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LA SCELTA DEL SOSTEGNO VA FATTA PER VOCAZIONE, NON COME RIPIEGO

Aggiornamento: 16 apr 2022

Le parole del Sottosegretario all’Istruzione dopo la vicenda dell’alunno disabile deriso dalle maestre in chat


In una scuola di Roma, un bambino con disturbo dello spettro autistico è stato deriso in chat da alcuni insegnanti. A tal proposito Rossano Sasso, Sottosegretario all’Istruzione, ha avuto un primo colloquio telefonico con la mamma del bambino per manifestare la propria solidarietà e la vicinanza delle Istituzioni.

La donna è apparsa ancora molto scossa dalla vicenda e restia a far tornare suo figlio a scuola, nonostante per lui sia molto importante stare in mezzo ai compagni e andare avanti nel suo percorso formativo.


Giungono parole forti e piene di significato dal profilo Twitter di Sasso, che commenta la vicenda:


“Chi insulta, maltratta o deride uno studente non merita di insegnare, soprattutto se è un docente di sostegno e l'alunno è disabile.

#maestre così non ci dovrebbero nemmeno entrare a #scuola

Chi non è in grado di educare e istruire, cambi mestiere”.


Sasso ha inoltre chiesto all’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio di acquisire tutte le informazioni necessarie a capire la dinamica dei fatti per accertare eventuali responsabilità.


“Non è tollerabile la presenza nei nostri istituti di insegnanti senza alcuna attitudine per svolgere una professione tanto delicata. Evidentemente va rivisto qualcosa nei meccanismi di valutazione e selezione di chi aspira a ricoprire il ruolo di docente di inclusione e sostegno e non solo. C’è bisogno di persone realmente motivate, che intraprendano questa strada per vocazione e non come ripiego. Lo dobbiamo ai nostri ragazzi e ai loro genitori e agli stessi docenti”.


di CARLO VARALLO

contatti: redazione@ascuolaoggi.it - info@ascuolaoggi.it




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