzioni operative fornite nella circolare del 25 settembre 2025, che il MIM ha confermato integralmente valide.
Perché solo infanzia e primaria sono considerate mansioni gravose?
La normativa che disciplina l’APE Sociale utilizza la classificazione delle professioni ISTAT e riconosce tra i lavori gravosi il codice 2.6.4, che comprende gli insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. Questa categoria è stata inserita dal legislatore in ragione delle caratteristiche del lavoro svolto: presenza continua in classe, gestione diretta dei bambini più piccoli e maggiore impegno fisico e relazionale durante l’attività didattica. Restano invece esclusi, almeno per ora, i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado e il personale ATA. Proprio su questo punto diversi sindacati, tra cui Anief, chiedono da tempo un’estensione della misura a tutto il comparto scuola, sostenendo che la gravosità del lavoro riguardi l’intero sistema dell’istruzione.
Mentre, di seguito la NOTA n. 5023 :
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