Il papà di Paolo vuole incontrare Gaetano Maranzano: "Voglio chiedergli perché ha ucciso mio figlio". Docente dello Zen, appello allo Stato: "Troppi i bambini che rischiano un futuro da criminali"
- La Redazione

- 14 ott
- Tempo di lettura: 2 min
“A denunciare l’accaduto è stato un docente dell’istituto Giovanni Falcone, durante la fiaccolata di commemorazione per Paolo, nel suo discorso pieno di rabbia e delusione, ha aggiunto...”

L’omicidio di Paolo Taormina, il 21enne che la notte del 12 ottobre morì davanti al locale di famiglia a causa di un colpo d’arma da fuoco per mano di un 28enne , ha lasciato senza parole tutta la comunità. Paolo si era fatto da paciere in una rissa ma purtroppo questo ha generato una reazione spropositata, Gaetano Maranzano ha estratto la pistola e lo ha freddato.
Dalle indagini è emerso che il suo assassino poco prima di compiere l’omicidio aveva pubblicato una foto sui social nel quale riportava alcune frasi della fiction “Il capo dei capi”. Ma perché siamo ritornati proprio sulla tragedia di Paolo? Un alunno di una scuola dello zen di Palermo, stesso rione dell’assassino di Paolo, avrebbe pronunciato la frase : “Ti faccio fare la fine di Paolo Taormina ”. A denunciare l’accaduto è stato un docente dell’istituto Giovanni Falcone durante la fiaccolata di commemorazione. Nel suo discorso pieno di rabbia e delusione, ha aggiunto: “Amo il mio lavoro, io provengo dallo Zen ma ormai nel quartiere il tasso di criminalità è fuori controllo. Aiutateci, da soli non ce la possiamo fare. La metà dei bambini tenta ogni giorno di scappare dalla scuola o non si presenta affatto”.
L'insegnante fortemente turbato ha chiesto davanti a centinaia di persone l’ aiuto da parte delle istituzioni, ha chiesto al Governo di intervenire urgentemente: “Quel bambino è un futuro criminale, se lo Stato non interviene. Aiutiamo i docenti di quella scuola, aiutiamo il dirigente, in maniera concreta. Siamo da soli. Su 20 bambini 10 scappano dalle classi. Abbiamo bisogno di educatori, di presenze specializzate, i docenti non bastano. Se un bambino dice che da grande vuole fare lo spacciatore il problema non è solo nostro, non è solo della scuola, vi prego di intervenire”.
La preoccupazione dell’insegnante è tangibile, quando si tratta di bambini così piccoli la voglia di salvarli da un contesto che potrebbe mettere in serio pericolo la loro vita deve essere l’unica forza motrice. Ma questa motivazione non può prevalere solo per gli insegnanti. In contesti sociali difficili, dove ci sono famiglie disagiate, dove la criminalità organizzata regna sovrana occorre una rete di rapporti, costituita da persone competenti e specializzate, forte e ben coesa. Un manto che li deve proteggere e allo stesso tempo distanziare da trappole nocive. L'episodio di Paolo deve essere motivo di lotte alla criminalità, non motivo di incitamento verso l’odio, come è accaduto nella scuola dello Zen di Palermo.
Sul caso di Paolo, molti restano i punti da chiarire. Suo padre ai giornalisti che erano fuori al Policlinico mentre i medici eseguivano l'autopsia , ha chiesto di incontrare l' assassino, queste le sue parole: "Voglio incontrare Gaetano Maranzano per chiedergli perché ha sparato e ucciso mio figlio». L'autopsia sul corpo di Paolo, come era già emerso dalla Tac, ha accertato la presenza del proiettile nel cranio. Al momento la salma è nella camera ardente al PalaOreto, mentre, il funerale sarà celebrato giovedì in mattinata nella Cattedrale di Palermo.
di NATALIA SESSA






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