Dirigenti scolastici, firmato il contratto 2022-2024: aumenti e arretrati, ma Dirigentiscuola rilancia sulle questioni aperte
- La Redazione
- 1 giorno fa
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Fratta: “Non possiamo dirci pienamente soddisfatti. Perequazione retributiva, mobilità interregionale e revisione del rapporto di lavoro saranno i temi del prossimo rinnovo 2025-2027”

Il CCNL Area Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024 è stato sottoscritto in via definitiva all’ARAN. Un passaggio che chiude una lunga fase negoziale, ma che per Dirigentiscuola rappresenta solo un punto di partenza: il sindacato chiede ora l’avvio rapido del confronto sul rinnovo 2025-2027 per affrontare i nodi ancora irrisolti della categoria.
È arrivata la firma definitiva del CCNL Area Istruzione e Ricerca 2022-2024, il contratto che riguarda anche la dirigenza scolastica. L’accordo, già sottoscritto in ipotesi lo scorso 11 maggio, è stato ratificato presso l’ARAN alla presenza delle organizzazioni sindacali e delle confederazioni rappresentative.
Al tavolo erano presenti Cida, Cgil, Cisl, Codirp, Uil, Dirigentiscuola-Disconf, Anp, Flc Cgil, Cisl Fsur e Uil Scuola Rua.
La sottoscrizione chiude formalmente il percorso contrattuale relativo a un triennio già scaduto, ma apre subito il dibattito sul futuro della categoria. Per Dirigentiscuola, infatti, il contratto appena firmato non rappresenta una risposta definitiva alle principali criticità che interessano i dirigenti scolastici.
Gli effetti economici: aumenti e arretrati in arrivo
Sul piano economico, il contratto prevede l’adeguamento delle retribuzioni con aumenti che, secondo le stime riportate dall’organizzazione sindacale, si attestano complessivamente intorno ai 320 euro mensili lordi, considerando l’incremento della parte tabellare e della retribuzione di posizione fissa.
Il valore tabellare lordo annuo raggiunge poco più di 50 mila euro, mentre gli arretrati saranno corrisposti con riferimento al periodo contrattuale, anche se una parte consistente risulta già assorbita dall’indennità di vacanza contrattuale.
Dal 1° gennaio 2024 viene inoltre incrementato strutturalmente il Fondo Unico Nazionale (FUN) con 11 milioni di euro lordo dipendente:
circa 8,8 milioni destinati all’aumento della retribuzione di posizione nella parte fissa;
oltre 2 milioni destinati ad accrescere la consistenza complessiva del Fondo.
Le novità normative del contratto
Sul versante normativo, le modifiche introdotte riguardano alcuni aspetti della disciplina del rapporto di lavoro.
Tra gli interventi previsti:
semplificazione della disciplina sulle ferie;
estensione a 15 giorni lavorativi del termine per usufruire dei permessi per lutto;
aumento all’80% della quota di posti destinata alla mobilità interregionale;
nuova disciplina del periodo di prova, con possibilità di completamento nell’anno scolastico successivo in determinate situazioni.
Secondo Dirigentiscuola, tuttavia, restano ancora aperte alcune questioni centrali per la dirigenza scolastica.
Dirigentiscuola: “Ora il confronto sul 2025-2027”
Il sindacato guidato da Attilio Fratta definisce il contratto appena firmato una sorta di “contratto ponte”, chiedendo che il prossimo rinnovo affronti temi rimasti finora irrisolti.
Tra questi vengono indicati:
la piena perequazione retributiva con le altre dirigenze pubbliche;
una revisione più organica della disciplina del rapporto di lavoro;
il superamento delle criticità sulla mobilità interregionale;
una maggiore gradualità del sistema sanzionatorio.
"Come Dirigentiscuola, pur esprimendo soddisfazione per i correttivi recepiti nel testo a seguito di nostre precise richieste – afferma il presidente nazionale Attilio Fratta – continuiamo a ritenere che il contratto non affronti le vere criticità della categoria, che si chiamano perequazione, mobilità e vera gradualità dell’apparato sanzionatorio".
Secondo Fratta, anche sul piano economico il risultato non sarebbe sufficiente rispetto alle responsabilità attribuite ai dirigenti scolastici.
«Né gli aumenti né gli arretrati rendono giustizia alle enormi responsabilità che gravano quotidianamente sulle spalle dei dirigenti scolastici, imparagonabili a quelle di qualsiasi altro dirigente pubblico», sottolinea.
La richiesta: accelerare sulla nuova stagione contrattuale
Per Dirigentiscuola, la firma del CCNL 2022-2024 deve rappresentare il punto di partenza per una nuova fase negoziale.
"Ora non ci sono più ostacoli per avviare rapidamente il confronto sul triennio 2025-2027 – prosegue Fratta – affrontando con decisione le questioni rimaste aperte e valorizzando concretamente il ruolo e le responsabilità della dirigenza scolastica".
Il sindacato ricorda di aver già trasmesso al Ministero una piattaforma con proposte operative per il prossimo rinnovo, con l’obiettivo di arrivare a un riconoscimento più adeguato della funzione dirigenziale.
La firma del contratto chiude dunque una partita attesa da tempo, ma lascia aperto il confronto su una categoria che continua a chiedere maggiore riconoscimento economico, normativo e professionale.
di La Redazione
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