Tupini: “Liberarci dei pesi che portiamo nel cuore è il primo atto d’amore verso noi stessi”. Quante scelte facciamo ancora per non deludere qualcuno?
Aggiornamento: 12 set
La psicologa ci spiega perché a volte non scegliamo ciò che desideriamo, ma ciò che gli altri si aspettano da noi. Accorgercene è il primo passo per cambiare...

“La consapevolezza è liberarsi dei credo che ci hanno dato gli altri e poter dubitare di tutto”.
Queste parole di Gabriella Tupini ci portano a riflettere su ciò che impariamo a considerare vero soltanto perché qualcuno ce lo ha ripetuto a lungo.
“Devi essere forte”. “Non sei capace”. “Non deludermi”. “Che cosa penseranno gli altri?”. Alcune frasi si dimenticano, altre rimangono dentro e diventano la voce con cui giudichiamo noi stessi a tal punto che, durante la vita e davanti alle nostre scelte, continuiamo a obbedire a regole che nessuno ci sta più imponendo.
Non tutti i pesi che portiamo nel cuore nascono da ciò che ci è accaduto. Alcuni nascono da ciò che ci hanno insegnato a credere di noi.
Così possiamo rinunciare a qualcosa che desideriamo perché ci hanno fatto sentire incapaci, rimanere in una relazione che ci fa soffrire perché abbiamo imparato che amare significa sopportare oppure cercare l’approvazione di chi non ci ha mai guardati davvero.
Per Tupini diventare consapevoli non significa trovare nuove certezze, ma mettere in discussione quelle che guidano da sempre le nostre scelte, perché “la consapevolezza è togliere le rimozioni”. Questo significa riconoscere una ferita, dare un nome a una mancanza e ammettere che qualcosa ci ha fatto male, anche se per anni abbiamo ripetuto il contrario. Il passato non rimane sempre alle nostre spalle. A volte entra nel presente e decide quanto possiamo fidarci, amare o lasciarci amare.
Riconoscere ciò che ci ha ferito, però, non basta, arriva un momento in cui dobbiamo scegliere se continuare a portarlo con noi. Perché, come afferma Tupini, “liberarci dei pesi che portiamo nel cuore è il primo atto d’amore verso noi stessi”.
È qui che la riflessione della psicologa incontra la nostra libertà di scegliere. Liberarsi non significa dimenticare o giustificare chi ci ha fatto soffrire. Significa impedirgli di occupare ancora il nostro presente.
Da adulti possiamo anche cominciare a guardare i nostri genitori non più come figure che non avrebbero dovuto sbagliare, ma come uomini e donne con paure, limiti e fragilità. Comprenderli non cancella il male ricevuto, ma può aiutarci a non continuare a viverne prigionieri.
“Man mano che cade la mente condizionata, noi cominciamo a vedere con occhi diversi il mondo”, afferma la psicologa.
Il mondo può anche essere rimasto lo stesso. Siamo noi a guardarlo senza lasciare che vecchie parole e antiche ferite continuino a scegliere al posto nostro. Liberarsi non vuol dire rinnegare la propria storia. Vuol dire non permettere al passato di scrivere anche le pagine che devono ancora cominciare.
Per te, lettore che ci segui, quale peso continui a portare nel cuore? Ti è mai capitato di accorgerti che una vecchia ferita stava scegliendo al posto tuo? Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima. Le tue parole potrebbero aiutare qualcuno a non sentirsi solo.
di Katia Piemontese




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Ricordo molto bene le mie ferite che mi hanno accompagnato...dall'inizio della mia vita fino alla nascita del mio primogenito. Quando " tutti i nodi vengono al pettine" è il momento di ricominciare a correggere. Coraggio e determinazione non deve mancare per invertire la rotta, anche se crea subbuglio. I migliori risultati li ho avuti grazie alla mia volontà risolutiva nei doveri.
Consiglio chiunque di ascoltare tutti i video della Tupini dal primo all' ultimo sul suo canale YouTube Gabriella Tupini ..mi ha cambiato la vita ❤️
La mia vita si riassume così....genitori
che non si amavano, liti quotidiane,
povertà. La svolta a 17 anni lavoro...
a 20 mi sposo per andare via da casa genitori, ho due bambini.
Quando le cose volgono al meglio mi trovo ad
un cambio di vita nefasto , di regione a causa di
marito padre padrone e narcisista, ignorante ,prepotente . Che dire,
si male in peggio. Tanta sofferenza!
Forse un Karma mi ha colpita?
Auguri a tutti .
Bisogna avere coraggio di interrompere le relazioni tossiche anche se a 60 anni è difficile ricominciare, bisogna imparare a volersi bene..
I Figli sono un dono che non ci appartiene, attraverso di noi arrivano alla vita ma non sono una nostra proprietà, quando devono partire dobbiamo lasciarli andare...saranno per sempre nel nostro cuore ❤️