Novara: “Per i genitori coraggiosi il disordine è uno spettacolo, un momento di apprendimento e di scoperta"
- La Redazione

- 2 ore fa
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"Una scena che rappresenta la quotidianità per molte madri o padri: vestiti sgualciti, letto disfatto, zaino e libri sparsi. Ma il disordine per un adolescente è sperimentare, infatti afferma..."

Quante volte i genitori entrando nelle camere dei loro figli si arrabbiano vedendo caos e disordine? Eppure, l’esperto di pedagogia, Daniele Novara, afferma che questa caratteristica è una delle più sane che un bambino o adolescente può avere: “Anni fa, un’amica mi fece vedere con una certa arrabbiatura, e senza nascondere una sorta di ribrezzo, la foto della camera della figlia diciassettenne: un vero e proprio cimitero di vestiti sparsi ovunque senza quasi la possibilità per la mamma di entrare”.
Una scena che rappresenta la quotidianità per molte madri o padri: vestiti sgualciti, letto disfatto, zaino e libri sparsi. Ma il disordine per un adolescente è sperimentare, infatti afferma Novara: “L’amica non mi nascose la sua preoccupazione per quello «spettacolo». Io le ricordai che non esistono adolescenti ordinati o disordinati, ma esistono adolescenti per i quali l’ordine o il disordine possono costituire un momento di apprendimento e di scoperta”. Inoltre, spesso queste caratteristiche rappresentano un aspetto della propria personalità, ci sono individui più inclini all’ordine e altri più inclini al disordine, ciò non toglie il fatto che in entrambi i casi si può migliorare.
Perché anche il “troppo ordine” o la “troppa perfezione” non sono indice di un’emotività stabile e serena, anzi. A tal proposito Novara dichiara: “Non ha senso presupporre che un adolescente disordinato lo sarà altrettanto nel resto della vita, così come non si può presupporre che un bambino vivace continuerà a correre come un forsennato e diventerà un grande atleta”.
Nel disordine delle loro stanze i giovani si ritrovano, è un modo per affermare agli adulti e a loro stessi che stanno crescendo. Questo può essere visto come un atto provocatorio dai genitori ma: “Urlare, arrabbiarsi, giudicare e tentare di controllare l’incontrollabile, finisce con il creare le condizioni perché questa situazione si cristallizzi, sia nel comportamento, sia nell’opposizione a chiunque cerchi di riportarlo all’infanzia e ai suoi rimproveri. Territorio a cui ragazzi e ragazze non hanno alcuna intenzione di ritornare”.
Il rimprovero dunque scaturisce l’effetto contrario perché riporta i giovani in una dimensione di sottomissione, li fa sentire piccoli e incapaci di badare a loro stessi. Naturalmente l’esperto descrive una situazione borderline, quando tutto questo diventa insostenibile e ingestibile. Un primo passo da poter compiere è quello di educare all’ordine negli spazi comuni ed essere un po’ più permissivi nei loro spazi.
La situazione non deve mai diventare insostenibile da entrambe le parti, è importante prediligere un equilibrio e un momento di confronto anche su queste tematiche. Conclude Novara: “Ah, dieci anni dopo ho incontrato nuovamente la mia amica. Ora sua figlia è laureata e lavora nelle istituzioni europee avendo vinto un concorso già a ventisei anni”.
di NATALIA SESSA



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