Riforma Istituti Tecnici, scontro con il MIM. FLC CGIL: “Il testo va in direzione opposta a quanto concordato”. Pronti alla mobilitazione
- La Redazione

- 2 ore fa
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Il sindacato contesta i nuovi orientamenti ministeriali e richiama gli impegni dell’8 luglio. Dal 15 settembre assemblee nelle scuole, sul tavolo anche lo sciopero delle attività aggiuntive

Siamo vicini allo scontro sulla riforma degli Istituti Tecnici. Dopo la pubblicazione dei Primi orientamenti per la progettazione curricolare, la FLC CGIL accusa il Ministero dell’Istruzione e del Merito di essersi allontanato dagli impegni assunti durante il confronto dell’8 luglio e annuncia una nuova fase di mobilitazione. Al centro della contestazione ci sono il curricolo, le ore delle discipline e le ricadute che il nuovo impianto potrebbe avere sul personale.
La posizione del sindacato è netta: “le indicazioni contenute nel recente documento ministeriale ‘Primi orientamenti per la progettazione curricolare’ smentiscono nei fatti le rassicurazioni che il Ministero dell’Istruzione e del Merito aveva fornito alla FLC CGIL nell’incontro dello scorso 8 luglio. Il testo va in direzione opposta a quanto concordato, azzerando ogni prospettiva di revisione del curricolo e negando il ripristino delle ore sottratte dal DL 144/2022”.
Il nodo delle ore e il rischio di docenti perdenti posto
La FLC CGIL torna in particolare sulle quote di autonomia oraria, che avrebbero dovuto consentire, secondo quanto riferisce il sindacato, di recuperare il monte ore delle discipline e limitare le conseguenze sugli organici. “Il testo smentisce le promesse sulle quote di autonomia oraria, che dovevano servire a reintegrare il monte ore delle discipline per evitare sovrannumerarietà e personale perdente posto”.
Ma la critica non è rivolta solo alle condizioni di lavoro dei docenti. Infatti, il sindacato mette in discussione la stessa impostazione della riforma e il rapporto sempre più stretto tra Istituti Tecnici e realtà produttive del territorio. “Con la copertura di concetti quali ‘co-progettazione’, ‘autonomia’ e ‘flessibilità territoriale’, si smantella l’identità nazionale dell’istruzione tecnica, si frammenta il biennio unitario e si trasformano gli istituti in ‘Hub di innovazione’ al servizio dei bacini produttivi di riferimento. Viene così mortificata la funzione formativa della scuola e vengono precarizzati i percorsi didattici degli studenti”.
Per la FLC CGIL, dunque, le preoccupazioni espresse nei mesi passati sono state confermate da quanto pubblicato dal Ministero: “i documenti pubblicati confermano esattamente i nostri timori. È in atto un attacco diretto alla funzione democratica della scuola pubblica, alla qualità della didattica e ai diritti di lavoratori e studenti”.
Assemblee dal 15 settembre, poi la mobilitazione
È nel passaggio finale che la protesta diventa concreta. Il sindacato annuncia una campagna nazionale di assemblee negli Istituti Tecnici dal 15 settembre al 15 ottobre e mette sul tavolo anche lo sciopero delle attività aggiuntive. “Non accetteremo che gli Istituti Tecnici siano ridotti a centri di addestramento per le imprese. Per contrastare questo disegno e pretendere il rispetto degli impegni dell’8 luglio avvieremo, dal 15 settembre al 15 ottobre, una campagna nazionale di assemblee negli Istituti Tecnici e metteremo in campo ogni forma di mobilitazione, a partire dallo sciopero delle attività aggiuntive”.
La riforma degli Istituti Tecnici si prepara così ad arrivare nelle scuole accompagnata da un confronto sindacale tutt’altro che chiuso. E questa volta la contestazione della FLC CGIL non si limita alle critiche: dal 15 settembre la protesta entrerà direttamente negli istituti.
di La Redazione
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