Terremoto Centro Italia, scuole: 1,6 miliardi per la ricostruzione. ActionAid: “Due opere su tre senza cantiere”
- La Redazione

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A dieci anni dal sisma il Governo annuncia nuove risorse e interventi per l'edilizia scolastica. Restano però aperti i nodi sui tempi della ricostruzione e sulla tenuta dei servizi nei territori colpiti.

Dieci anni dopo il terremoto che il 24 agosto 2016 colpì il Centro Italia, l'edilizia scolastica resta uno dei capitoli più importanti della ricostruzione. Le scuole, infatti, non rappresentano soltanto edifici da ripristinare, ma presidi essenziali per garantire continuità educativa e mantenere vive comunità già segnate dal sisma.
Nel giorno del decennale, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha ricordato le vittime con parole che riportano al significato umano di quella tragedia: “Ricordiamo con commozione chi ha perso la vita, i propri cari e i propri beni”.
Ma accanto alla memoria resta il tema di ciò che, dopo dieci anni, è stato effettivamente ricostruito.
Edilizia scolastica, 459 progetti per 1,6 miliardi
Secondo i dati diffusi dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, il piano di interventi per l'edilizia scolastica nei territori interessati dal sisma comprende oggi 459 progetti, per un valore complessivo di circa 1,6 miliardi di euro.
A queste risorse si aggiungono 114,4 milioni di euro autorizzati con un decreto firmato da Valditara per interventi urgenti e indifferibili, anche in conseguenza di eventi sismici.
Il Ministero richiama inoltre gli oltre 12 miliardi di euro investiti complessivamente attraverso risorse nazionali e fondi PNRR.
Non c'è però soltanto il tema degli edifici. Per le scuole dei Comuni colpiti sono state previste anche deroghe al numero minimo di alunni per classe e agli organici, con l'obiettivo di preservare la presenza scolastica nei territori interessati.
La sottosegretaria all'Istruzione Paola Frassinetti ha spiegato che le misure sono state attuate quest'anno con maggiore anticipo:
"Quest'anno abbiamo attuato queste misure con maggiore anticipo affinché le scuole dei Comuni colpiti possano affrontare l'avvio del nuovo anno scolastico con organici definiti, consentendo ai docenti di svolgere per tempo il fondamentale lavoro di programmazione".
Una scelta che, nelle parole della sottosegretaria, si inserisce in una strategia più ampia di sostegno alla permanenza delle comunità nei territori colpiti.
"Il ricordo delle vittime si accompagna alla responsabilità di continuare a costruire un futuro più sicuro per questi territori".
ActionAid: "Due opere su tre senza cantiere"
Sul fronte della ricostruzione pubblica arriva però una fotografia più critica da ActionAid. Secondo l'analisi dell'organizzazione, aggiornata al 30 aprile 2026, sono 3.667 gli interventi programmati, per un valore superiore a 4,85 miliardi di euro.
Il dato che colpisce maggiormente riguarda lo stato di avanzamento: il 66,3% delle opere si troverebbe ancora nelle fasi precedenti all'avvio materiale dei lavori, mentre il 33,6% sarebbe in fase esecutiva o conclusiva.
Nei 44 Comuni maggiormente colpiti la situazione sarebbe ancora più complessa: circa sette interventi su dieci non avrebbero ancora raggiunto la fase di cantiere.
ActionAid sottolinea che il ritardo nella ricostruzione non rappresenta soltanto un problema tecnico o amministrativo, perché può avere conseguenze dirette sulla tenuta delle comunità.
Una scuola ricostruita significa anche mantenere una comunità
È proprio qui che l'edilizia scolastica assume un significato che va oltre la semplice realizzazione di un edificio.
Una scuola non è soltanto aule, laboratori e spazi didattici: è un luogo attorno al quale continuano a costruirsi relazioni, servizi e prospettive per le famiglie. Per questo i tempi della ricostruzione possono incidere anche sulla scelta di rimanere o meno nei territori colpiti.
ActionAid richiama inoltre la necessità di disporre di informazioni più accessibili e aggiornate sullo stato degli interventi, affinché cittadini e comunità possano verificare concretamente l'avanzamento della ricostruzione.
Sui numeri esistono, tuttavia, letture differenti. La struttura commissariale ha infatti contestato una rappresentazione eccessivamente negativa dello stato dei lavori, fornendo una propria fotografia dell'avanzamento degli interventi.
Il dato che emerge, al di là delle diverse interpretazioni, è che a dieci anni dal terremoto la ricostruzione delle scuole resta una partita ancora decisiva. Le risorse stanziate sono ingenti, i progetti numerosi, ma il vero parametro resta ciò che viene effettivamente restituito alle comunità: scuole sicure, funzionanti e capaci di garantire continuità educativa alle nuove generazioni.
di La Redazione
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