Legge di Bilancio 2027, possibili tagli al personale scolastico: Ancodis lancia l’allarme su organico di potenziamento e ATA e sui rischi per l’autonomia delle scuole
Il presidente Rosolino Cicero esprime la preoccupazione dell’associazione per le possibili riduzioni previste dalla legge di Bilancio 2027. Secondo Ancodis, tagliare i posti di potenziamento e il personale ATA significherebbe ridurre l’organico...

Non è soltanto una questione di posti di lavoro, ma di capacità delle scuole di garantire un'offerta formativa adeguata e un'organizzazione efficiente. È questo il punto sul quale interviene ANCODIS, che esprime preoccupazione per le ipotesi di riduzione dell'organico di potenziamento e del personale ATA nell'ambito della legge di Bilancio 2027.
A prendere posizione è il presidente Rosolino Cicero, che richiama le conseguenze che una simile scelta potrebbe avere sulla quotidianità delle istituzioni scolastiche. "Tagliare i posti di potenziamento e del personale ATA significa in primis ridurre l'organico dell'autonomia, LIMITARE l'autonomia didattica e organizzativa di una scuola, condizionarne significativamente l'offerta formativa, non garantire un efficiente servizio a tutela del diritto allo studio". Per ANCODIS, il problema riguarda anche il modo in cui viene considerato il personale scolastico. I docenti impiegati nelle attività di potenziamento, così come il personale ATA, rappresentano risorse necessarie al funzionamento degli istituti e non semplici voci di spesa da ridimensionare. "I docenti ancora impropriamente chiamati "di potenziamento" (oggi esiste solo l'organico dell'autonomia) unitamente al personale non docente non sono un costo per il bilancio dello Stato ma risorse fondamentali per il quotidiano funzionamento didattico e organizzativo di ogni scuola!!".
La preoccupazione dell'associazione nasce dalla conoscenza diretta delle difficoltà che le scuole affrontano nell'organizzazione delle attività didattiche e nella gestione dei servizi. Una riduzione dell'organico, sostiene Cicero, rischierebbe di compromettere proprio quegli strumenti attraverso i quali le istituzioni scolastiche esercitano concretamente la propria autonomia. "Ecco perchè ANCODIS ritiene inaccettabile l'ipotesi di riduzione dell'organico dell'autonomia con i "presunti tagli di personale" che non tengono conto né della qualità della funzione didattica né dell'efficienza organizzativa di una comunità scolastica e che di fatto determinerebbe conseguenze negative certamente non irrilevanti per una comunità scolastica. Pertanto, chiediamo al legislatore di ponderare bene questa scelta politica che avrebbe come risultato solo un danno alla scuola autonoma che noi collaboratori dei dirigenti scolastici ben conosciamo per la sua complessità". L'appello è dunque rivolto al legislatore, affinché valuti le ricadute delle misure ipotizzate prima di intervenire sulle risorse professionali a disposizione delle scuole. Per ANCODIS, sostenere l'istruzione significa consentire agli istituti di rispondere ai bisogni degli studenti, senza indebolirne l'organizzazione.
"Auspichiamo quindi che la scuola torni davvero ad essere il pilastro del sistema paese che merita di essere sostenuto finanziariamente dalle forze politiche non con presunti tagli al personale ma con la necessaria determinazione in una visione di investimento che guarda al futuro del paese. Almeno che non prevale la miopia di chi oggi ha la responsabilità politica di governare il Paese e di guardare al futuro dei nostri giovani". La posizione di ANCODIS richiama così una questione che va oltre il numero dei posti eventualmente interessati dalle riduzioni. L'autonomia scolastica, per essere esercitata concretamente, ha bisogno di personale e risorse adeguate. È su questo equilibrio tra scelte di bilancio, organizzazione degli istituti e diritto allo studio che l'associazione chiede un ripensamento della manovra.
di La Redazione
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