Sostegno in Puglia, oltre 12mila posti in deroga: il CNDDU chiede di renderne stabili almeno mille dal 2027/28
Il Coordinamento propone un programma triennale per finanziare i fabbisogni ricorrenti. Al centro della richiesta, i tempi di assegnazione dei docenti e...

Rendere stabili almeno mille posti di sostegno in Puglia, dopo aver verificato quali esigenze si ripresentano ogni anno. È il primo intervento proposto dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che chiede al Ministero dell’Istruzione e al MEF un programma triennale di finanziamento a partire dal 2027/28.
La richiesta nasce dall’aumento dei posti autorizzati in deroga. Secondo i dati diffusi dalla UIL Scuola Puglia il 16 ottobre, sono passati da 11.371 a 12.865, con un incremento di 1.494 unità, a fronte di 10.503 posti nell’organico di diritto.
Per il CNDDU, queste dimensioni richiedono di distinguere le necessità sopravvenute da quelle che potrebbero essere affrontate prima dell’apertura delle scuole:
"Quando, a poche settimane dall’avvio delle lezioni, diventa necessario autorizzare ulteriori centinaia di posti, occorre interrogarsi sull’attendibilità delle rilevazioni iniziali, sui tempi di acquisizione delle certificazioni e sull’effettiva capacità di coordinamento tra istituzioni scolastiche, servizi sanitari e uffici territoriali".
Il caso di Brindisi e le assegnazioni a ottobre
A Brindisi, il decreto dell’Ufficio scolastico territoriale del 15 ottobre ha istituito altri 60 posti, portando il totale provinciale a 1.125,5, confermato dalla successiva rettifica del 20 ottobre. Il provvedimento richiama nuove iscrizioni e variazioni delle condizioni di disabilità documentate dalle scuole.
Il Coordinamento riconosce la necessità di rispondere alle nuove richieste, ma sollecita una ricognizione pluriennale per individuare i posti utilizzati con regolarità e programmarne il finanziamento stabile. L’obiettivo è ridurre le assegnazioni tardive che, secondo il CNDDU, possono rallentare l’attuazione del PEI e rendere più difficile la continuità del percorso educativo.
Le risorse richieste e la verifica dei costi
Per i primi mille posti, il comunicato ipotizza un costo complessivo di riferimento di 50 milioni di euro annui, assumendo una spesa indicativa di 50mila euro per posto, comprensiva degli oneri dell’amministrazione. Il Coordinamento precisa:
"Non si tratterebbe necessariamente di 50 milioni di nuova spesa, poiché una parte rilevante delle prestazioni viene già finanziata mediante contratti a tempo determinato. Il reale fabbisogno aggiuntivo dovrebbe essere determinato attraverso una relazione tecnica che consideri durata dei contratti, progressioni retributive, trattamento previdenziale e differenze tra le diverse forme di impiego".
Alla programmazione dei posti si affiancherebbero 10 milioni di euro aggiuntivi all’anno a livello nazionale per migliorare la rilevazione dei fabbisogni, lo scambio di informazioni con i servizi competenti e l’accesso dei docenti alla formazione specialistica.
Il CNDDU chiede inoltre dati provinciali aggiornati che consentano di confrontare le autorizzazioni con la copertura effettiva delle cattedre:
"Non basta contabilizzare i posti autorizzati: occorre verificare quando i docenti arrivano nelle classi, per quanto tempo vi rimangono e se le misure previste vengono effettivamente realizzate. Autorizzare personale a ottobre per necessità già riconoscibili prima dell’estate non può essere considerato un risultato amministrativo soddisfacente".
di La Redazione
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