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“Nelle piccole isole serve un modello stabile”. CNDDU: a Ginostra scuola aperta per una sola alunna, a Filicudi manca il docente

17 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Il Coordinamento chiede di superare le soluzioni emergenziali: continuità del personale, sostituzioni tempestive e una programmazione che tenga conto delle specificità dei territori insulari

Una scuola primaria che riapre dopo oltre vent’anni per accogliere una sola alunna. Accade a Ginostra, piccolo borgo dell’isola di Stromboli, dove Aysha ha potuto iniziare le lezioni. Una storia che il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani considera un risultato importante, perché dimostra che il diritto all’istruzione può essere garantito anche dove i numeri sono piccolissimi.

“L’avvio delle lezioni per Aysha, unica alunna del borgo, dimostra che anche in presenza di numeri estremamente ridotti è possibile individuare soluzioni amministrative compatibili con le specificità territoriali.” Ma basta spostarsi a Filicudi perché il quadro cambi. Qui Tiziana, dieci anni, non ha potuto iniziare regolarmente le lezioni a causa della mancata disponibilità dell’insegnante tutor.

Due bambine, due piccole isole e due situazioni differenti che, per il CNDDU, fanno emergere lo stesso problema: “nelle realtà insulari l’autorizzazione di una classe o di un presidio scolastico deve essere accompagnata dalla preventiva garanzia delle risorse professionali necessarie al suo effettivo funzionamento.”

Per il Coordinamento non è sufficiente intervenire ogni anno con soluzioni eccezionali. Le particolari condizioni geografiche delle isole minori richiedono una programmazione stabile, capace di assicurare continuità del personale, sostituzioni tempestive e un'organizzazione adeguata anche delle pluriclassi.


E c'è un altro aspetto che il CNDDU invita a non trascurare: una scuola con pochissimi alunni non può essere valutata soltanto attraverso i numeri e i costi immediati. “Il costo immediato di una struttura destinata a pochissimi studenti deve essere confrontato con i costi sociali ed economici indiretti prodotti dalla progressiva riduzione dei servizi essenziali, dalla mobilità forzata delle famiglie e dall’ulteriore indebolimento demografico dei territori.”

Da qui la richiesta di definire un modello specifico per le piccole isole, nel quale anche le tecnologie possano aiutare la didattica, senza trasformare però il collegamento a distanza nella risposta ordinaria alla mancanza di insegnanti.


Il significato delle due storie viene sintetizzato dal Coordinamento in poche parole: “Ginostra dimostra che una risposta amministrativa è possibile; Filicudi segnala che tale risposta deve essere resa stabile e prevedibile.”

Perché mantenere aperta una scuola in una piccola isola significa anche consentire alle famiglie di restare, contrastare lo spopolamento e contribuire alla sopravvivenza degli altri servizi. Per il CNDDU, quindi, Ginostra non dovrebbe rimanere un’eccezione, ma diventare il punto di partenza per una disciplina più organica delle scuole delle isole minori.


di La Redazione


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