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A046, nuove immissioni in ruolo al Sud e docenti di ruolo ancora lontani da casa: il CNDDU chiede a Valditara di rivedere le regole

Il CNDDU chiede di armonizzare reclutamento e mobilità, tutelando anzianità, esperienza e ricongiungimento familiare...


Un docente assunto da anni, con un’esperienza professionale consolidata, può continuare a lavorare lontano dalla propria famiglia senza riuscire a ottenere il trasferimento. Contemporaneamente, nella regione in cui vorrebbe rientrare, possono essere autorizzate nuove immissioni in ruolo sulla sua stessa classe di concorso. È il paradosso sul quale richiama l’attenzione il CNDDU, con particolare riferimento alla A046 – Discipline giuridiche ed economiche.

Secondo il CNDDU, nelle regioni del Mezzogiorno si starebbero effettuando nuove assunzioni mentre numerosi docenti già di ruolo, alcuni con oltre vent’anni di servizio, continuano a non ottenere il trasferimento o l’assegnazione provvisoria.

Il Coordinamento non mette in discussione la regolarità delle procedure né il diritto dei candidati collocati nelle graduatorie a essere assunti. Il problema riguarderebbe, piuttosto, la mancata armonizzazione tra due sistemi distinti: da una parte il reclutamento dei nuovi docenti, dall’altra la mobilità di quelli già assunti.

I punteggi utilizzati nelle due procedure non sono direttamente sovrapponibili e un docente con maggiore anzianità non acquisisce automaticamente il diritto a precedere un candidato destinatario dell’immissione in ruolo. Il CNDDU chiede, tuttavia, se la distribuzione dei posti riesca a tutelare adeguatamente anche chi ha accettato per anni di lavorare lontano dal proprio territorio. Il Coordinamento chiarisce: “Non è in discussione la legittimità delle procedure di reclutamento, né il diritto dei docenti utilmente collocati nelle graduatorie a conseguire l’immissione in ruolo secondo le modalità previste dalla normativa vigente”.


Reclutamento e mobilità sono disciplinati da regole e procedure differenti. Proprio questa separazione, secondo il CNDDU, starebbe producendo conseguenze che richiedono una riflessione:

“Nelle ultime settimane si stanno infatti registrando, in diverse regioni del Mezzogiorno, immissioni in ruolo sulla classe A046 con punteggi significativamente inferiori rispetto a quelli posseduti da numerosi docenti già assunti a tempo indeterminato, molti dei quali immessi in ruolo ai sensi della legge n. 107/2015 e costretti, da oltre un decennio, a prestare servizio lontano dalla propria residenza e dal proprio nucleo familiare”.

Una parte di questi insegnanti, prosegue il comunicato, avrebbe maturato oltre vent’anni di servizio e continuerebbe a non ottenere né il trasferimento né l’assegnazione provvisoria: “Una parte consistente di tali docenti vanta oltre vent’anni di servizio, ha maturato un’elevata professionalità nella specifica disciplina ed ha garantito con continuità il funzionamento del sistema scolastico nazionale, sostenendo rilevanti sacrifici personali, familiari ed economici. Ciononostante, in molti casi continua a non ottenere il trasferimento né l’assegnazione provvisoria, pur in presenza di nuove disponibilità che vengono contestualmente utilizzate per le immissioni in ruolo”.

A incidere sulle possibilità di rientro, secondo il Coordinamento, sarebbero anche i passaggi di ruolo e di cattedra. Si tratta di procedure pienamente legittime, ma che possono ridurre ulteriormente i posti disponibili per chi appartiene già alla A046 e attende da anni di avvicinarsi alla propria famiglia.

Il CNDDU pone quindi una questione di equilibrio: è ragionevole che il sistema offra nuove possibilità di stabilizzazione territoriale mentre una parte dei docenti già assunti e formati continua a rimanere lontana dal proprio contesto familiare?

“È infatti difficile non rilevare come il sistema finisca, nella concreta applicazione, per riconoscere maggiori opportunità di stabilizzazione territoriale a personale di nuova immissione, mentre docenti già di ruolo, con elevata anzianità di servizio e pluriennale esperienza professionale, continuano a permanere per lunghi periodi lontano dal proprio contesto familiare”.

L’appello è rivolto al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Il Coordinamento chiede una revisione complessiva delle regole che disciplinano reclutamento, mobilità, assegnazioni provvisorie e passaggi di ruolo, affinché i diversi canali non continuino a procedere senza un adeguato coordinamento.

La richiesta non è quella di bloccare le nuove assunzioni né di mettere in discussione i diritti dei candidati individuati dalle graduatorie. L’obiettivo dichiarato è trovare un equilibrio che consenta di assumere nuovi docenti senza trascurare l’anzianità, l’esperienza e i sacrifici sostenuti da chi aspetta da anni di tornare vicino alla propria famiglia.

di La Redazione



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