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Schettini: Caldo, come possiamo aiutare il pianeta? Dalla geoingegneria alla regola delle 3R, è una questione di fisica

Il professore Schettini affronta il tema del riscaldamento globale partendo dalla geoingegneria e spiega perché le soluzioni più efficaci passano da gesti quotidiani...


Il professore Vincenzo Schettini ci propone un altro interessante argomento sulle temperature elevate, dopo i consigli personali e gli strumenti ad uso giornaliero come ventaglio, spruzzini con acqua e gli indumenti migliori da indossare, ci propone un tema che riguarda da vicino tutti. La riflessione dell’esperto prende il via da un commento nel quale viene attribuita una causa ben precisa a questo innalzamento delle temperature:

"Prof, il caldo è da addebitare alla geoingegneria, è tutta colpa della geoingegneria". Ma cos’è esattamente la geoingegneria? “È la manipolazione artificiale e su larga scala dell'ambiente terrestre per raffreddare il pianeta. Raffreddare il pianeta significa, in soldoni, impedire ad una parte della radiazione solare di attraversare l'atmosfera. Oppure di riflettere una parte della radiazione solare direttamente dall'atmosfera facendola rimbalzare nello spazio. Quindi, di conseguenza, questo fa diminuire il riscaldamento del pianeta”.


L’argomento riguarda da vicino tutti perché parla proprio del nostro pianeta e del modo in cui potrebbe cambiare, nel giro di pochi anni, anche il nostro modo di vivere. Le ipotesi messe sul tavolo dagli esperti di geoingegneria sono diverse: “Uno, l'aumento dell'albedo, ovvero, quella capacità di un oggetto di riflettere la luce. Due, le chiamano iniezioni di polveri nell'atmosfera, ovvero, usare palloni aerostatici per trasportare polveri minerali, termodinamica del congelamento, loro pensano di rendere il ghiaccio artico più spesso. Ancora, c'è un altro progetto teorico che vi voglio raccontare. Per esempio, si sta studiando anche di progettare uno scudo solare spaziale, ovvero posizionare riflettori fisici, invece di posizionarli però in atmosfera, alta atmosfera, posizionarli direttamente nello spazio, quindi praticamente tra la Terra e il Sole, per intercettare la radiazione solare prima che arrivi in atmosfera”.

In linea generale e senza entrare in troppi dettagli tecnici queste sono le proposte degli esperti di geoingegneria che Schettini ha successivamente deciso di commentare. Come vedremo le proposte presentano vantaggi e svantaggi: “la geoingegneria sono studi scientifici la cui soluzione è quella di diminuire il riscaldamento globale, che però purtroppo è una cosa complicatissima, perché  la geoingegneria solare cura i sintomi ma non la causa del riscaldamento terrestre. Iniettare polveri, riflettere la luce, non sono cose che eliminano, per esempio, la prima causa di aumento della temperatura terrestre che è la presenza sempre più massiccia dell'anidride carbonica nell'aria. Se la presenza di CO2 in atmosfera non si risolve, non appena l'effetto di questa “medicina della geoingegneria” dovesse svanire, saremmo punto e a capo”.

Come abbiamo anticipato l’argomento è delicato e divide oltretutto la comunità scientifica, c’è chi pensa che questi rimedi siano una soluzione valida e chi ha forti dubbi, poiché, proprio come pensa Schettini, queste soluzioni andrebbero ad arginare il problema, non ad eliminarlo. Inoltre, correggere le temperature elevate nell’atmosfera, vuol dire andare a rompere equilibri in altri posti del mondo. Cosa vuol dire questo? “Vi ricordate prima il discorso di pompare acqua nei ghiacciai, alterare la composizione delle nuvole oceaniche, questo potrebbe distruggere habitat delicatissimi. Un'altra critica riguarda gli effetti collaterali transfrontalieri. Modificare il clima in una nazione potrebbe causare siccità, alluvioni in paesi vicini. E questo è un guaio, perché se ci sono siccità, ci sono alluvioni, un paese diventa invivibile e la gente migra”.

In definitiva, non sappiamo ancora se le proposte della geoingegneria verranno messe in pratica ma sappiamo con certezza che una soluzione veramente valida sarebbe quella di “tagliare le emissioni di CO2” che è oltretutto l’obiettivo principale delle politiche climatiche. Questo piano potrebbe essere messo in campo  attraverso: l'aumento dell'efficienza energetica, il passaggio a fonti rinnovabili, la transizione verso l'elettrificazione. In merito a quest’ultimo passaggio, negli ultimi anni infatti, abbiamo potuto notare come il settore automobilistico si sia impegnato su questo fronte. Ma nel quotidiano come possiamo contribuire al taglio delle emissioni di CO2? Bastano pochi accorgimenti costanti, come: preferire spostamenti a piedi, in bici o con mezzi pubblici, passare ad una classe energetica più alta di elettrodomestici, utilizzare lampadine a LED e seguire la regole delle 3R: riduci, riusa, ricicla. 


Per te, lettore che ci segui, cosa ne pensi delle proposte della geoingegneria ? Cosa fai nella vita di tutti i giorni per ridurre le emissioni di Co2? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. Anche una semplice riflessione può contribuire ad arricchire il confronto e offrire un nuovo punto di vista a chi ci legge.




di Natalia Sessa

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