Aumentano gli alunni con disabilità ma diminuisce il personale ATA, inclusione a rischio nelle scuole
- La Redazione

- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min
La FLC CGIL denuncia il divario tra aumento degli studenti con disabilità e riduzione dei collaboratori scolastici. Chiesto un intervento urgente...

In Italia il diritto allo studio e all'inclusione rischia di trasformarsi in un privilegio. Da una parte le istituzioni mettono nero su bianco il dovere di assistere al meglio gli studenti più fragili, dall'altra le scuole si ritrovano con i corridoi sguarniti e un organico ausiliario ridotto all'osso. A sollevare il velo su questo profondo controsenso è la FLC CGIL, che attraverso la segretaria generale Gianna Fracassi ha inviato un appello urgente all'Autorità Garante per i diritti delle persone con disabilità e all'Autorità per l'Infanzia e l'Adolescenza.
Al centro della dinamica c'è l'applicazione della recente Delibera n. 9 (e della relativa Raccomandazione n. 2), che impone agli istituti di garantire un'impeccabile assistenza igienico-personale ai ragazzi con disabilità. Un principio che si scontra con una falla numerica negli organici di chi, materialmente, è chiamato a svolgere questo compito in prima linea: i collaboratori scolastici.
A parlare sono i numeri ufficiali del Ministero, elaborati dal sindacato e allegati alla denuncia, che mostrano una discrepanza evidente.
Nell'anno scolastico 2021/2022 gli alunni con disabilità nelle nostre scuole erano circa 277.800; oggi, stando alle stime basate sui trend di crescita, sfiorano quota 360.000. A fronte di questo balzo in avanti di oltre ottantamila unità, il contingente dei collaboratori scolastici non ha registrato l'ombra di un adeguamento: dal 2021 a oggi è rimasto letteralmente pietrificato a 131.143 unità. L'anomalia è ancora più stridente se si pensa che, al contrario, il Ministero cerca faticosamente di ritoccare verso l'alto il numero degli insegnanti di sostegno per inseguire la curva delle diagnosi. Per il personale ATA, invece, la matematica ministeriale sembra viaggiare al contrario.
Per tradurre la burocrazia in realtà, la sigla sindacale ha fornito ai Garanti l'esempio lampante di un grande polo d'istruzione superiore che accorpa diversi indirizzi (liceali, tecnici e professionali). A settembre questa struttura accoglierà un centinaio di ragazzi in più, formerà cinque nuove classi e dovrà assistere sette nuovi studenti con disabilità. La logica vorrebbe un potenziamento dello staff di sorveglianza e cura; il Ministero, invece, in quel polo taglierà un collaboratore scolastico.
Questo singolo caso è lo specchio di una manovra nazionale già scritta. Come denunciato dal sindacato, per l'anno scolastico 2026/2027 è previsto un taglio netto che farà scendere il totale dei collaboratori a 128.969, con una sforbiciata di ben 2.174 posti di lavoro rispetto all'anno in corso. In più si aggiunge la tanto attesa figura dell'"operatore scolastico" – ruolo pensato proprio per rafforzare l'assistenza di base e promesso inizialmente per il settembre 2024 – non vedrà la luce prima dell'autunno del 2027.
Di fronte a questo scenario, la FLC CGIL chiede alle Autorità Garanti un'assunzione di responsabilità diretta. La richiesta è chiara: i Garanti devono esercitare il loro peso istituzionale per spingere gli organi di Governo ad adottare provvedimenti d'urgenza. Senza un ripensamento sui tagli e senza un adeguamento vitale degli organici, avverte il sindacato (che si è detto pronto a un incontro faccia a faccia con i referenti dell'Autorità), le belle parole scritte nelle raccomandazioni ministeriali per la tutela dei disabili verranno nei fatti vanificate, svuotando l'inclusione scolastica del suo significato più vero.
di LA REDAZIONE



.jpg)
.jpg)



















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)






















.jpg)
Commenti