top of page

Novara: "Quando un figlio a 14 anni chiede di andare in discoteca, si mette un limite e si dice che è presto". La tecnica del "paletto" per evitare discussioni infinite

24 ago
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 26 ago

"Il pedagogista Daniele Novara ci spiega perché: "Non bisogna assecondare le precocità, perché si crea un effetto domino: una volta alzata l’asticella, questa continuerà ad alzarsi sempre..."

"Se un figlio è cresciuto con un’educazione equilibrata, che gli ha consentito di acquisire gradualmente le giuste autonomie, non bisogna vivere nell’angoscia". Se vi state chiedendo come è possibile ottenere l'educazione equilibrata della quale parla l'esperto di pedagogia Daniele Novara, la risposta la troverete in una parola: limite.

Ma un adolescente non riuscirà mai a stabilire da solo limiti e confini invalicabili: ha necessariamente bisogno dei suoi genitori. Due guide sicure che incoraggiano ma che sono anche pronte a rimproverare se è necessario.

Continua Novara: “Un ragazzo che possiede una buona struttura personale, una sufficiente sicurezza interiore, non ha bisogno di essere controllato ossessivamente". C’è inoltre la convinzione che un figlio debba essere controllato incessantemente, ma l'esperto sfata il mito. Un figlio ha bisogno di libertà e di controllo quando vi è un fondato motivo di preoccupazione.


Altrimenti, controllarlo sempre in ogni circostanza, non permette di instaurare un rapporto fiduciario tra genitore e figlio ma, anzi, può indebolire l’autorevolezza del genitore. In questo modo, la poca sicurezza dell'adulto, che dovrebbe apparire sicuro, fa dubitare l'adolescente di se stesso, delle sue capacità e della sua autonomia. Il risultato che si ottiene è un adolescente smarrito.

“Quando a 14 anni chiede di andare in discoteca, semplicemente si mette un limite e si dice che è presto. Se a 14 o 15 anni vuole portare la fidanzata a dormire a casa, si dice di no. Mettere dei limiti è importante”. Serve un'età adeguata, una maturità concreta, senso di responsabilità? Sì, sono necessari tutti questi elementi ma, prima di tutto, serve conoscere bene il figlio che si sta crescendo. Non è scontato, perché soltanto il genitore può accorgersi se il figlio ha una maturità tale da iniziare a sperimentare. I limiti sono necessari, servono a crescere e servono anche a far capire al figlio che si sopravvive anche quando, come risposta, si riceve un “no”.

Afferma l'esperto: “Non bisogna assecondare le precocità, perché si crea un effetto domino: una volta alzata l’asticella, questa continuerà ad alzarsi sempre di più”. Molti genitori pensano di aver educato bene un figlio soltanto quando questo sembra aver raggiunto una certa maturità. Per questo, il rischio è entrare in competizione con gli altri genitori e confrontare i propri figli con quelli degli altri, concedendo loro libertà per le quali potrebbero non essere ancora pronti.

“Purtroppo oggi la famiglia è una realtà molto fragile. Non è aiutata, spesso viene colpevolizzata e si trova sotto una fortissima pressione consumistica. Esiste una minoranza di ragazzi che viene attratta da comportamenti disfunzionali, non perché rispondano ai loro bisogni di crescita, ma perché inseguono bisogni immediati, legati alla ricerca del piacere e della gratificazione”.

Daniele Novara ci comunica, con questo suo intervento, che educare non significa imporre regole rigide né modificarle continuamente in base alle richieste dei figli o al comportamento degli altri. Per Novara, la presenza di confini chiari e coerenti rappresenta uno degli strumenti più efficaci per accompagnare gli adolescenti nel loro percorso verso l'autonomia. La soluzione proposta da Novara è quella che definisce la "tecnica del paletto". "Il paletto è un confine concordato e che non può essere superato. Dentro quel confine però si negozia. Quindi non tutto è fisso, ma nemmeno tutto è continuamente discutibile."


Per te, lettore che ci segui, ti sei mai trovato a discutere con tuo figlio o tua figlia su un limite non accettato? Sei riuscito a stabilire regole chiare in famiglia? Quale strategia hai utilizzato? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. Il tuo punto di vista e la tua esperienza possono essere utili anche ad altri genitori che ogni giorno affrontano le stesse sfide educative.



di Natalia Sessa

36 commenti


Ludovica
26 ago

Il fatto che un adolescente non capisca quando il momento non è giusto è semplicemente una cavolata.

Se l'adolescente è cresciuto bene capirà da solo perchè un no e un no,e cosa è meglio. Io non andavo in discoteca ne a 14 ne a 15 anni mentre molti altri miei coetani l'hanno fatto,e hanno continuato ad essere rispettosi verso i propri Genitori e non hanno "alzato l'asticella" proprio grazie alla loro educazione,a volte leggendo novara mi chiedo se effettivamente abbia studiato e conosca i ragazzi o se parli a vanvera...

Mi piace

Marco
25 ago

Anche io son dell'idea che molti di noi genitori confondano la genitorialita' con l'amicizia. Ho discusso con mia figlia per procrastinare sul concedere il cellulare, quando compagni di classe lo avevano già in seconda e terza elementare. Ma a cosa serve a quell'età, a tenerli occupati e lasciare liberi i genitori di divertirsi sui social?

Siamo in vacanza e mi è capitato di dover uscire di casa all'alba diverse volte, le vie piene di ragazzini sui 14/15 anni ubriachi fradici e non so cosa altro avessero preso, una ragazza lasciata dagli amici in coma etilico sulla spiaggia. Ma i figli a quella età alle 5 di mattina rientrano a casa, le famiglie dove sono????


Mi piace
Marco
27 ago
Risposta a

Io penso che amici buoni o meno, vadano detti dei NO. La discoteca è cambiata rispetto a 10 o 20 anni fa, droga e alcool vengono offerti Elisabetta ad ogni angolo di strada, nelle grandi ma anche nelle piccole città. Personalmente non la ho mai amata particolarmente, ci andavo poche volte, ma ritengo a torto o ragione che ora i ragazzi son troppo esposti ai social, i modelli li trovano lì, da nullafacenti che consigliano cose o azioni, giochi pericolosi, tipo i vari giochi che portano ad autolesionismo e alla morte. Penso che in ciò centri l'assenza della famiglia, il farli sentire grandi, soprattutto in quei casi dove la coppia genitoriale si è separata e uno dei due concede tu…

Mi piace

Mamma anziana
25 ago

Ai miei figli oggi quarantenni, ad un certo punto della loro adolescenza ho usato il “ no perché no e perché comando io “ …. Sono convinta che troppe parole non servono a nulla . Occorre far comprendere che non si può sempre avere tutto senza guadagnarselo o senza esserne all’altezza. Sono stufa dei genitori/ amici …. I genitori non sono amici… I genitori sono coloro che ti devono insegnare il comportamento e A vivere secondo correttezza morale !

Mi piace

Iryne
25 ago

Un ragazzo cresciuto bene, educato sul bene e male, consapevolezza e misura capisce da solo … di certe cose non ha bisogno.

Mi piace

Carla Boni
25 ago

Il risultato del paletto e'che il figlio a 40 anni ti rinfaccia che a 14 non l'hai mandato a una festa ed è cresciuto insicuro.

Mi piace

EDUCAZIONE
E CULTURA

NUOVI BANNER - 2 (2000 × 2160 px) (2).jpg
ID CERT (3).jpg
SUCCESSO 1
Senza titolo (250 x 834 px) (2).jpg
SUCCESSO 1
BANNER - NUOVA HOME PAGE

GPS 2026

AUMENTA IL PUNTEGGIO IN GRADUATORIA DOCENTI
BANNER - NUOVA HOME PAGE
MASTER 60 cfu (1).jpg

INVIACI IL TUO COMUNICATO​

info@ascuolaoggi.it

ascuolaogginews@gmail.com

A scuola oggi è un portale che tratta notizie su quanto accade nel mondo scuola. Notizie per docenti di ruolo, docenti di sostegno, docenti precari, personale ATA, educatori, genitori e alunni. Inoltre le sezioni dedicate ai membri offrono servizi aggiuntivi: corsi gratuiti e supporto a quanti richiedono informazioni.​

​

Tutti i contenuti pubblicati su www.ascuolaoggi.com, compresi testi, titoli, elaborazioni editoriali e materiali grafici, sono di esclusiva proprietà di AScuolaOggi. È vietata la riproduzione, anche parziale.

bottom of page