Internet nelle scuole, la FLC CGIL denuncia la fine dei fondi: "Serve un finanziamento permanente"
Dopo la scadenza dei finanziamenti del Piano Nazionale Banda Ultra Larga, numerosi istituti scolastici rischiano di restare senza copertura per la connessione Internet. La FLC CGIL chiede...

Scuole senza connessione o costrette a trovare nel proprio bilancio le risorse per continuare a utilizzare internet. È la situazione denunciata dalla FLC CGIL, che in un documento del 26 ottobre chiede al Ministero dell’Istruzione e del Merito di intervenire sulla scadenza dei servizi finanziati dal piano per la banda ultralarga.
Secondo il sindacato, la cessazione della copertura sta obbligando numerosi istituti a sostenere nuovi contratti per garantire le attività didattiche e amministrative.
La richiesta è di affrontare l’emergenza con un tavolo di confronto urgente, accompagnato da risorse che assicurino la continuità del servizio.
La scadenza dei cinque anni finanziati
La prima fase del Piano Scuola connessa, attuata da Infratel e dalle società regionali coinvolte, prevede cinque anni di connettività, assistenza e manutenzione. Per le sedi collegate per prime, quel periodo sta progressivamente arrivando al termine: il problema riguarda dunque la prosecuzione del servizio dopo la scadenza della copertura.
Il piano non ha un’unica data di chiusura per tutte le scuole. Nell’aggiornamento del 14 ottobre, Infratel indica 27.457 sedi attivate al 30 settembre 2026 nell’ambito della prima fase, con interventi regionali ancora da completare.
Il numero descrive l’avanzamento delle connessioni realizzate, non quello degli istituti rimasti senza internet.
Il contrasto con gli investimenti nella scuola digitale
È sulla continuità del collegamento che la FLC CGIL concentra la propria denuncia. Registri elettronici, comunicazioni con le famiglie, piattaforme didattiche e procedure amministrative richiedono ogni giorno l’accesso alla rete.
Il sindacato contesta quindi la distanza tra gli investimenti nelle dotazioni digitali e la disponibilità delle infrastrutture necessarie per utilizzarle: “Riteniamo che sia una contraddizione intollerabile quella per cui il MIM in questi anni anche attraverso i progetti della Missione 4 PNRR, da un lato, abbia imposto alle scuole di garantire la transizione digitale con uso pervasivo di piattaforme per qualsiasi attività dai registri elettronici, rapporti con le famiglie, e-learning, prove INVALSI a tutte le pratiche amministrative e, dall’altro, privi di fatto le scuole delle infrastrutture di base”.
La richiesta di un finanziamento stabile
Il tema è arrivato anche in Parlamento. Nell’interrogazione del 13 ottobre, a prima firma Simona Malpezzi, viene chiesto al Governo quante sedi perderanno la copertura gratuita nel 2026/27 e nel 2027/28 e quali iniziative intenda assumere per evitare interruzioni o costi aggiuntivi per scuole ed enti locali. La FLC CGIL chiede che la connessione venga finanziata come una spesa ordinaria: “È necessaria inoltre la creazione di un fondo strutturale e permanente destinato alla connettività di tutti gli istituti scolastici e la rete internet deve rientrare a pieno titolo nei costi di funzionamento ordinario garantiti”. L’obiettivo indicato dal sindacato è consentire alle scuole di programmare le attività senza dover cercare, a ogni scadenza, nuove risorse per mantenere attivo il collegamento.
di Leandro Castagna
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