Caldo nelle scuole, Anief propone di rinviare le lezioni a ottobre. Pacifico: “Non si può rimanere in classe a 40 gradi”
- La Redazione

- 1 ora fa
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Il sindacato rilancia il confronto sul calendario scolastico e guarda alla media europea dei giorni di lezione. Ma richiama anche le responsabilità sulla sicurezza negli istituti

Settembre riporta studenti e docenti nelle aule, ma in molte zone d'Italia il calendario scolastico continua a scontrarsi con temperature ancora pienamente estive. Il problema diventa particolarmente evidente negli edifici che non dispongono di sistemi adeguati per raffrescare gli ambienti, dove trascorrere diverse ore consecutive può diventare difficile per studenti e personale.
È in questo quadro che Anief torna a proporre una modifica radicale del calendario: posticipare a ottobre l'inizio delle lezioni nei periodi caratterizzati da caldo eccessivo, compensando il rinvio attraverso una riduzione complessiva dei giorni e delle ore di attività.
“È possibile posticipare ad ottobre il rientro degli alunni a scuola per il caldo eccessivo ed opprimente: poiché quasi tutti i nostri istituti scolastici non risultano attrezzati per fronteggiare l’ondata di calore in atto, basterebbe ridurre il numero di ore e i giorni di lezione alla media dell’Unione Europea che risulta più bassa dei nostri 200 giorni minimi. In questo modo, si manterrebbe inalterato il resto del calendario”.
Meno giorni di scuola per partire più tardi?
Il ragionamento di Anief parte proprio dal confronto con gli altri Paesi europei. Secondo i dati riportati dal sindacato, in Italia il riferimento è quello dei 200 giorni minimi di lezione, mentre nell'Unione europea la soglia si collocherebbe mediamente attorno ai 185 giorni e circa la metà dei Paesi avrebbe un minimo compreso tra 170 e 180.
Ridurre il numero complessivo delle giornate consentirebbe, nella proposta di Pacifico, di spostare in avanti l'apertura delle scuole senza intervenire sul resto del calendario.
A rendere urgente la questione, secondo Anief, sono soprattutto le condizioni degli edifici scolastici. Il sindacato richiama il dato secondo cui oltre nove istituti su dieci sarebbero ancora privi di condizionatori. Ed è qui che la discussione sul calendario incontra un altro tema: quello della sicurezza negli ambienti di lavoro.
Il caldo entra anche nella valutazione dei rischi
Per Pacifico, infatti, le temperature elevate non possono essere considerate soltanto una condizione scomoda da sopportare durante le prime settimane di scuola. Quando diventano eccessive, devono essere valutate anche sotto il profilo della tutela della salute dei lavoratori.
“Non dobbiamo dimenticare che il calore rappresenta un rischio per la salute di chi lavora che deve essere segnalato come probabile minaccia per la salute, in base alle condizioni degli ambienti di lavoro, dall'istituto dal rappresentante dei lavoratori sulla sicurezza (RLS) o dalle RSU o altro dirigente sindacale alla stessa RLS e da essa al dirigente scolastico: costui, come datore di lavoro, deve occuparsene nel documento di valutazione dei rischi (DVR) e adottare tutte le azioni possibili per prevenire tale rischio, pena la responsabilità penale che sta in capo anche e soprattutto al proprietario dell'immobile, qualora siano state ad esso imputate richieste di intervento inevase”.
Il passaggio sposta quindi l'attenzione sulle singole scuole. Il sindacato invita gli RLS, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, a segnalare le situazioni critiche affinché il rischio legato alle temperature venga preso in considerazione nel Documento di valutazione dei rischi.
Pacifico insiste anche sulla distinzione delle responsabilità: “La normativa infatti esonera il dirigente scolastico che si è comportato da diligente ‘padre di famiglia’ ma certamente non esonera chi deve intervenire per prevenire questo rischio di salute ormai molto probabile. Da qui l'appello lanciato dal nostro sindacato agli RLS perché inviino le dovute segnalazioni ai dirigenti scolastici per intervenire sul DVR, in attesa che si trovino i soldi per condizionare gli ambienti scolastici dove spesso manca anche la carta igienica”.
La proposta di rinviare l'avvio delle lezioni a ottobre riapre così una discussione che va oltre la semplice data sul calendario. Se settembre continuerà a presentare temperature molto elevate, il problema sarà capire come rendere gli edifici scolastici adatti a ospitare studenti e lavoratori anche nelle settimane più calde.
Spostare l'inizio delle lezioni può essere una delle soluzioni proposte. Ma resta sul tavolo una questione ancora più concreta: rendere le scuole vivibili indipendentemente dalla data indicata sul calendario.
di La Redazione
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