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Crepet: "Non ho mai voluto buttar via niente, come un barbone che non può e non vuole privarsi di quel poco che ha. L’essenziale? Per me ha avuto a che vedere con il massimalismo"

10 set
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 12 set

"Ad oggi è sempre più difficile concentrarci sull’essenzialità perché semplicemente non è alla moda, non segue le tendenze, non è facilmente sostituibile..."

“Credo che l'esistenza assomigli a una partita con due tempi. Il primo, solitamente più lungo, funziona come una spugna: incontrare, fare domande, entrare nella vita degli altri, assorbire ogni dettaglio e ogni parola. La seconda parte, quella nella quale sono entrato da tempo, implica restituzione, ovvero ridare tutto ciò che si è assorbito, imparato e anche di più. È un dovere etico: ridistribuire ciò che, volontariamente o involontariamente, ti hanno donato è qualcosa che è bene fare”.

Paolo Crepet, sociologo e psichiatra, riflette sull’ intera esistenza di un individuo, affermando che è possibile dividerla in due momenti, il primo è quello delle esperienze, delle sperimentazioni, quel tempo in cui ognuno tenta di capire chi è, di darsi un’identità. Segue un altro tempo, che ci consente di tirare tutte le somme, di capire dove siamo arrivati, cosa abbiamo scoperto ed imparato e, finalmente, mettere tutto anche a disposizione degli altri. Restituire può voler dire trasmettere a un figlio ciò che abbiamo imparato, offrire la nostra esperienza a chi sta iniziando oppure donare agli altri il tempo e l’ascolto che qualcuno, in passato, ha dedicato a noi. Ciò che abbiamo ricevuto acquista un significato nuovo quando non lo tratteniamo soltanto per noi.

Continua Crepet: “Cosa porto con me di un'esistenza fantastica? Dove vanno a finire tutte le emozioni che ho vissuto? Dopo che tutto questo vorticare si è depositato, cosa resta dell'essenziale?  Questa è la domanda che dovremmo porci tutti ogni volta che la vita ci chiama a scegliere chi vogliamo essere”. Infatti per l'esperto: “L'essenziale non è il riassuntino di un'esistenza. È tutt'altro che semplice, anzi, poiché riassume la complessità dell'esistere”. Tutti noi dovremmo domandarci: ma che cos'è l'essenziale per me? “Se ognuno di noi si ponesse la stessa domanda, la risposta sarebbe forse sorprendente: nulla di materiale”.

Viviamo la vita con affanno, sempre di corsa, sempre alla ricerca di chissà chi o chissà cosa. E se tutto quello che ci occorre, invece, lo avessimo già e fosse la nostra sete a non permetterci di apprezzarlo? Infatti, continua l’esperto: “Per molti l'essenziale corrisponde a una sorta di minimalismo, per me invece ha avuto a che vedere con l'opposto: il massimalismo con cui ho sempre affrontato la mia vita. Non ho mai voluto buttar via niente a priori, ho sempre accolto persone, racconti, oggetti, come un barbone che non può e non vuole privarsi di quel poco che ha. Ho composto la mia vita pazientemente, tassello dopo tassello, come un mosaico il cui contorno non voglio vedere”.

Ad oggi è sempre più difficile concentrarci sull’essenzialità perché semplicemente non è alla moda, non segue le tendenze, non è facilmente sostituibile. Eppure imparare ad apprezzarla, oggi più che mai, ci permette di ritrovare una forza difficile da scalfire: quando hai imparato a vivere di poco ma con significato, quando il riassunto della tua esistenza consiste in affetti autentici, quando non hai mai smarrito la capacità di sorprenderti, di gioire, allora nessuno potrà decidere al posto tuo e diventerai l’unico responsabile della tua vita. Conclude Crepet: “L'essenziale, in definitiva, è ciò che tiene insieme le emozioni come la rilegatura tiene insieme le pagine. Nessun libro è fatto di fogli volanti”.

Per te, lettore che ci segui, quali persone, emozioni e valori tengono insieme le pagine della tua vita? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento.



di Natalia Sessa

11 commenti


Licia
11 set

Spesso mi domando ,se un terremoto devastassel a mia casa e mi venisse data la piccola possibilità di avere 10 minuti solo dieci minuti per prendere le cose che più contano per me ,cosa mi porterei ?ecco l idea di essenziale si sviluppa in quei 10 minuti ! Porterei me stessa !

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Mario
11 set

Anche io non butto via niente, come un barbone, ma arriva un punto nel quale devi scegliere perché serve fare spazio. Non solo in casa, garage, deposito. Ma soprattutto nella mente. Proprio lì serve fare spazio e creare ordine. Il tempo è tutto.

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Ospite
10 set

L'essenziale non basta

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Secutrix
10 set

Della rilegatura della mia vita non so ma la carta delle mie pagine è spessa e porosa come cartoncino annodato a degli anelli su cui disegnare e scrivere. La matita è la stessa e il risultato dell’idea è un regalo a me o agli altri..non possiedo nulla della mia fantasia. Non conservo se non disordinatamente parole pubblicate e immagini disegnate. Con matita o pennello dipingo e scrivo. Sperimentando continui saperi procedo, a 63 anni, la danza della vita mossa dal sacro fuoco della ricerca che non stanca e nutre riuscendo anche a riempire pagine colorate di cartoncino grezzo inanellato, un regalo per me e una pagina da dare. (e.i)

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enzo
10 set

stimo il prof Crepet

lo leggo sempre

vorrei aver avuto la serenitá nella vita coniugale

non é stato possibile per colpa degli suoceri

ors curo mia moglie tetraplegica ed afasica

grazie prof

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