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Scuola: tutela della sicurezza, funzione educativa e diritti fondamentali: riflessioni sulla pronuncia del TAR Toscana nel caso di sospensione di uno studente a Firenze

"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani evidenzia come la pronuncia del TAR Toscana, pur pienamente legittima e coerente con l’esigenza di tutela della... "

"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, con riferimento all’ordinanza cautelare con cui il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana ha rigettato l’istanza proposta dalla famiglia dello studente coinvolto nei gravi fatti verificatisi in un istituto scolastico di Firenze, ritiene opportuno formulare una riflessione che tenga congiuntamente conto del profilo giuridico-amministrativo e della dimensione socio-educativa sottesa alla vicenda.


La pronuncia in esame, nel riconoscere la prevalenza dell’interesse pubblico alla salvaguardia dell’incolumità della comunità scolastica rispetto all’interesse individuale alla frequenza in presenza, si pone in linea con i principi di precauzione, proporzionalità e adeguatezza dell’azione amministrativa. In tale cornice, il provvedimento disciplinare adottato dall’istituzione scolastica – consistente nella sospensione dalle attività didattiche in presenza fino al termine dell’anno scolastico – appare sorretto da adeguata motivazione e coerente rispetto alla gravità e alla reiterazione dei comportamenti accertati, idonei a determinare una situazione di concreto pregiudizio per la sicurezza e la serenità dell’ambiente scolastico.

Ciò nondimeno, il CNDDU rileva come la valutazione della legittimità del provvedimento non esaurisca la complessità della questione. L’istituzione scolastica, in quanto presidio costituzionale deputato alla formazione integrale della persona, è chiamata a operare secondo un bilanciamento effettivo tra esigenze di tutela della collettività e garanzia dei diritti fondamentali dello studente, tra cui il diritto all’istruzione, all’inclusione e al pieno sviluppo della personalità.



La vicenda in oggetto, caratterizzata da condotte di particolare gravità – quali l’introduzione di un’arma in ambito scolastico e la diffusione di contenuti di estrema violenza nei contesti comunicativi tra pari – evidenzia la necessità di un approccio sistemico che consenta di intercettare e affrontare precocemente situazioni di disagio, fragilità e possibile devianza, anche alla luce delle trasformazioni indotte dall’ambiente digitale e dalla crescente esposizione dei minori a contenuti lesivi della dignità umana. In tale prospettiva, la misura della sospensione dalle attività in presenza, pur legittima sotto il profilo della tutela immediata della sicurezza collettiva, non può determinare una compressione sostanziale del diritto allo studio.


L’indicazione contenuta nella pronuncia del TAR, relativa all’obbligo per l’istituzione scolastica di assicurare percorsi di istruzione e sostegno mediante modalità a distanza, deve essere interpretata quale espressione del principio di continuità educativa e di effettività della tutela dei diritti, richiedendo l’attivazione di interventi didattici ed educativi strutturati, personalizzati e interdisciplinari.

Si rende pertanto necessario che tali percorsi siano inseriti in una più ampia strategia di presa in carico, fondata sulla collaborazione tra istituzione scolastica, famiglia e servizi territoriali competenti, al fine di garantire non solo la prosecuzione del percorso formativo, ma anche un adeguato supporto sul piano educativo, relazionale e psicologico.


In conclusione, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani evidenzia come la pronuncia del TAR Toscana, pur pienamente legittima e coerente con l’esigenza di tutela della comunità scolastica, richiami con forza la responsabilità delle istituzioni nel garantire un equilibrato contemperamento tra sicurezza e finalità rieducative. Tale equilibrio costituisce il presupposto imprescindibile per l’attuazione concreta dei principi costituzionali e delle convenzioni internazionali in materia di diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Solo attraverso un approccio integrato, fondato su rigore giuridico, responsabilità istituzionale e consapevolezza pedagogica, sarà possibile assicurare che anche le situazioni di maggiore criticità siano affrontate in una prospettiva di tutela, inclusione e promozione dei diritti umani, nel rispetto della funzione educativa propria dell’istituzione scolastica".

di LA REDAZIONE







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