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Recalcati: “Dimenticare è un modo per abolire ciò che non si vuole rendere presente”. Ma ciò che rimuoviamo continua a bussare

10 set
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 12 set

Una dimenticanza, una parola che ci sfugge e subito vorremmo ritirare. E se proprio lì si nascondesse qualcosa che non vogliamo ascoltare?

“Dimenticare è un modo per abolire ciò che non si vuole rendere presente”. Con queste parole lo psicoanalista Massimo Recalcati ci porta a guardare la dimenticanza non soltanto come un “difetto” della memoria, ma come qualcosa che può avere a che fare con il nostro inconscio.

“L’inconscio parla, risponde, suggerisce soluzioni, genera inciampi, ostacoli, promuove atti, spalanca visioni, dubita del nostro sapere, esige un sapere nuovo”. Quante volte dimentichiamo qualcosa, un nome o un appuntamento, e ci giustifichiamo automaticamente. Eppure sono proprio questi piccoli inciampi che possono raccontare qualcosa di noi. Succede, ad esempio, quando continuiamo a dimenticare proprio quella telefonata che non abbiamo voglia di fare. Ce ne ricordiamo, la rimandiamo e poco dopo ce ne “dimentichiamo” di nuovo. Una piccola distrazione, almeno in apparenza. Ma perché dimentichiamo proprio quella? Come evidenzia Recalcati, questa “abolizione” è solo un’illusione, perché allontanare un pensiero dalla coscienza non significa distruggerlo.

“Tutto quello che viene rimosso continua a esistere, non è mai completamente dimenticato. Perciò può bussare, più o meno insistentemente, alla nostra porta”. Ciò che cerchiamo di mettere da parte può rimanere dentro di noi e trovare altri modi per riaffacciarsi. E qualche volta bussa attraverso una parola, una parola arrivata senza essere invitata e che, molto probabilmente, in quel momento vuole dire ciò che abbiamo trattenuto per anni.

È il lapsus. Una parola sfugge al nostro controllo e, proprio mentre crediamo di esserci semplicemente sbagliati, potrebbe aver detto qualcosa di sorprendentemente vicino a ciò che sentiamo. Ed è difficile, a questo punto, non pensare a noi. Quante volte abbiamo pronunciato una parola e l’abbiamo immediatamente ritirata o abbiamo pensato a qualcosa che continuiamo inspiegabilmente a dimenticare, a un ricordo che credevamo sepolto e che improvvisamente torna. Liquidiamo questi momenti con un “mi sono confuso”, “non ci pensavo”, “mi è scappato”.

Ed è qui che arriva l’invito dello psicoanalista Recalcati: impariamo ad ascoltare quell’inciampo, perché non sempre ciò che dimentichiamo è davvero scomparso e non sempre una parola che ci sfugge arriva per caso. A volte continuiamo a chiudere la porta, ma qualcosa, da dentro, continua a bussare.

E tu, lettore che ci segui, hai mai provato questa sensazione? Una parola detta “per sbaglio”, una dimenticanza inspiegabile, qualcosa che credevi di avere sepolto e che è tornato proprio quando non te lo aspettavi?

Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento, perché qualche volta basta leggere l’esperienza di qualcun altro per riconoscere qualcosa che è accaduto anche a noi.



di Katia Piemontese

14 commenti


Ospite
13 set

Sì mi ritrovo in questa situazione ho provato ad abbattere il muro per parole dette con superficialità ma allo stesso tempo anch’io ho subito parole che mi hanno ferito quindi ho realizzato che è meglio creare ponti ma dall’altra parte non c’è questa volontà!!


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Ospite
12 set

Negli ultimi 5 anni i TOC TOC che ho udito mi hanno fatto aprire tutte quelle porte che pensavo di aver chiuso. Ora che li ho ascoltati per bene sono certa del mio prezioso tesoro che sta in me.

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Alessandra
12 set

Io ho mandato un messaggio alla persona sbagliata dove dicevo cose non belle e ho perso un amicizia ho sensi di colpa e so di aver spezzato il cuore a questa persona

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Stefania
10 set

L'inconscio è sempre pronto a smentirci

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Patrizia Carlotta Barchesi
10 set

Dicemo ché uno dei miei più grandi difetti è ché difficilmente dimentico e il mio più grande difetto è dire sempre ciò ché penso e purtroppo mi crea grossi problemi perché di solito non ci piace sentirci dire ciò ché in realtà siamo e ciò ché è, devo riconoscere ché purtroppo vivo non molto bene però sono così c'è chi mi accetta e chi no non fa' niente per me va bene ed non intendo cambiare anche perché non sono più giovanissima ma ho anche molte persone ché mi amano proprio per questo.

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