Stipendi scuola, Pacifico: “C’è un’emergenza salariale”. Anief rilancia un fondo da 10 miliardi
- La Redazione

- 1 ora fa
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Dalla tredicesima al riscatto della laurea, il sindacato presenta le sue proposte per aumentare il reddito di docenti e ATA

Il nuovo anno scolastico riporta nelle aule docenti e personale ATA, ma riapre anche una questione che da tempo accompagna il lavoro nella scuola: quella degli stipendi.
Per Anief il problema ha ormai assunto dimensioni tali da richiedere un intervento specifico del Governo. Il presidente nazionale Marcello Pacifico afferma che “nella scuola italiana c’è un’emergenza salariale che deve trovare una urgente risposta da parte del Governo con la detassazione di tredicesima, aumenti contrattuali e straordinari”.
A pesare, secondo il sindacato, è soprattutto la distanza che separa le retribuzioni del personale scolastico da quelle riconosciute in altri comparti. Anief indica un divario che può arrivare a quasi 1.000 euro al mese rispetto ai dipendenti delle Funzioni centrali e richiama anche il confronto con le forze armate, le forze di polizia e alcuni settori del lavoro privato.
A questa situazione si aggiunge, per il sindacato, la differenza di trattamento economico che ancora interessa i lavoratori precari rispetto al personale di ruolo.
La proposta ERAFE e i 10 miliardi per la scuola
Per ridurre il divario, Pacifico rilancia una proposta che Anief porta avanti da tempo: la creazione di ERAFE, Education Research Action for Europe, un fondo europeo destinato a istruzione e ricerca e pensato, nelle intenzioni del sindacato, sul modello di SAFE per la difesa. “Aumentare di mezzo punto di PIL (10 miliardi) le spese per la scuola e allinearsi alla media europea”. Secondo Anief, uno stanziamento di questa portata permetterebbe di intervenire sulle retribuzioni e, contemporaneamente, sulle assunzioni, utilizzando i posti vacanti per stabilizzare il personale precario “senza più discriminazione”.
Non soltanto aumenti in busta paga
Nel pacchetto avanzato dal sindacato ci sono anche misure destinate a incidere sul reddito disponibile del personale. Pacifico propone di recuperare quanto previsto nel 2013 intervenendo sull'indennità integrativa speciale mensile, con un incremento indicato in circa 250 euro. Chiede inoltre l'introduzione del buono pasto e il ritorno della Carta del docente a 500 euro, con la sua estensione anche al personale ATA e la trasformazione in un benefit più ampio.
Un'altra richiesta riguarda il riscatto gratuito della laurea. Per Anief, gli anni universitari necessari per accedere alla professione dovrebbero poter essere riconosciuti senza che il lavoratore debba sostenere gli elevati costi oggi richiesti, con effetti anche sulla possibilità di anticipare il pensionamento.
Pacifico lega la questione previdenziale anche alle condizioni nelle quali viene svolta la professione, ricordando che il lavoro nella scuola “è purtroppo ancora non riconosciuto usurante”.
Detassazione della tredicesima, rinnovi contrattuali, previdenza, buoni pasto e Carta docente diventano così parti di una stessa richiesta: riconoscere economicamente il lavoro svolto ogni giorno nelle scuole e recuperare almeno una parte della distanza accumulata rispetto ad altri settori.
Con l'avvio dell'anno scolastico 2026/2027, Anief porta quindi nuovamente la questione salariale all'attenzione del Governo. La proposta più impegnativa resta quella del fondo europeo da 10 miliardi: una strada che, nelle intenzioni del sindacato, dovrebbe permettere di affrontare il problema non con interventi occasionali, ma attraverso un investimento più consistente su chi nella scuola lavora ogni giorno.
di Katia Piemontese
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