Schettini: "Siamo sotto pressione e nessuno ci ha insegnato come reggerla". L’esempio che spiega il peso delle aspettative, è una questione di fisica
- La Redazione

- 2 ore fa
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Con un semplice esempio di fisica il professore Vincenzo Schettini racconta perché oggi il carico delle aspettative pesa soprattutto sui...

Viviamo tutti sotto pressione, spesso senza accorgercene. Una pressione silenziosa, costante, che non schiaccia con la forza, ma con l’accumulo. È da qui che parte la riflessione di Vincenzo Schettini, che attraverso un semplice esempio di fisica prova a spiegare perché oggi, soprattutto i giovani, fanno sempre più fatica a reggere il peso delle aspettative. L’esperto in un suo recente intervento, in compagnia della senatrice Barbara Floridia, ci spiega “una delle grandezze fisiche più importanti, in questo momento, nella vita dei giovani”.
Schettini, durante la sua spiegazione, prende la mano della senatrice e afferma: “sto dando dei colpetti con la parte di dietro della penna diciamo con il tappo e che cosa sto facendo? Sto applicando una forza, attenti, ma se io ora giro la penna dalla parte della punta e applico la stessa forza?”. In quel momento una voce dal pubblico interrompe l’esperto e lo stesso afferma: “con la stessa forza concentrata su una piccolissima superficie, la pressione sarebbe stata incredibile e avrei bucato la mano di Barbara. Questo è il concetto di pressione in fisica, il rapporto tra la forza che agisce sulla superficie”.
Questo esempio è in realtà ciò che accade ad ognuno di noi, indistintamente, nella vita di tutti i giorni. Veniamo sommersi dalle cose da fare, dai noi nostri pregiudizi, dai commenti che provengono dall’esterno e in un attimo ci sentiamo schiacciati, sopraffatti dalla vita. Infatti dichiara Schettini:
“Questo è un concetto fondamentale nella vita di tutti, non solo di voi giovani, ma anche di noi adulti: viviamo sotto pressione. Ognuno di noi ha un carico. La forza è una grandezza vettoriale e noi la traduciamo nella vita con il carico di cose da fare”. Proprio così, noi non possiamo vedere il carico dell’altro e l’altro non può vedere il nostro, eppure, nonostante questi pesi, corriamo da una parte all’altra in maniera affannosa senza mai guardarci. Questa “è una vita che pretende che si faccia tutto, dobbiamo avere successo, deve accadere tutto velocemente e ti devono pure mettere "like" e ti devono pure criticare” afferma l'esperto, ponendo la sua attenzione sul cambio generazionale:
“Trent'anni fa questa cosa non succedeva, ti criticava la maestra, la mamma, due amici e tu non sentivi la pressione che ti bucava, oggi, invece, abbiamo le mani bucate dalla pressione. Siamo spaventati dalla pressione, questa cosa specialmente spaventa i ragazzi. I ragazzi sono sotto pressione”. Con i social, la vita di tutti ma soprattutto dei giovani è esposta a 360°, questo inevitabilmente comporta critiche e giudizi e per chi è ancora acerbo, non possedendo strumenti e consapevolezza necessaria, questi pesano un po' di più. I carichi di cui parla Schettini sono diversi eppure hanno tutti lo stesso effetto.
Alleggerire alcuni di questi pesi è difficile, quasi impossibile, come quelli che sentono ogni giorno un padre e una madre che si impegnano a mandare avanti la loro famiglia, ma c’è un qualcosa che ognuno di noi può fare e sta nell’osservare i pesi dell’altro e quando questi non sono evidenti, basti pensare che ognuno di noi combatte la propria battaglia quotidiana e con una critica in meno questa vita può risultare un po’ più semplice.
A te, lettore che ci segui, nella vita di tutti i giorni ti capita spesso di essere sotto pressione? Cosa fai per aiutare te stesso e l'altro ad alleggerire il peso della vita?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima. Condividere può aiutare altri lettori a meditare sulle varie battaglie quotidiane.
di NATALIA SESSA






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