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Tupini: "I figli vanno solo amati, se non vi vogliono parlare non è una bella cosa". I consigli dell'esperta per educare un figlio

21 lug
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 22 lug

"Per molto tempo si è creduto che un bambino avesse bisogno solo di tempra e coraggio, mettendo da parte spesso e volentieri la sfera emotiva, quella che, in assenza del padre..."

“Se i figli non vi vogliono parlare direttamente, dovreste farvi un esame di coscienza. Vuol dire che gli mettete paura, non è una bella cosa” è dura la critica della psicologa Gabriella Tupini nei confronti dei genitori. Questa volta l’esperta parla di libertà d’espressione e di come spesso i figli siano intimoriti, in particolare, più della figura paterna che di quella materna.


Perché, continua: “Il figlio in genere va da mamma e dice: “Mamma, di’ a papà questo”. Perché non glielo può dire direttamente? Perché ha paura. E quello è il padre buono di cui si ha paura. Se i figli non vi vogliono parlare direttamente, dovreste farvi un esame di coscienza. Vuol dire che gli mettete paura, non è una bella cosa. Vuol dire che non li amate e che li avete condannati ad essere infelici. I figli vanno solo amati”. La scena descritta dall’ esperta risuona familiare a molti, da un lato un padre che il più delle volte è l’ultimo a sapere ciò che accade in famiglia, dall’altro una madre che deve fare da ponte tra i figli e il padre stesso.

In realtà, questo atteggiamento riflette una grave mancanza, se la madre è attenta soprattutto alla parte emotiva, il padre è predisposto per lo più all'aspetto materiale, che è certamente importante, ma è proprio questo che non permette al legame padre-figlio di nascere: “Qui scattano tutte le paure: “No, li viziate”. Una volta si diceva: “I bambini si baciano quando dormono”, perché non devono sapere di essere amati, di una cattiveria inaudita. La paura che il figlio si approfitti del genitore. Perché se ci domanda: “Mamma, mi compri questo?” non dà valore ai soldi, vuole le cose, che farà?”.

Per molto tempo si è creduto che un bambino avesse bisogno solo di tempra e coraggio, mettendo da parte spesso e volentieri la sfera emotiva, quella che, in assenza del padre, riusciva a trasmettere, solo in parte, la madre. Oggi, fortunatamente, una grande consapevolezza è stata raggiunta ovvero che l’aspetto emotivo è importante tanto quanto quello pratico, quello che dovrebbe “forgiare”. Conclude Tupini: “Io non ho mai avuto problemi con i miei figli nel dire: “Questo adesso non te lo posso comprare perché ci sono altre spese, dobbiamo fare altre cose, dobbiamo mettere i soldi da parte…”. I figli non sono mica scemi. I figli, se gli parlate davvero, capiscono. E se li amate sanno che voi non gli volete fare un dispetto, ma che lo fareste volentieri se poteste. Riescono anche a capire che c’è una priorità nelle cose da acquistare. Inoltre, se si sentono amati non c’hanno la smania degli acquisti”.

Negli interventi della psicologa abbiamo ormai imparato che in una famiglia ciò che non devono mai mancare sono l’amore e il dialogo, questi due elementi sono fondamentali per crescere ed educare bene un figlio. Quest'ultimo deve sentirsi libero e potrà farlo solo attraverso la sicurezza che gli trasmettono i suoi genitori. Anche parlare in maniera libera di eventuali problemi finanziari, come riporta Tupini, è un modo per fargli presto comprendere che non si può ottenere tutto subito, che la vita a volte è fatta anche di rinunce o attese e che è inutile arginare i problemi. Mamma e papà devo rappresentare un porto sicuro dove sentirsi, prima di tutto, liberi di esprimersi. 


E tu, lettore che ci segui, come mai la madre si trova spesso a fare da ponte nel rapporto padre-figlio? Affrontare l'argomento di eventuali problemi finanziari pensi possa contribuire ad educarli? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima. Spesso confrontarsi e riflettere insieme è già il primo passo per comprendere meglio se stessi e correggere eventuali errori.



di Natalia Sessa

7 commenti


Simona
26 lug

Da piccola non sopportavo chi non mi ascoltava perché ero piccola e quindi la mia opinione valeva poco. Da madre invece, ho sempre ascoltato mio figlio con la massima serietà e devo dire che ne ho tratto grandi insegnamenti per me. Lui è cresciuto grazie a quello che noi genitori gli abbiamo insegnato e anche noi siamo cresciuti con quello che ci ha insegnato lui.

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Ospite
26 lug

Tupini, esistono anche casi inversi. Ho sessanta anni e dopo un po' di psico vedo più chiaramente: in casa mia madre totalmente zero sull' attenzione emotiva, ai figli busignava dare strumenti, alias farli studiare che il resto sarebbe venuto da sé. Mio padre leggermente più vicino emotivamente, per lo meno io lo percepivo così. Oggi: vuoto affettivo difficile da tacitare

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Anonimo
26 lug

Mi ritrovo al 100% in quello che ho letto in questo articolo. Ho 3 figli maschi e per il 99% delle volte comunicano a me i loro problemi. Il padre ha alzato un muro e non si rende conto o finge. Anche lui stesso se deve chiedere qualcosa a loro usa me da ponte. Penso sia dovuto ad una impostazione sbagliata acquisita nella sua famiglia di origine che definisco patriarcale con impronta matriarcale. E io non sono stata in grado di farlo evolvere perché mi ha sopraffatta con il suo lavoro senza mai essere retribuita. Mea culpa!

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Serenella
25 lug

Adoro dal profondo GABRIELLA

MI HA CAMBIATO LA VITA..

VORREI TANTO che le persone avessero la mia fortuna


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Ospite
23 lug

Mi ci ritrovo....

Spesso questi padri purtroppo vengono a loro volta da un educazione rigida e da un'altrettanto mancanza d'affetto e non riescono ad adeguarsi, a capire che il mondo di oggi è diverso e che i loro figli hanno bisogno della loro presenza, e così ti ritrovi a fare da mamma ponte, e che spesso si ritrova in mezzo a due fuochi.

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