Anno di prova docenti 2026/27, dai 180 giorni al tutor: cosa deve fare il neoassunto
Il percorso richiede giorni di servizio, attività didattiche e formazione. Tra peer to peer, piattaforma INDIRE e colloquio finale, ecco i passaggi principali da conoscere...

Per i docenti neoassunti l’anno di prova non coincide soltanto con il normale servizio in classe. Il percorso comprende infatti una parte formativa, il lavoro con il tutor, la documentazione delle attività svolte e, al termine, la valutazione finale.
Il riferimento resta il DM 226/2022, che stabilisce i requisiti necessari per superare il periodo di formazione e prova. Tra i punti centrali ci sono i 180 giorni di servizio, di cui almeno 120 dedicati alle attività didattiche.
180 giorni di servizio e 120 di attività didattica
I 180 giorni comprendono il servizio prestato durante l’anno scolastico, mentre i 120 si riferiscono alle giornate dedicate alle attività didattiche.
Nel calcolo dei 180 giorni di servizio possono rientrare, oltre alle giornate di lezione, anche le attività funzionali all’insegnamento e gli altri impegni previsti dal calendario scolastico, come scrutini ed esami.
I 120 giorni riguardano invece il servizio effettivamente prestato nelle attività didattiche. Il conteggio non comprende soltanto le ore trascorse in classe, ma anche le attività valutative, progettuali e collegiali direttamente collegate all’insegnamento.
Per i docenti in part-time, il requisito dei 180 giorni di servizio e quello dei 120 giorni di attività didattica sono riproporzionati in base all’orario svolto. Restano invece invariati gli obblighi formativi previsti per l’anno di prova.
Le 50 ore di formazione
Accanto al servizio, l’anno di prova comprende 50 ore di formazione.
Il percorso si articola tra incontri iniziali e finali, laboratori formativi, attività di peer to peer con il tutor e lavoro sulla piattaforma INDIRE. Nella struttura richiamata per i neoassunti rientrano anche 12 ore di osservazione e confronto con il tutor e le attività online dedicate al portfolio professionale.
La piattaforma INDIRE viene utilizzata per documentare il percorso svolto, riflettere sulle competenze maturate e costruire il Portfolio professionale digitale, destinato poi al Comitato di valutazione.
Il ruolo del tutor
Una delle figure più importanti dell’anno di prova è il docente tutor.
Il tutor deve accompagnare il docente nell’inserimento nella scuola, favorire il confronto sulle pratiche didattiche e partecipare alle attività di osservazione reciproca.
Il peer to peer prevede infatti momenti in cui il neoassunto osserva il tutor in classe e altri in cui avviene il contrario, seguiti da una fase di confronto e rielaborazione.
INDIRE definisce il tutor come una figura di accompagnamento professionale, con funzioni di ascolto, consulenza e collaborazione.
Cosa succede se non si raggiungono i giorni richiesti
Il raggiungimento dei requisiti di servizio è essenziale.
Se, per esempio a causa di assenze prolungate, non vengono maturati i 180 giorni complessivi o i 120 di attività didattica, il percorso non può essere concluso regolarmente e dovrà essere rinviato all’anno scolastico successivo.
Il DM 226/2022 prevede inoltre che, in caso di valutazione negativa o mancato superamento del test finale, il periodo di formazione e prova possa essere ripetuto una seconda volta, ma non ulteriormente.
Come si conclude l’anno di prova
Il semplice raggiungimento dei giorni previsti non chiude automaticamente il percorso.
Alla fine dell’anno il docente viene chiamato davanti al Comitato di valutazione, alla presenza del dirigente scolastico, per il colloquio conclusivo previsto dalla procedura.
Non esiste necessariamente un “progetto finale” uguale per tutte le scuole. La documentazione prodotta durante l’anno, il portfolio e le attività svolte servono invece a ricostruire il percorso professionale del neoassunto.
Solo dopo la valutazione positiva si conclude l’anno di prova e si arriva alla conferma in ruolo.
Da dove deve partire il neoassunto
Nelle prime settimane non tutte le attività previste dal percorso di formazione e prova sono immediatamente disponibili. Si tratta, in particolare, degli incontri formativi, dei laboratori, delle attività sulla piattaforma INDIRE e degli altri momenti di accompagnamento previsti durante l’anno.
Il docente deve innanzitutto prendere servizio, attendere l’individuazione del tutor e seguire le comunicazioni della propria scuola, dell’Ufficio scolastico regionale e del Ministero.
Le attività sulla piattaforma INDIRE partiranno quando l’ambiente dedicato all’anno scolastico 2026/27 sarà reso disponibile. Nel frattempo, il conteggio dei giorni utili è già iniziato dalla presa di servizio e può cominciare anche il lavoro con il tutor.
Il punto più importante è quindi non vivere l’anno di prova come un esame continuo, ma come un percorso fatto di servizio, formazione e confronto professionale.
di Leandro Castagna
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