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Mattarella, l'allarme su inflazione e salari: "Aggrediscono il tenore di vita dei cittadini"

1 ora fa
Tempo di lettura: 4 min

Il Presidente della Repubblica richiama la necessità di proteggere il risparmio delle famiglie. I dati ISTAT confermano la pressione sui redditi: inflazione al 5,4% e retribuzioni che faticano a recuperare il potere d'acquisto perduto.

C'è una distanza che continua ad allargarsi tra ciò che le famiglie guadagnano e ciò che devono spendere per vivere. Si misura al supermercato, quando arriva una bolletta, quando bisogna affrontare una spesa imprevista. E diventa ancora più evidente quando, alla fine del mese, non rimane nulla da mettere da parte. È su questa fragilità che interviene Sergio Mattarella. Nel messaggio inviato il 30 ottobre 2026 in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, il Presidente della Repubblica richiama una questione che riguarda milioni di cittadini: la capacità dei redditi da lavoro di difendere il tenore di vita dall'aumento dei prezzi.


Il Capo dello Stato parla di "conflitti geo-economici e geo-politici" che, insieme all'inflazione e a "una dinamica salariale inoperosa", aggrediscono "il tenore di vita dei cittadini". Parole che richiamano un problema concreto: quando i prezzi aumentano più velocemente degli stipendi, il lavoro perde progressivamente la capacità di garantire le stesse condizioni di vita.


I dati ISTAT confermano l'allarme: prezzi in aumento, salari più lenti

Il messaggio del Presidente arriva nella stessa giornata in cui l'ISTAT diffonde numeri particolarmente significativi. Secondo le stime preliminari, a ottobre 2026 l'inflazione è salita al 5,4% su base annua, dal 4,2% di settembre. Nello stesso periodo, i dati sulle retribuzioni contrattuali mostrano una crescita più contenuta. A settembre gli stipendi previsti dai contratti collettivi risultavano aumentati del 2,5% rispetto allo stesso mese del 2025. I due valori si riferiscono a mesi differenti e non rappresentano, da soli, una misura esatta della perdita di potere d'acquisto.


Evidenziano però una difficoltà che accompagna da tempo l'economia italiana: la capacità delle retribuzioni di recuperare gli aumenti dei prezzi. Nel Rapporto annuale 2026, l'ISTAT ha documentato che, alla fine del 2025, il potere d'acquisto delle retribuzioni contrattuali era ancora inferiore dell'8,6% rispetto al 2019. Questo significa che il problema non riguarda soltanto i rincari degli ultimi mesi. Per molte famiglie si tratta anche di recuperare una capacità di spesa compromessa negli anni precedenti.

Il risparmio diventa sempre più difficile quando lo stipendio serve appena a vivere

Il passaggio centrale del messaggio presidenziale riguarda il valore del risparmio.

"Il risparmio è una risorsa vitale per le famiglie, per la società che se ne avvale per promuovere lo sviluppo". Risparmiare significa poter affrontare una malattia, sostenere gli studi di un figlio, sostituire un elettrodomestico, programmare una spesa importante senza compromettere l'equilibrio familiare. Ma quando il reddito viene assorbito dalle necessità quotidiane, il risparmio smette di essere una scelta e diventa una possibilità sempre più difficile da realizzare. Il Presidente richiama, non a caso, l'articolo 47 della Costituzione, che tutela il risparmio in tutte le sue forme.

"Tutelare il risparmio, secondo quanto la Costituzione prescrive, significa garanzia degli strumenti che lo impiegano e remunerazione che ne incoraggi uno stabile utilizzo". Il richiamo costituzionale riguarda la sicurezza e la valorizzazione delle risorse accantonate. Ma le parole sull'inflazione e sui salari pongono anche una questione precedente: per poter risparmiare, occorre prima disporre di un reddito sufficiente a sostenere le spese essenziali.


L'inflazione non pesa allo stesso modo su tutte le famiglie

L'aumento dei prezzi non colpisce tutti con la stessa intensità. Chi dispone di un reddito elevato può avere maggiori margini per modificare le proprie abitudini di consumo. Per una famiglia con entrate limitate, invece, alimentazione, energia e trasporti assorbono una quota più consistente delle risorse disponibili. I dati ISTAT relativi al terzo trimestre 2026 mostrano questa differenza: l'inflazione misurata dall'indice armonizzato ha raggiunto il 4,4% per le famiglie con i livelli di spesa più bassi, contro il 2,9% per quelle con i livelli più elevati. Il rischio è che l'aumento dei prezzi finisca per ampliare le disuguaglianze, colpendo maggiormente chi dispone di meno risorse. E il disagio non riguarda esclusivamente chi non ha un'occupazione. Può coinvolgere anche famiglie nelle quali si lavora regolarmente, ma il reddito non cresce abbastanza da conservare il potere d'acquisto.


Mattarella richiama l'Europa: proteggere i risparmi dalla speculazione

Nel suo intervento il Capo dello Stato indica anche una prospettiva europea. "Una piena integrazione europea si presenta, anche in questo ambito, come lo strumento di difesa migliore contro la finanza meramente speculativa". Mattarella richiama la necessità di superare gli ostacoli al mercato unico e di favorire investimenti capaci di rafforzare le economie europee. Il risparmio, nella visione del Presidente, non deve essere soltanto custodito. Deve poter contribuire allo sviluppo economico attraverso strumenti sicuri e investimenti produttivi. Ma il messaggio del 30 ottobre lascia soprattutto una domanda che riguarda la vita quotidiana dei cittadini. Quanto vale un aumento di stipendio, se nel frattempo cresce ancora di più il costo di ciò che serve per vivere? È una domanda che attraversa le condizioni di lavoratori, pensionati e famiglie. E che non trova risposta nella sola crescita nominale delle retribuzioni. Perché il benessere non si misura esclusivamente da quanto denaro entra ogni mese, ma da ciò che quel denaro consente ancora di acquistare, di progettare e di conservare per il futuro. Le parole di Mattarella riportano così il confronto economico alla sua dimensione più concreta: la tutela del risparmio non può essere separata dalla capacità dei redditi di garantire una vita dignitosa e una prospettiva di sicurezza economica alle famiglie.

di Katia Piemontese



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