Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita". L’invito a non avere paura e cosa significa davvero fidarsi di Lui oggi
- La Redazione

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Nel cuore dell’Ultima Cena, mentre tutto sembra vacillare, Gesù affida ai suoi una promessa che attraversa il tempo e invita a guardare la vita con occhi nuovi...

Di Don Vincenzo Carnevale
“Io sono la via, la verità e la vita”. È da queste parole che prende forma la riflessione proposta per la V Domenica di Pasqua. Nel cuore dell’Ultima Cena, mentre si prepara a vivere la passione, Gesù non lascia i suoi nella paura, ma li invita a fidarsi, a non smarrirsi, a riconoscere in Lui l’unico punto fermo.
In un tempo in cui tutto sembra incerto, questa omelia richiama a una verità essenziale: non esiste altra strada per comprendere davvero la vita, se non quella che passa da Cristo.
"Gesù, nel contesto dell’Ultima Cena, prima di consegnarsi volontariamente alla passione e morte in croce e compiere il Disegno di salvezza del Padre, che vuole che tutti gli uomini siano redenti e salvati per mezzo di lui, dopo aver rassicurato i Suoi sulla Sua risurrezione, ora, esorta i Suoi a fidarsi di lui e a liberarsi da ogni paura e “turbamento”, perché Egli non li lascerà mai soli e torna al Padre per preparare loro un posto nella Sua casa. Poi, ritornerà e li prenderà con Lui, perché dove è Lui siano anche loro. Perciò, “Non sia turbato il vostro cuore” e fidatevi delle mie Parole e promesse, e credete in me che “Sono la via, la verità e la vita”.
“La Via”, l’unica strada da percorrere e seguire per conoscere e vedere, “fin da ora”, il Padre, è Gesù, perché Egli e il Padre sono “una cosa sola” (Gv 10,30) ed “Egli è nel Padre e il Padre è in Lui” (Gv 14,9.11).Egli è “La Verità” sul Padre e, perciò, solo Egli può rivelarceLo e in Lui possiamo vederLo e riconoscerLo; Egli è “la Verità” su ciascuno di noi e, perciò, solo in Lui possiamo conoscere la nostra vera identità di figli di Dio e la nostra vocazione a comportarci e a vivere da Suoi figli, riconoscenti e obbedienti.
Gesù è “La Vita” che ci vivifica, comunicandoci la Sua vita, ci fa rinascere a vita nuova, liberandoci dal peccato, che causa la morte, e ci relaziona al Padre che è in Lui e ce lo fa conoscere nelle Sua persona e nelle Sue opere. Perciò, se “abbiamo conosciuto” Gesù, abbiamo “conosciuto” e “visto” il Padre, perché solo la Sua Persona può rivelarceLo e farceLo conoscere, e, per questo, chi crede in Lui, crede nel Padre, e chi si pone in comunione con Lui, è in comunione anche con il Padre.
Egli è la Verità sul Padre, su ciascuno di noi e sulle nostre storie personali e comunitarie, soddisfa ogni nostro desiderio di conoscere la verità sulla nostra identità e sulla nostra vera missione da compiere, perché, senza la Sua verità, che “ci fa liberi” (Gv 8,33). Le altre nostre verità terrene possono essere inquinate e false, come senza la Sua vita, la vita, che propone il mondo, non è vita e non è degna di essere vissuta. Gesù, dunque, criterio unico per ogni nostra scelta: è l’unica Via di salvezza da seguire e da percorrere, l’unica Verità da accogliere e ad Essa conformare tutte le nostre incomplete e ombrose verità, l’unica Vita che è fonte di rinascita e vita nuova, vivificata e rigenerata dalla grazia della Sua morte e Risurrezione.



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