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Scuola, quante ore devono lavorare i docenti? Le regole tra cattedra, flessibilità e diritti

Dalle maestre dell'infanzia ai professori delle superiori: ecco come si organizza la settimana lavorativa degli insegnanti e quali sono i doveri dei presidi prima del ritorno in classe...

Durante i mesi di scuola, quante ore passano effettivamente dietro la cattedra gli insegnanti? Chi decide l’orario di lavoro dei docenti? Le regole contrattuali prevedono un monte ore diverso a seconda dell’età degli alunni. Si parte da 25 ore settimanali per chi insegna nella scuola dell’infanzia.


Si scende a 22 ore ( più 2 ore di programmazione, per un totale di 24 ore ) nella scuola primaria e infine 18 ore nelle scuole medie e superiori. In tutti i casi, le ore vanno distribuite su almeno cinque giorni alla settimana. Esiste però un certo margine di flessibilità. Infatti le ore possono essere distribuite su più settimane, chiedendo all’insegnante eventuali ore aggiuntive, che però non devono superare le quattro ore. Quindi se per esempio una settimana si lavora tre ore in più, dalla settimana successiva verranno recuperate. Tutta questa complessa organizzazione, però, non può essere improvvisata giorno per giorno.

Molto prima che gli studenti tornino sui banchi, il preside ha il dovere di stabilire un piano annuale. Questo documento contiene sia le ore di lezione vere e proprie, sia tutti quegli impegni accessori e funzionali al lavoro in classe. Il piano deve passare per l'approvazione del Collegio dei docenti e, se nel corso dei mesi dovessero nascere nuovi bisogni, può essere modificato sempre seguendo la stessa procedura democratica. Un dettaglio fondamentale riguarda chi non fa lezioni tradizionali. Infatti anche i docenti assegnati ai “posti di potenziamento”, o a ruoli misti, hanno gli stessi diritti dei loro colleghi, compreso quello di avere un orario settimanale ben definito e pubblicato. In aggiunta, se il preside deve decidere o modificare l’orario di lavoro degli insegnanti o del personale ATA, è obbligato a comunicarlo ai rappresentanti sindacali della scuola. Tutto ciò è previsto per permettere ai sindacati di analizzare la situazione e fare le proprie osservazioni. Insomma, la buona norma vuole che, ben prima che inizino le lezioni, orari e impegni siano già chiari, condivisi e trasparenti per tutti i lavoratori dell’istituto.



di La Redazione





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