Docente licenziata dopo mesi di malattia, ora deve restituire 14mila euro: disoccupata e con una madre da assistere
- La Redazione

- 1 ora fa
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Undici mesi di malattia e aspettativa: licenziata per superamento dei limiti, ora il Ministero chiede la restituzione delle somme versate per errore...

Nel febbraio 2025 un'insegnante di 62 anni, impiegata presso una scuola superiore di Pordenone, è stata licenziata in seguito al superamento dei periodi massimi di assenza consentiti. La docente, trasferita in precedenza da Trieste e assegnata alla biblioteca dell'istituto a causa di alcune limitazioni fisiche, aveva accumulato a partire dal febbraio 2023 circa 11 mesi di assenza per malattia, alternati a sette mesi e mezzo di aspettativa non retribuita.
La normativa scolastica prevede che i docenti ricevono lo stipendio al 100% limitatamente ai primi 9 mesi di malattia. La retribuzione si riduce al 90% dal decimo mese e al 50% dal tredicesimo, per azzerarsi del tutto in caso di ulteriore aspettativa. Nonostante l’insegnante avesse inviato in tempo le pratiche per i permessi, la Ragioneria dello Stato di Trieste-Gorizia ha continuato a erogare la retribuzione intere per cause burocratiche.
Una settimana fa, il Ministero dell'Economia ha formalizzato una richiesta per il recupero delle somme versate. L’importo calcolato ammonta a 18.078,23 euro lordi che sono equivalenti a 13.920,23 euro netti.
L’episodio è stato reso noto dalla Flc Cgil di Pordenone. Il segretario generale Giuseppe Mancaniello ha comunicato che la ex docente avanzerà una richiesta di rateizzazione del debito. La donna si trova attualmente disoccupata e deve sostenere le spese per l'assistenza di una badante e della madre novantenne. Il sindacato ha fatto sapere che c'è tempo fino al 15 gennaio per valutare l'avvio di una procedura di reintegro, lanciando inoltre un appello pubblico per l'assegnazione di un nuovo impiego alla lavoratrice.
di LEANDRO CASTAGNA



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