Valditara: “Chi non manda i figli a scuola non può restare in Italia”. Il ministro annuncia nuove misure su obbligo scolastico, italiano e classi con alunni stranieri
- La Redazione
- 11 ore fa
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Dalla possibile revoca del permesso di soggiorno per i genitori che impediscono la frequenza scolastica al rispetto del tetto del 30% nelle classi: il ministro rilancia il ruolo della scuola nei processi di integrazione

Integrazione, rispetto delle regole, conoscenza della lingua italiana e diritto all’istruzione: sono questi i temi sui quali si gioca oggi una delle sfide più complesse della scuola. Da qui parte la riflessione del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che annuncia nuovi interventi sul rapporto tra immigrazione e sistema scolastico.
Due, in particolare, i fronti indicati dal ministro: il contrasto all’elusione dell’obbligo scolastico per i minori stranieri e la gestione delle classi nelle quali la presenza di studenti non italofoni rende più complesso il percorso di apprendimento.
Obbligo scolastico: ipotesi revoca del permesso di soggiorno
“Studiare è il primo passo”, ha dichiarato Valditara, sottolineando come i genitori che impediscono ai figli di frequentare la scuola italiana finiscano per sottrarre loro un’opportunità fondamentale.
Da qui l’annuncio di una possibile nuova misura: “Stiamo studiando una norma che prevede di revocare il permesso di soggiorno agli adulti che non mandano a scuola i propri figli”.
Il ministro ha richiamato anche quanto già previsto dal decreto Caivano, che ha introdotto sanzioni penali per i casi più gravi di mancato rispetto dell’obbligo scolastico, spiegando che l’obiettivo sarebbe quello di aggiungere ulteriori strumenti di intervento.
“L’abbandono scolastico – ha spiegato Valditara – è ancora una realtà drammatica in alcune situazioni, anche tra i figli di immigrati che vivono in Italia”.
Classi con troppi studenti stranieri: verso una nuova applicazione del tetto del 30%
Altro tema annunciato dal ministro riguarda il rispetto del limite del 30% di alunni stranieri nelle classi, una soglia già prevista dalla normativa ma che, secondo Valditara, in alcune realtà non viene adeguatamente applicata.
Nelle prossime settimane il Ministero dovrebbe inviare una circolare agli Uffici scolastici territoriali per intervenire nelle situazioni più critiche, prevedendo – in accordo con i dirigenti scolastici – una diversa distribuzione degli studenti stranieri che non possiedono sufficienti competenze linguistiche in italiano.
L’obiettivo indicato dal ministro è quello di garantire condizioni di apprendimento più efficaci per tutti gli studenti.
A chi ipotizza il rischio di una separazione degli alunni, Valditara replica: “Segregazione è lasciare le cose come sono. Una classe dove quasi nessuno parla italiano è penalizzante tanto per il ragazzo italiano quanto per l’alunno straniero”.
Italiano L2: il ruolo della scuola nei percorsi di integrazione
Nel corso dell’intervista il ministro ha rivendicato anche gli interventi già avviati per sostenere l’integrazione degli studenti stranieri, a partire dall’assunzione di circa mille docenti destinati all’insegnamento dell’italiano agli alunni neoarrivati.
A questi si aggiungono gli interventi di Agenda Nord contro la dispersione scolastica nelle aree più fragili e le misure per una didattica sempre più personalizzata.
“Non puntiamo alla semplice inclusione, ma all’integrazione”, ha affermato Valditara, ribadendo che la conoscenza della lingua italiana rappresenta uno strumento essenziale per consentire agli studenti stranieri una piena partecipazione alla vita scolastica.
Piano Mattei e formazione: la scuola come strumento di cooperazione
Nell’intervista il ministro ha infine richiamato il ruolo del Piano Mattei, indicando nella formazione e nell’istruzione strumenti di cooperazione con i Paesi africani.
“Scuole, formazione, lavoro”, ha sintetizzato Valditara, evidenziando il ruolo dell’istruzione come leva di dialogo e sviluppo.
Le dichiarazioni del ministro aprono ora un nuovo confronto nel mondo della scuola, chiamato a misurarsi con il tema dell’integrazione scolastica, della conoscenza della lingua italiana e dell’equilibrio tra diritto all’istruzione e rispetto delle regole.
di La Redazione
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