Maria Rita Parsi: "L'aver amato non passa mai". Il coraggio di ricominciare da zero
- La Redazione
- 8 ore fa
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Nei suoi libri la psicoterapeuta analizza cosa significa davvero "ricostruire" dopo una fine, una perdita, un fallimento: non si tratta di cancellare il passato, ma di rialzarsi...

“Doveva avere il coraggio di lasciare tutto: tutte le cose, tutte quelle persone, tutta l’infelicità che la legava a loro. E scegliere la libertà”.
È con queste parole che la psicoterapeuta descrive la libertà come atto di scelta che può nascere anche da ciò che percepiamo come un fallimento. Accade quando ci rendiamo conto di essere circondati da persone o abitudini che consumano più energie di quante ne restituiscano e troviamo il coraggio di cambiare direzione.
È quanto accade in La felicità è contagiosa, dove Parsi racconta la storia di una donna disposta a lasciare ciò che la circonda — la casa, gli oggetti e le persone con cui collabora — pur di ritrovare se stessa.
Non è un gesto impulsivo né una semplice fuga dalla realtà. È invece una scelta che nasce dalla capacità di guardare indietro con lucidità, per distinguere ciò che merita di essere conservato da ciò che deve essere lasciato andare.
Questo coraggio di ripartire, di rialzarsi dopo ogni caduta, riguarda anche le storie d’amore che finiscono. “Un amore che finisce, concimando con la sua morte la terra del futuro, fa fiorire ogni giardino dell’anima”. Con questa immagine la psicoterapeuta Maria Rita Parsi, nel libro Se non ti amo più, descrive quello che accade quando una storia arriva alla fine: a molti potrebbe apparire soltanto come una perdita da accettare, ma l’esperta la presenta anche come una possibilità dalla quale ripartire.
Per Parsi, “ricostruire” non significa dimenticare. Al contrario: “Ricostruire significa quindi tenere conto del passato e prendersi cura del presente con gli strumenti adeguati”.
Chi vuole davvero ripartire non può cancellare quello che ha vissuto, ma deve attraversarlo, capirlo e, solo dopo, lasciarlo andare. È un percorso che richiede tempo, ma soprattutto onestà con se stessi.
Nell’introduzione allo stesso libro, Parsi scrive una frase che sembra fatta apposta per chi si sente bloccato dopo una perdita: “L’amore passa. L’aver amato non passa mai”.
Parsi non propone una consolazione facile: invita invece a non buttare via ciò che si è stati, anche quando la storia che lo ha generato è ormai finita.
Ricominciare non significa fingere che nulla sia accaduto, ma dare un nuovo significato anche alle esperienze più dolorose, trasformandole in una parte della propria crescita. Il passato non può essere riscritto, certo, ma può essere compreso e integrato nella persona che scegliamo di diventare.
Chi riparte, nella prospettiva di Parsi, non cancella la propria storia: la trasforma nel terreno da cui può nascere qualcosa di nuovo.
A tal proposito, chiediamo a te, lettore: hai mai trovato il coraggio di lasciare andare una persona, un’abitudine o una situazione che non ti rendeva più felice? Una fine può diventare davvero l’inizio di qualcosa di nuovo? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, ed esprimi la tua opinione nei commenti, anche in forma anonima.
di Leandro Castagna




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