Tupini: "Amare un figlio non basta". Presenza e coerenza valgono più delle buone intenzioni
- La Redazione
- 1 ora fa
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"I figli sentono tutto, soprattutto l’amore e la reale attenzione che i genitori hanno nei loro confronti. Fate ogni cosa per far capire loro che questo “sentire” è tutto nella vita..."

I figli non hanno bisogno di genitori eroi, ma di amore vero e presenza. “Secondo gli studiosi i bambini sentirebbero, sin dai primi anni di vita, il bisogno di figure potenti a cui fare riferimento per affrontare meglio la vita quotidiana. Questi supereroi, invincibili, sono l’ideale per identificarsi, superando le paure e le difficoltà. Ma le figure di riferimento non dovrebbero essere i genitori?”
La psicologa Gabriella Tupini, con queste parole riporta la figura genitoriale in una dimensione di “normalità”. Sin da subito le aspettative che ricadono sul genitore sono aspettative di grandiosità, deve mostrarsi come se fosse un eroe senza paura pronto a sconfiggere qualsiasi cosa. Tutto questo, secondo l’esperta, è uno spreco di energie perché “Sembra che debbano allevare tigri anziché bimbetti”. Ma un bambino piccolo: “Cammina, corre, salta, sta in punta di piedi o su un piede solo, lancia e calcia una palla... inventa giochi e personaggi, chiede “cos'è?” e “perché?”.” Un bambino cresce attraverso gesti semplici, curiosità e scoperta quotidiana.
Un bambino che si approccia alla vita con curiosità e ingenuità: perché dovrebbe aver bisogno di un ‘eroe’? Non sarebbe meglio avere una figura di riferimento che gli permetta di approcciarsi con umanità e gentilezza all’altro? Una figura che gli insegni che nella vita esistono le gioie e le paure, i momenti di felicità ma anche di vacillamento e di fragilità ? Secondo l’esperta non è mostrandosi “eroi” o “eroine” che un figlio cresce meglio, ma facendo attenzione e prendendosi cura dei suoi reali bisogni.
L’unico aspetto che potrebbe compromettere il rapporto tra genitore e figlio è l’atteggiamento passivo del genitore stesso. Infatti, continua Tupini: “Un bambino piccolo capisce e si ribella solo se vi comportate in maniera incongrua : una volta gli concedete il gelato, magari per accontentarlo mentre parlate con l’amica, a volte glielo negate dicendogli che gli fa male alla pancia o gli negate le cose a seconda di cosa pensano gli altri. Insegnate invece ai vostri figli di infischiarsene di ciò che pensano gli altri, ma di non tradire mai il proprio senso di dignità personale, agli occhi propri e di nessun altro”. I figli sentono tutto, soprattutto l’amore e la reale attenzione che i genitori hanno nei loro confronti. Fate ogni cosa per far capire loro che questo “sentire” è tutto nella vita, è la loro bussola capace di orientarli verso ciò che è giusto o ciò che è sbagliato. Ecco perché "amare un figlio non basta", la presenza e la coerenza valgono più delle buone intenzioni
Conclude Tupini: “Chi è strano non è mai il bambino, è strano chi lo mette al mondo senza saperlo amare, pensando di allevare un bambino che vi deve eterna riconoscenza per averlo fatto nascere. I figli sono congrui, se li amate vi amano. Loro, al contrario di voi, sono istintuali, per cui sentono cosa provate per loro”. Voi genitori siete l’esempio più importante per i vostri bambini. Mettere da parte “l’eroe” vuol dire insegnargli la non dipendenza dal giudizio altrui, vuol dire insegnargli l’esistenza delle gioie ma anche delle fragilità.
E tu, lettore che ci segui, pensi che un genitore debba essere "eroe" agli occhi dei figli?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima.
di NATALIA SESSA



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