Rottamazione quinquies: Domande entro il 30 aprile. Pagamenti in 9 anni, 54 rate bimestrali, esempi e piano di rateizzazione (tabella)
- La Redazione

- 7 mar
- Tempo di lettura: 4 min
"La quinquies si concentra esclusivamente su debiti derivanti da omesso versamento di imposte accertate tramite controlli automatici e formali dell'Agenzia delle Entrate... "

Con la Legge di Bilancio 2026 arriva la rottamazione quinquies, una nuova possibilità per chi ha cartelle esattoriali e vuole chiudere i debiti con il Fisco pagando solo una parte delle somme dovute. La misura consente di eliminare sanzioni, interessi e aggio e di rateizzare il pagamento fino a 9 anni, ma non riguarda tutte le cartelle. L’ambito di applicazione è infatti più ristretto rispetto alle precedenti definizioni agevolate.
Un requisito centrale riguarda la posizione “a monte”: la rottamazione è pensata per chi ha presentato le dichiarazioni fiscali, ma non è riuscito a versare le imposte dovute.
Dunque, tale misura presenta degli aspetti positivi e negativi contemporaneamente, in quanto, da un lato prevede l’estensione della linea temporale dei pagamenti fino a 9 anni, dall’altro però presenta un ambito applicativo più ristretto rispetto alle precedente misure, come ad esempio la quater.
La quinquies si concentra esclusivamente su debiti derivanti da omesso versamento di imposte accertate tramite controlli automatici e formali dell'Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni annuali:
Cartelle risultanti dopo gli avvisi bonari, ovvero comunicazioni di irregolarità trasmesse dall’Agenzia delle Entrate dopo i controlli automatizzati delle dichiarazioni;
Omesso versamento di contributi INPS, con l’esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento;
Le sanzioni amministrative irrogate dalle Prefetture per violazioni del Codice della Strada.
Queste tre categorie devono rispettare anche il requisito temporale, ovvero, sono ammessi se affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Questo periodo è il primo filtro per capire se una cartella può essere definita.
Altra differenza importante da sottolineare è:
La rottamazione quater prevedeva la possibilità per le casse previdenziali di diritto privato di includere i propri carichi mediante specifica delibera da adottare entro il 31 gennaio 2023;
LA ROTTAMAZIONE QUINQUIES, invece, non prevede in alcun modo questa possibilità.
La normativa della rottamazione quinquies, ovvero, la legge 199 del 2025, regolamenta l'ambito applicativo ai soli contributi previdenziali dovuti all'INPS, escludendo:
Debiti scaturiti da controlli che hanno comportato l’emersione di redditi o imposte non dichiarate;
Contributi previdenziali dovuti alle Casse di categoria professionali;
Tributi locali (come IMU e TARI) e altre entrate locali, che seguono regole autonome e, quando possibile, richiedono interventi specifici degli enti territoriali.
Facciamo un esempio:
Se si possiedono dei debiti verso la cassa avvocati notificati entro il 31/12/2023, questi non possono rientrare nella rottamazione quinquies anche se è stato rispettato il limite temporale, proprio perché si tratta di una categoria di debiti esclusi dalla misura. In definitiva, questo vale per tutti i carichi affidati dalle casse previdenziali private, indipendentemente dalla data di notifica o dall'eventuale precedente inclusione nella rottamazione quater.
Dettagli strutturali della misura:
Veniamo alle scadenze, perché qui si gioca la tranquillità di chi vuole rientrare davvero. La domanda di adesione va presentata entro il 30 aprile 2026 e va trasmessa solo in modalità telematica. Entro il 30 giugno 2026 l’Agenzia comunica l’esito e le somme dovute, e da lì si passa ai pagamenti. Il contribuente può scegliere se pagare tutto in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026, oppure rateizzare fino a un massimo di 54 rate bimestrali. Ogni rata non può essere inferiore a 100 euro; sulla rateazione si applicano interessi del 3% annuo (con decorrenza dal 1° agosto 2026).
Resta poi la questione “quater”: chi è decaduto da precedenti definizioni può rientrare, ma con una limitazione precisa. La norma esclude il passaggio a chi, alla data del 30 settembre 2025, risultava in regola con i pagamenti della rottamazione quater.
Date del piano di pagamento (rateazione)
1ª rata: 31 luglio 2026
2ª rata: 30 settembre 2026
3ª rata: 30 novembre 2026
dalla 4ª alla 51ª: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre, 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2027
dalla 52ª alla 54ª: 31 gennaio 2035, 31 marzo 2035, 31 maggio 2035
Voce | Dettagli |
Debiti ammessi | Carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 |
Cosa si paga | Quota capitale (oltre alle spese previste), con stralcio delle componenti accessorie indicate dalla norma |
Cosa si elimina | Sanzioni, interessi, interessi di mora e aggio (secondo le regole della definizione agevolata) |
Requisito essenziale | Dichiarazione dei redditi presentata; fuori i debiti da accertamenti “sostanziali” su redditi non dichiarati |
Domanda | Online (modalità telematica) |
Scadenza domanda | 30 aprile 2026 |
Pagamento unico | Entro 31 luglio 2026 |
Pagamento rateale | Fino a 54 rate bimestrali (max 9 anni) |
Importo minimo rata | 100 euro |
Interesse rate | 3% annuo (dal 1° agosto 2026) |
Multe stradali | Ammesse le sanzioni amministrative irrogate dalle Prefetture (nei limiti della norma) |
Tributi locali | Non automatici: dipendono da scelte/delibere degli enti e da disciplina autonoma |
Decaduti precedenti rottamazioni | Ammessi se in possesso dei requisiti; limite per chi era in regola con la quater al 30 settembre 2025 |
di LA REDAZIONE
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