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PEI e sostegno: ore insufficienti? Storica sentenza della Cassazione: famiglie subito dal giudice civile contro i tagli alle ore

Aggiornamento: 1 giorno fa

Una storica sentenza stabilisce che il piano educativo della scuola è valido fin da giugno. Niente più procedure complesse o perdite di tempo al Tar...

Per molte famiglie di studenti con disabilità potrebbe cambiare tutto: meno ostacoli burocratici, tempi più rapidi e maggiori tutele sul diritto allo studio. È una sentenza di importanza cruciale quella pubblicata dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza numero 12704 del 5 maggio 2026, destinata a cambiare in meglio la vita di moltissime famiglie di alunni con disabilità.


I giudici hanno stabilito un principio molto chiaro: se la scuola assegna a uno studente un numero di ore di sostegno inferiore a quello indicato dal GLO, i genitori possono fare immediatamente ricorso al tribunale civile, configurando una possibile condotta discriminatoria. E non è tutto. La legge (la numero 67 del 2006) prevede in questi casi non solo l'assegnazione delle ore mancanti, ma anche il diritto a ottenere un risarcimento economico: sia per i danni materiali dimostrabili, sia per quelli "non patrimoniali", legati cioè alla sofferenza e all'ingiustizia di aver subito una discriminazione. La decisione della Cassazione è fondamentale perché cancella un equivoco che per anni ha disorientato scuole, avvocati e famiglie.


Tutto ruotava attorno alla natura del documento con cui si stabiliscono le ore di sostegno, il cosiddetto Pei (Piano Educativo Individualizzato). Fino a oggi si discuteva se questo piano, redatto a giugno, fosse solo una proposta "provvisoria" o una decisione "definitiva". Un dubbio non da poco: se l'atto è provvisorio, la legge impone di fare ricorso al Tar (il tribunale amministrativo), affrontando procedure diverse e spesso costose che venivano poi dichiarate non valide. I giudici hanno spazzato via ogni dubbio, stabilendo che il documento stilato dalla scuola è un atto definitivo a tutti gli effetti.



La stessa Cassazione ha fatto notare l’assurdità della tesi contraria, in passato sostenuta anche dal Ministero dell’Istruzione: se i piani educativi formulati a giugno non fossero considerati validi e definitivi, gli studenti con disabilità si ritroverebbero a iniziare l’anno scolastico a settembre senza l’insegnante di sostegno, dovendo aspettare la fine di ottobre per l’ufficialità. Una situazione definita inaccettabile.


A sollevare il caso e a portare la questione fino al gradino più alto della giustizia italiana sono stati i genitori di uno studente con disabilità grave. Ritenendo insufficienti le ore assegnate dal piano educativo, la famiglia si era rivolta al Tribunale di Busto Arsizio, che aveva dato loro ragione aumentando il tempo di sostegno. La scuola però si era opposta e la Corte d’Appello di Milano aveva bloccato tutto, sostenendo proprio che essendo il documento “provvisorio”, la competenza spettasse al Tar e non al giudice civile. Ora la parola fine scritta dalla Cassazione rimette le cose a posto, fornendo alle famiglie uno strumento rapido e diretto per far valere i diritti dei propri figli.

di La Redazione





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