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Anna Foglietta: "A volte tuo figlio diventa il tuo più grande nemico. Mi sono così arrabbiata con tutte quelle persone che dipingono la maternità come il periodo in cui dobbiamo essere sempre felici"

11 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

"Mi è capitato di percepire mio figlio come un fastidio. Ci sono stati istanti in cui ho avvertito l'esigenza di un mio spazio e in quel momento lui rappresentava l'ostacolo al raggiungimento..."

"A volte tuo figlio diventa il tuo più grande nemico. Con il mio terzo figlio ho avuto un momento di down psicologico...". Leggere queste parole colpisce, perché del rapporto con i figli, della maternità e dell'educazione genitoriale vengono descritti spesso i lati positivi, i corretti comportamenti da osservare. ma difficilmente qualcuno ha il coraggio di parlare delle ombre di questa esperienza bella, intensa, gratificante, ma anche estenuante e difficile.

Il coraggio certamente non è venuto a mancare ad Anna Foglietta, attrice, regista e volto noto nel mondo dello spettacolo. Foglietta descrive la sua terza maternità come quella più dura e turbolenta, con un rapporto complicato da gestire con suo figlio, ma prima ancora con sé stessa. A tal proposito, l'attrice continua: "Mi sono così arrabbiata con tutte quelle persone che dipingono la maternità come il periodo in cui dobbiamo essere sempre felici, sempre sorridenti, sempre pazienti... Non è così!".

La nascita di un figlio può mettere a dura prova entrambi i genitori, ma la maternità coinvolge la donna anche fisicamente e può esporla a pressioni particolarmente forti. Oltre al già complicato compito di crescere ed educare un figlio, spesso una donna deve sopportare anche le aspettative e i giudizi degli altri. E persino chi pensa di aiutarla con un consiglio può finire per aggiungere un peso. Basterebbe capire che una madre ha bisogno soprattutto di ascolto, comprensione e sostegno concreto.

Continua l'attrice: "Mi è capitato di percepire mio figlio come un fastidio. Ci sono stati istanti in cui ho avvertito l'esigenza di un mio spazio e in quel momento lui rappresentava l'ostacolo al raggiungimento di quella esigenza".

La realtà è spesso fatta di pochi aiuti, poca comprensione e di quella voce, anche se non esplicita, che afferma: “Lo hai voluto tu, questo fa parte dell’essere madre”. Ma scegliere di diventare genitori non significa dover essere lasciati soli, fino a sentirsi a pezzi e sull’orlo di una crisi.

Ogni genitore dovrebbe poter affrontare la maternità o la paternità nella maniera più serena possibile, con il giusto supporto a fianco: non soltanto quello familiare, ma anche una rete di professionisti capace di sostenere l'intero nucleo familiare. Perché ogni bambino che nasce genera un cambiamento per i genitori e per i suoi fratelli. Conclude Foglietta: "Bisogna ammettere che è molto faticoso e che psicologicamente dovremmo essere un pochino più aiutate e soprattutto dovrebbe esserci permesso di fare questo tipo di considerazione senza per questo sentirci sbagliate o sentirci meno madri". Diventare madre non silenzia automaticamente i bisogni di una donna, anzi li amplifica quando si rende conto che non può contare su nessuno se non su sé stessa.

Per te, lettore che ci segui, dalla tua esperienza di genitore, quale emozione ricordi maggiormente durante i primi tempi della maternità/paternità? Ti è mai capitato di avvertire emozioni contrastanti, come gioia e rabbia oppure felicità e paura? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. 



di Natalia Sessa

4 commenti


Gino
6 ore fa

La decisione di avere un figlio, non è come andare in auto concessionaria per acquistare un auto avendo la possibilità di vedere e provare diverse tipologie,

per poi prendersi il tempo di scegliere la migliore per le proprie esigenze.

Con un figlio ti rendi conto di tutto solo quando lo hai messo al mondo, se non si incastrano brutti imprevisti ed è voluto fortemente si supera tutto, anche i momenti di rabbia dove non solo ci si mette in secondo, ma in terzo piano tante volte per i propri figli, i figli crescono e il tempo per riprendersi la vita torna. Non bisogna mai mollare e affrontare le giornate solo con le cose più essenziali senza riempirsi di troppi impegni…

Modificato
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So'
8 ore fa

Anna Foglietta ha ragionissima. Io in realtà ho sentito quello che descrive quando mia figlia era già grande. Cresciuta sola, mi sono divertita molto con mia figlia nonostante una fatica immensa, lavoro, casa, scuola,sport, compleanni, notti di lavoro, lotte con colleghe che non capiscono la tua vita da single perché loro in una famiglia " normale"... c'è da far luce , sulle donne sole che crescono figli. Il padre, c'è, ma non si è mai relazionato perché farlo con la figlia è troppo piu semplice specie quando ha 4 anni. Ci sarebbe tanto da dire, ma arriva sempre un momento in cui hai bisogno di te dei tuoi spazi , perché essere madre non vuol dire smettere di vivere.

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Giovanna Corò
9 ore fa

La sig.ra e brava attrice Foglietta ha ragione. Ci sono momenti in cui vivi paura o dubbi sull'educazione e soprattutto su cosa e come trasmettere i punti essenziali dei valori della vita. Si deve crescere in modo naturale e spensierato il figlio ma io ho avuto bisogno di insegnamenti per vivere con mia figlia, momenti che non sapevo come affrontare. Ci vuole chi queste risposte o aiuti te li da. Ci vuole il coraggio anche di chiedere.

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Ospite
9 ore fa

Mi è capitato del secondo figlio.Mio marito mancava per lavoro 5 mesi. Non potevo contare su un aiuto e avevo bisogno perché non riposavo neanche di notte.A 16 mesi me lo misi nel mio letto e stavo meglio.

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