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Pensioni 2027: aumenti fino a 69 euro, la Manovra riduce la rivalutazione oltre 2.447,40 euro lordi (tabella con aumenti per fasce)

1 ora fa
Tempo di lettura: 3 min

La Manovra cambia il calcolo degli aumenti da gennaio. Conta anche la somma di più pensioni, mentre una salvaguardia protegge chi supera di poco le soglie...

Da gennaio 2027 le pensioni torneranno ad aumentare per effetto della rivalutazione annuale. Il testo della Manovra prevede nuove regole che incidono sull’importo dell’incremento. Chi percepisce una pensione fino a 2.447,40 euro lordi mensili mantiene la rivalutazione piena, mentre sopra questa soglia l’aumento diventerebbe più contenuto rispetto alle regole attuali.

Con un’ipotesi di adeguamento del 2,9%, un assegno da 2.000 euro crescerebbe di 58 euro lordi al mese; su una pensione da 4.000 euro, invece, l’incremento scenderebbe dai 107,41 euro del sistema attuale a 54,52 euro.

È l’effetto dell’articolo 55 del testo bollinato della Manovra 2027, che propone di modificare il calcolo per il prossimo anno. Il disegno di legge passa ora all’esame parlamentare. La riduzione riguarda l’aumento riconosciuto da gennaio, non una decurtazione equivalente della pensione già percepita.

Quali pensioni sarebbero interessate

Il nuovo schema riconoscerebbe queste percentuali dell’indice di rivalutazione:

  • 100% fino a quattro volte il minimo, ossia 2.447,40 euro;

  • 85% oltre 2.447,40 e fino a 3.059,25 euro;

  • 53% oltre 3.059,25 e fino a 3.671,10 euro;

  • 47% oltre 3.671,10 e fino a 4.894,80 euro;

  • 37% oltre 4.894,80 e fino a 6.118,50 euro;

  • 32% oltre 6.118,50 euro.

Sono importi lordi mensili, calcolati sul trattamento minimo ordinario 2026 di 611,85 euro, indicato dall’INPS. Il riferimento non è quindi il valore di 619,80 euro raggiungibile con l’incremento straordinario previsto per le pensioni più basse. Le soglie andranno confermate nelle operazioni di rinnovo, tenendo conto di eventuali conguagli.

Per individuare la fascia conta l’importo complessivo delle pensioni soggette alla perequazione cumulata. Chi riceve, per esempio, una pensione diretta e una reversibilità non ha due soglie separate: i trattamenti vengono considerati insieme e l’aumento viene ripartito proporzionalmente. Restano distinti i criteri propri delle prestazioni assistenziali, come assegno sociale e invalidità civile.

Quanto aumenterebbero gli assegni

Al 31 ottobre non risulta ancora disponibile la percentuale ministeriale di rivalutazione per il 2027. Per confrontare i due sistemi utilizziamo un’unica ipotesi del 2,9%, coerente con una stima basata sui dati FOI senza tabacchi di settembre, mantenendo invariato l’indice nell’ultimo trimestre.

La stessa percentuale viene applicata a entrambi i meccanismi. Gli importi seguenti sono quindi simulazioni mensili lorde, non aumenti definitivi.

Pensione lorda mensile

Aumento con le regole attuali

Aumento con la proposta 2027

Minore aumento mensile

1.000 euro

29,00 euro

29,00 euro

Nessuno

2.000 euro

58,00 euro

58,00 euro

Nessuno

2.450 euro*

71,04 euro

68,37 euro

2,67 euro

2.800 euro

80,18 euro

69,02 euro

11,16 euro

3.070 euro*

87,18 euro

64,66 euro

22,52 euro

3.500 euro

96,53 euro

53,80 euro

42,73 euro

4.000 euro

107,41 euro

54,52 euro

52,89 euro

5.000 euro

129,16 euro

53,65 euro

75,51 euro

6.500 euro

161,78 euro

60,32 euro

101,46 euro

Nei casi contrassegnati è applicata la clausola di salvaguardia. Calcoli arrotondati al centesimo; la differenza è tra gli aumenti esposti.

L’articolo 55 protegge infatti chi supera di poco ciascuna soglia: quando il calcolo ordinario darebbe un risultato inferiore, viene riconosciuto l’incremento necessario a raggiungere il valore della soglia precedente rivalutata.

Nell’esempio dei 2.450 euro, questa protezione porta l’aumento a 68,37 euro, anziché ai 60,39 euro ottenuti applicando semplicemente l’85% dell’indice all’intero assegno. L’importo effettivamente disponibile dopo le imposte dipenderà invece dalla situazione fiscale del pensionato.


di Leandro Castagna

 
 
 

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