Niente voti in pagella, ma una lettera per ogni bambino. A Napoli una scuola dice no alla riforma Valditara
- La Redazione

- 14 giu
- Tempo di lettura: 2 min
In un istituto paritario spariscono i giudizi sintetici imposti dalla riforma, sostituiti da valutazioni discorsive per ogni bambino. Gli insegnanti denunciano...

Niente voti numerici ma una lettera discorsiva e argomentata, indirizzata direttamente al bambino per spiegargli progressi, distrazioni e fatiche. All'interno di un istituto paritario di Napoli la valutazione di metà anno si è trasformata radicalmente. A far emergere questa singolare iniziativa, come riporta il quotidiano La Repubblica, è la volontà del corpo docente di non sottostare alle nuove regole imposte dal Ministero.
L'idea degli insegnanti è che il percorso di apprendimento sia una questione complessa che deve emergere in modo critico e continuo, mettendo lo studente di fronte a ciò che sa o non sa fare, senza etichettarlo con sintesi rigide. Per questo motivo, le famiglie erano state avvertite in modo trasparente fin dai primi giorni di lezione. Tramite una comunicazione ufficiale, i docenti hanno spiegato di preferire una valutazione centrata sul percorso individuale di ogni bambino e sul suo processo di crescita.
Un principio, quest'ultimo, che l'istituto ha deciso di richiamare in pagella persino alla voce relativa al comportamento. Per aggirare l'obbligo del voto, infatti, la scuola ha deciso di assegnare una valutazione sintetica identica per tutti gli alunni della classe, lasciando che a parlare e a fare la differenza sia unicamente il giudizio descrittivo. Secondo quanto spiegato dall'istituto, l'obiettivo è quello di valorizzare il percorso di apprendimento dei bambini attraverso strumenti ritenuti più adatti a raccontarne progressi, difficoltà e potenzialità.
Questa azione nasce come una protesta nei confronti delle recenti direttive governative. La cosiddetta riforma Valditara, resa operativa nello specifico dall'Ordinanza Ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025, ha infatti imposto il ritorno ai giudizi sintetici per tutte le discipline della scuola primaria, educazione civica compresa, cancellando le precedenti modalità descrittive. Il nuovo pacchetto di regole ministeriali prevede inoltre, passando alla scuola secondaria di primo grado, il ritorno del voto di condotta espresso in decimi, stabilendo la non ammissione automatica all'anno successivo o all'esame finale per chiunque ottenga un punteggio inferiore alla sufficienza. Disposizioni a cui tutte le scuole italiane avranno tempo di adattarsi fino all'ultimo periodo dell'anno scolastico in corso, ma che a Napoli hanno già trovato una ferma e creativa resistenza.
di Leandro Castagna




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