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Scuola: Anief proclama lo stato di agitazione per la riforma degli Istituti Tecnici, a rischio docenti e percorsi formativi

Anief, insieme a Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams, chiede un confronto urgente con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per salvaguardare docenti, organici e percorsi delle classi prime degli Istituti Tecnici...

"Sulla riforma degli istituti tecnici il sindacato Anief ha proclamato lo stato di agitazione: questo perché durante gli incontri informativi con il Ministero dell’Istruzione è emerso che i quadri orari sono ancora incerti e che alcune discipline, come geografia, scienze applicate e disegno tecnico, rischiano di perdere ore o di essere riorganizzate in modo poco chiaro. Anche altre materie potrebbero subire penalizzazioni". Lo dice Daniela Rosano, segretaria generale Anief, commentando la revisione organizzativa e orario degli istituti Tecnici superiori. 


"Riteniamo – continua Rosano - che una riforma dell’Istruzione non possa comportare un costo così elevato per i lavoratori, fino al punto di rendere dei docenti perdenti posto e quindi soggetti a trasferimenti forzati. Per questo chiediamo l’apertura di un confronto con il Ministero dell’Istruzione. Siamo attualmente in stato di agitazione e ci aspettiamo che il dialogo possa essere costruttivo, affinché - conclude Rosano - la riforma sia compatibile con i diritti dei lavoratori".


Lo stato di agitazione del settore scuola - per il personale docente, ATA e dirigente proprio degli Istituti Tecnici statali – è stato proclamato il 1° aprile, giorno del rinnovo del Ccnl 2025-27, dall’Anief, attraverso una comunicazione congiunta con Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams e proclamano lo stato di agitazione. La comunicazione, sottoscritta dai segretari dei sindacati rappresentativi, è stata inviata - con richiesta di tentativo di conciliazione - al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Dipartimento Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre che inviata per conoscenza anche al Ministero dell’Istruzione e del Merito e alla Commissione di Garanzia sul Diritto di sciopero nei servizi pubblici.



Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “questa riforma va corretta perché c’è estrema necessità di tutelare le classi di concorso penalizzate, garantire una gestione equilibrata dei nuovi ambiti disciplinari e rassicurare il personale che non vi saranno riduzioni di ore e di organici. La riforma deve rappresentare un’occasione di rafforzamento degli istituti tecnici e non tradursi in una riduzione delle opportunità di formazione”.


Tutti i sindacati rappresentativi hanno quindi chiesto “la salvaguardia delle attuali titolarità per i docenti coinvolti nell’avvio dei nuovi percorsi di istruzione tecnica riguardante le classi prime nell’anno scolastico 2026/27, evitando il proporsi di situazioni di soprannumerarietà”. E ancora, i sindacati chiedono “la predisposizione di interventi di opportuna modifica al DL 144/2022, art. 26 bis comma 1, con particolare riferimento all’allegato 2-ter; la modifica del DM 29/2026 sui quadri orari degli istituti tecnici”. I sindacati hanno infine specificato che “rimangono in attesa di ricevere, entro 3 giorni lavorativi dal recapito della presente, la convocazione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ai fini di esperire il prescritto tentativo di conciliazione”.

di LA REDAZIONE







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